Luce! La svolta nei chip?

Alcuni ricercatori hanno annunciato la scoperta di un modo per utilizzare, all'interno dei chip di silicio, emissioni luminose per trasmettere dati. I chip del futuro potrebbero essere più piccoli e molto, molto più veloci

Londra - "Più piccoli, più veloci". E ' questa la legge ispiratrice nel campo dei microchip, una legge che ultimamente sta divenendo molto più ardua da seguire rispetto al passato: ci si sta infatti avvicinando ai limiti estremi degli attuali materiali semiconduttori.

Le alternative a cui i ricercatori stanno lavorando sono diverse, la più recente delle quali, e forse sensazionale, è stata annunciata proprio in questi giorni ad opera di alcuni scienziati inglesi.

I ricercatori dell'Università di Surrey, avrebbero infatti scoperto un modo per far emettere luce al silicio e sfruttare le emissioni luminose per trasmettere dati al posto dell'elettricità. Si tratterebbe in pratica di un LED (light-emitting diode) di silicio in grado di convertire in modo efficiente l'elettricità in luce convenzionale.
Come succede per le fibre ottiche, dove gli impulsi luminosi consentono un mezzo di trasmissione ben più efficiente di quello offerto dai cavi di rame, anche qui sarà possibile costruire chip più piccoli di quelli attuali e molto più veloci.

Il grosso vantaggio di questo approccio, secondo gli scienziati inglesi, è dato dal fatto che i LED di silicio possono essere fabbricati con le attuali tecnologie e non richiedono dunque grosse modifiche agli impianti di produzione dei chipmaker.
2 Commenti alla Notizia Luce! La svolta nei chip?
Ordina

  • Per una volta diamo a Cesare quel che è di Cesare.
    Il laser al silicio è stato scoperto(realizzato) in Italia e precisamente all'università della mia Trento (facciamo un po' di campanilismo va) in collaborazione con quella di Catania.

    Per una volta facciamo qualcosa prime degli Americani e Inglesi!!!

    http://www.repubblica.it/online/tecnologie_interne...
    non+autenticato
  • OK, ma per una volta cerchiamo di capire chi ha fatto cosa.

    Lorenzo Pavesi a Trento ha sviluppato questa tecnologia delle nanoparticelle di silicio che funzionano come amplificatori ottici, cioè con lo stesso principio dei laser. Ma per funzionare avevano ancora bisogno del cosiddetto "pompaggio ottico", ovvero la cosa si poteva fare solo in laboratorio usando altri laser per fornire l'"input". Onore al merito.
    I ricercatori del Surrey hanno ripreso l'idea e hanno sviluppato una tecnologia per integrare queste nanoparticelle in un circuito elettronico. In questo modo, l'energia per far funzionare il laser (o LED a seconda di come lo si vuol far funzionare) la fornisce un circuito elettrico, così come succede per tutti i chips che stanno lavorando nel vostro computer mentre leggete.
    In questo modo si può dire che è stata dimostrata l'applicabilità pratica dell'idea di principio partorita dai ricercatori italiani.

    Per i dettagli:
    http://www.nature.com/nsu/010308/010308-12.html

    Saluti,

             Vinnie

    - Scritto da: l <MCfc>
    >
    > Per una volta diamo a Cesare quel che è di
    > Cesare.
    > Il laser al silicio è stato
    > scoperto(realizzato) in Italia e
    > precisamente all'università della mia Trento
    > (facciamo un po' di campanilismo va) in
    > collaborazione con quella di Catania.
    >
    > Per una volta facciamo qualcosa prime degli
    > Americani e Inglesi!!!
    >
    > http://www.repubblica.it/online/tecnologie_in
    non+autenticato