Gaia Bottà
martedì 10 febbraio 2009

Netbook non esiste per Google

È un marchio registrato, prima che una categoria di prodotti. Per questo motivo i comunicati veicolati da AdSense dovranno fare appello alla fantasia

Roma - Li chiamino subnotebook, li chiamino ultra-mobile pc, li chiamino mini-notebook o portatilini: netbook è un marchio registrato. E Google sembra averlo riconosciuto.

Potrebbe essere il sogno di frotte di pubblicitari: il marchio registrato che diventa etichetta di una categoria di prodotti sancisce la consapevolezza della platea dei consumatori, garantisce fama imperitura. Ammesso che il prodotto che si fa nome comune sia ancora sulla cresta dell'onda. Non è questo il caso del Netbook di Psion, precursore dei dispositivi ultraportatili che si stanno facendo largo sul mercato e fra i consumi dei cittadini: il Netbook di Psion non è più in commercio, l'azienda si limita a fornire supporto e ricambi. Ma l'azienda che lo produceva non esita a rivendicare la paternità del trademark sull'etichetta con cui sono spesso catalogati i dispositivi ultraportatili, un marchio registrato negli States e in Europa, in Canada, a Hong Kong e a Singapore.

Psion aveva tentato di delimitare il proprio terreno già nei mesi scorsi, quando il processo di genericizzazione del marchio era già avviato: aveva recapitato delle cordiali ingiunzioni alle aziende e ai rivenditori che etichettassero il loro prodotti come netbook e a molti di coloro che in rete pubblicizzassero portatilini facendoli ricadere nella categoria dei netbook. Nessuna intenzione di rivalersi su netizen e giornalisti: Psion chiedeva che si cessasse l'uso del trademark Netbook a fini commerciali.
Se ci sono colossi come Intel che non smettono di qualificare i propri prodotti come netbook, Google sembra avere conciliato: jkontherun.com, che ha seguito in contenzioso incentrato sui netbook fin dal suo esordio, riferisce ora che Google ha bandito "netbook" dalle inserzioni che veicola.

Forse memore dei contenziosi nel quadro dei quali è stata sbaragliata in tribunale, Google sembrerebbe non aver voluto rischiare. È accaduto ad esempio negli scorsi anni per il marchio di Louis Vuitton, sfruttato da contraffattori per catturare l'attenzione dei netizen; è accaduto più di recente per due marchi registrati da aziende francesi, alle quali un giudice parigino ha riconosciuto la ragione e un risarcimento complessivo di 350mila euro. Google, a seguito delle richieste inoltrate da Psion, avrebbe concluso la procedura di accertamento e avrebbe riconosciuto che Netbook è un marchio registrato la cui violazione è punibile per legge: per questo motivo "netbook" non comparirà più a fianco del nome di prodotti senza il marchio Psion. L'azienda che ha sfornato il precursore dei portatilini, suggerisce qualcuno, potrebbe avrebbe la strada spianata per meditare un ritorno sul mercato dell'incarnazione di un prodotto ormai diventato nome comune.

Gaia Bottà
44 Commenti alla Notizia Netbook non esiste per Google
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  • io mi chiedo solo se Marconi, Da Vinci, Diesel, Archimede ecc....avessero protetto da copyright le loro invenzioni/scoperte, facendo causa a chiunque le avesse usate senza pagare o chiudendo le loro invenzioni in modo da poter far operare solo chi ha pagato, l'umanità, a che punto sarebbe?
    non+autenticato
  • - Scritto da: minuz
    > io mi chiedo solo se Marconi, Da Vinci, Diesel,
    > Archimede ecc....avessero protetto da copyright
    > le loro invenzioni/scoperte,

    Stai facendo confusione tra trademark, brevetti e copyright. Sono tre cose diverse che fanno parte della proprietà intellettuale.

    Cmq Marconi aveva i suoi bei brevetti...
    non+autenticato
  • - Scritto da: minuz
    > io mi chiedo solo se Marconi, Da Vinci, Diesel,
    > Archimede ecc....avessero protetto da copyright
    > le loro invenzioni/scoperte, facendo causa a
    > chiunque le avesse usate senza pagare o chiudendo
    > le loro invenzioni in modo da poter far operare
    > solo chi ha pagato, l'umanità, a che punto
    > sarebbe?

    Copyrigth e' diverso ma marchio registrato e da brevetto...
    Sarebbe il caso di capire almeno le "basi".
    Poi se ne parla
    non+autenticato
  • Parlo come professionista che registra marchi per i suoi clienti e non posso che dare ragione a Psion.
    Questi signori anni fa' hanno creato un prodotto lo hanno chiamato Netbook.
    Hanno anche spese parecchi soldi per registrare il marchio.
    Lo scopo?
    Evitare che qualcun altro utilizzasse quel nome per prodotti informatici.
    Stanno rivendicando questo diritto.
    Del resto potevano chiamare questa categoria di prodotti webook, wwwbook o che so io.
    Se si è contrari a questa posizione bisogna rivedere completamente il concetto di tutela del mercato.
    Allora io domani produco un telefonino a forma di stella è lo chiamo "Star Tac" dopo 1 anno tutti identificano con quel nome i telefonini a forma di stella.
    Comprensibile da parte dei consumatori, ma magari la Motorola se ne risente e avrebbe ragione.
    La stranezza di questo caso è che il nome netbook nonostante fosse registrato, nessuno lo aveva mai sentito.
    Da parte di produttori e media si può pacificamente dire che è stato fatto in buona fede, quel marchio non aveva perso piede, non è stato fatto per lucrare sulla visibilità o notorietà. Ma i diritti sono diritti. Netbook è un marchio di Psion.
    non+autenticato
  • Veramente la "generizzazione" di un marchio esiste persino nelle leggi sul Trademark e si ti occupi veramente di questo dovresti saperlo.
    Psion sta cercando di "rientrare" in possesso del nome "netbook" perché se prima dell'invio delle sue famose lettere qualcuno fosse andato da un giudice a chiedere il "decadimento" del termine di Psion per avvenuta "generizzazione" (es. Cellophane, Kerosene, Linoleum, Pilates, Trampolino..), avrebbe facilmente ottenuto la cancellazione del Trademark. Con quelle lettere Psion sta chiedendo a tutti di non usare "netbook", ma qualcosa d'altro, perché sa benissimo che se tutti continuano ad usare "netbook" per "piccolo portatile più grande di un palmare" prima o poi qualche giudice dichiarerà decaduto il Trademark, come avvenuto tante volte in passato:
    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_generic_and_g...

