Vincenzo Gentile

Gli audio guardoni sono dei figli di Napster

Proprio grazie al glorioso programma di file sharing un utente è riuscito a scovare alcune chicche relative al paleolitico dei podcast

Roma - In molti lo chiamano audio-voyeurism, qualcuno griderà allo scandalo privacy, ma la cosa che appare certa è che tanta curiosità si sta ammassando attorno al sito web di Joshuah Bearman. Un sito come tanti, che però raccoglie numerose tracce audio registrate dagli utenti e finite nelle sue mani tramite la condivisione più o meno consapevole del P2P di allora.

Punto cruciale di tutta la storia sono due software, la cui azione combinata, seppur inconsapevole, ha reso possibile il diffondersi di numerosi file meglio noti come "mic in track": si tratta di Napster e MusicMatch Jukebox. Come spiega l'autore, il contesto temporale è da ritrovarsi all'alba del 2000, nel periodo in cui la creatura di Shawn Fanning cavalcava impetuosa l'onda del web. Napster era il peer to peer, più di ogni altra cosa.

Nel contempo, forse più in disparte dell'attore principale, un altro software, MusicMatch Jukebox registrava ore e ore di conversazioni, di strimpellamenti acustici, di assurde gag, ma anche di piccole grandi idee che venivano riversate su anonimi file mp3. Erano contraddistinti dalla solita denominazione "mic in track" seguita da un numero, e spesso venivano a trovarsi nelle cartelle messe in condivisione su Napster.
Il collegamento è tutto qui: si registrava con il Jukebox e, in maniera più o meno consapevole, si mettevano a disposizione i propri file con migliaia di altri utenti. Bearmen, incuriosito dalla quantità di file personali messi a disposizione ha deciso quindi di raccoglierli in una piccola collezione: "ho ammucchiato molte ore complessive di registrazioni, che mi hanno dato un infinito intrattenimento voyeuristico" scrive nel suo blog. "Molte di queste contengono la voce di utenti alle prese con il canto, con il rap o, più semplicemente piccoli scherzi. In uno dei file era raccolta l'intensa e fervente preghiera di un tizio, lunga più di 14 minuti - continua - ma ho trovato anche lettere d'amore. Quindi ho scelto le mie preferite e ho deciso di postarle sul mio sito".

Andando a curiosare tra i vari file, rilasciati sotto licenza CC, si ha la netta impressione di entrare in ogni singola cameretta, poiché la maggior parte delle voci registrate appartengono ad adolescenti. Contenuti volgari, aspiranti rapper, ce n'è per tutti i gusti per ciò che può essere considerato a tutti gli effetti l'antenato del podcast, anche se finito sul web in maniera molto più rocambolesca ed insolita. Certo in molti potranno vedere nell'azione dell'utente una qualche forma di violazione della privacy, ma è pur sempre vero che l'autore si è limitato ad effettuare il download di file messi in condivisione dagli utenti stessi.

Vincenzo Gentile
16 Commenti alla Notizia Gli audio guardoni sono dei figli di Napster
Ordina
  • "Certo in molti potranno vedere nell'azione dell'utente una qualche forma di violazione della privacy, ma è pur sempre vero che l'autore si è limitato ad effettuare il download di file messi in condivisione dagli utenti stessi."

    vorrei che ci si ricordasse di questo quando gente come peppermint e soci ci mandano le denuncie...

    eh?Sorride
    non+autenticato
  • E a che diritto rilascia in licenza (anche se gratuita) questi brani audio? Non è il detentore dei diritti orginali quindi non può decidere quale licenza applicare alle registrazioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ola todos
    > E a che diritto rilascia in licenza (anche se
    > gratuita) questi brani audio? Non è il detentore
    > dei diritti orginali quindi non può decidere
    > quale licenza applicare alle
    > registrazioni.


    così come sono dovrebbero cadere nel pubblico dominio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Felix
    > - Scritto da: ola todos
    > > E a che diritto rilascia in licenza (anche se
    > > gratuita) questi brani audio? Non è il detentore
    > > dei diritti orginali quindi non può decidere
    > > quale licenza applicare alle
    > > registrazioni.
    >
    >
    > così come sono dovrebbero cadere nel pubblico
    > dominio...

    In base a quale norma?
  • In base al fatto che i legittimi autori, oltre a non essere più rintracciabili, a suo tempo li condivisero col mondo intero privi di licenza.
    Perfettamente legale.
  • - Scritto da: r1348
    > In base al fatto che i legittimi autori, oltre a
    > non essere più rintracciabili, a suo tempo li
    > condivisero col mondo intero privi di
    > licenza.
    > Perfettamente legale.

    Anche se fosse vero (perché per ora la non rintracciabilità degli autori non è un motivo valido, tanto che il principio che affermi è esplicitato in una proposta sulla modifica del copyright che giace in parlamento e perché il fatto che lui non abbia scaricato dal PC del condivisore un file di testo di licenza non significa che non ci fosse), hai uno straccio di link a un articolo di legge o almeno a una sentenza?
  • Guarda ora sono a lavoro e non posso fare una ricerca approfondita, comunque esiste un esempio eccellente: il film "Night of the Living Dead", di George Romero, a suo tempo fu pubblicato per errore dalla casa di produzione privo di notifica di copyright. Automaticamente cadde nel pubblico dominio e difatti è tutt'ora uno dei pochi film a poter essere liberamente scaricati e condivisi su internet.
  • ma questo è un caso in cui la dichiarazione di copyright è evidentemente assente.
    Invece non è dimostrabile che fosse assente dai file prelevati tramite fileshare e quindi si deve assumere che ci fosse.
  • E segnata la dicitura del copyright sul file ? No Quindi al meno che non si contatti l'autore è tutto di dominio pubblico.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Felix
    > - Scritto da: ola todos
    > > E a che diritto rilascia in licenza (anche se
    > > gratuita) questi brani audio? Non è il detentore
    > > dei diritti orginali quindi non può decidere
    > > quale licenza applicare alle
    > > registrazioni.
    >
    >
    > così come sono dovrebbero cadere nel pubblico
    > dominio...


    infatti: scrivendo che la licenza è CC vuol dire che tutti ne possono far ciò che vogliono senza chiedere permessi a nessuno. Tanto meno a lui, visto che non son suoi.
    Così, forse, evita che mille mila persone gli mandino la mail per chiederglieloOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: daniele
    > infatti: scrivendo che la licenza è CC vuol dire
    > che tutti ne possono far ciò che vogliono senza
    > chiedere permessi a nessuno.

    ???
    Ma quando mai?
    Se ti prendevi la briga, non dico di informarti in generale sulle licenze CC, ma almeno di leggere quella linkata nel blog in oggetto (by-nc 2.5), avresti evitato di scrivere una così grossolana imprecisione...
    Per la cronaca, nessuna delle licenze CC permette di "fare ciò che si vuole" di un'opera: nel meno restrittivo dei casi è obbligatorio almeno citare l'autore originale.

    Baci;
    Matteo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo
    > nel meno
    > restrittivo dei casi è obbligatorio almeno citare
    > l'autore originale.

    Quindi bisognerebbe citare chi ha effettuato la registrazione.
    Ergo, a norma della CC stessa, il file non potrebbe essere rimesso in circolo dato che quella citazione non c'è