    Perciò evitiamo frasi da WIPO tipo: "Ma i diritti sono diritti. Netbook è un marchio di Psion". Perché il primo diritto è quello della collettività di usare le parole per capirsi. Ed è da quello che deriva il "nome commerciale": è tutelato proprio per evitare che la collettività possa essere tratta in inganno, non per creare un "monopolio dei nomi", come cerca di far passare il WIPO. Se chiedo un Mac, non è la stessa cosa se mi consegnano un PC con sopra scritto "Mac". Ma già se chiedo un vasetto di nutella, in qualche caso va bene una qualsiasi nutella: ad Alba sanno che sono a rischio... per questo marcano sempre nelle pubblicità che la nutella è la Nutella Ferrero ("Che mondo sarebbe senza Nutella!"). Coca Cola ha già perso il termine "Cola"....
    non+autenticato
  • ho trovato questo articolo molto interessante e volevo fare i complimenti a Gaia...mi sono permesso di postarlo su FACEBOOK appunto!
    non+autenticato
  • Ok Psion aveva un prodotto a listino anni fa con quel nome, ora tuttavia non lo commercializza più!
    Perchè mai un nome commerciale registrato per un certo prodotto deve divenire proprietà di una azienda a tempo indeterminato?
    Sarebbe molto più corretto consentire la registrazione in esclusiva di un marchio solo durante il periodo di commercializzazione di un brandt o di un prodotto!
    Faccio un esempio Fiat Panda, se la Fiat magari fra 10 anni decidesse di non produrre più un'auto chiamata Panda, perchè mai non si dovrebbe consentire ad un concorrente se vuole di riutilizzare il nome?
    Ancora a maggior ragione se il termine in oggetto designasse un'intera categoria di prodotti come nel caso del Borotalco o del Netbook!
    La Johnson il borotalco ha continuato a produrlo, la Psion il netbook no!
  • Quoto, tra l'altro si "svegliano" sempre apposta dopo molti mesi o anni, rivendicando il marchio quando ormai è usato da tutti, per poi chiedere milioni per poter continuare ad usarlo.
    Assomiglia molto alla furbata dei brevetti: vedi che te lo stanno infrangendo, non dici niente per anni e poi quando un prodotto ha successo porti il produttore in tribunale.

    Dal momento in cui è *impensabile* che il detentore del marchio o brevetto non sia a conoscenza che qualcuno lo stia infrangendo, come per il termine "netbook", secondo me dovrebbe esserci un tempo max (che so, 3 mesi) entro il quale dev'essere fatta la denuncia, trascorso il quale si possono attaccare al tram
    non+autenticato
  • Rifletti. Non è stato chiesto nessun indennizzo, non è stata avanzata nessuna causa, la Psion non fa parte dei patent troller.
    Vediamo... Non produco più il prodotto, per ora. Tra 10 anni magari deciderò di produrlo ancora, con le caratteristiche che riterrò più opportune, e lo chiamerò con quel marchio che è mio e che in passato si è rivelato valido. Se il marchio non fosse protetto, un'altra azienda potrebbe chiamare con quel nome un prodotto, simile o no, e buona notte sogni di gloria. Bisogna anche immedesimarsi un filino nell'altro soggetto, non partire a testa bassa disapprovando a prescindere. E' successa una cosa negli anni 80 che pochissimi hanno notato e chi lo ha notato ha pensato "disastro!". "C'era una volta" una industria italiana chiamata Geloso, dal cognome del suo proprietario e ispiratore (era anche progettista elettronico). I suoi prodotti erano l'orgoglio della nostra Nazione dagli anni '30 ai '60, la qualità era rinomata anche all'estero e insomma, c'era da andarne fieri. Pochi anni dopo la morte del fondatore, l'industria chiude dopo decenni di gloria, e il marchio Geloso a distanza di anni viene ceduto ad un'altra realtà industriale italiana che in virtù del buon nome del marchio ha cercato e forse ancora cerca di proporre prodotti che, ahimè, non hanno neanche l'ombra della qualità e funzionalità degli originali ma sono solo "così così". Il marchio "Geloso" che un tempo significava avanguardia di tecnologia è diventato un opaco marchio di opachi prodotti.
    Analogamente, il prodotto originale "Netbook" era di qualità eccellente e di concezione e funzionalità avanzate per l'epoca in cui era stato proposto. I "Netbook" a basso costo che si vedono ora in giro, sebbene per alcuni aspetti più potenti, non hanno né la qualità né il "feeling" che quel prodotto aveva all'epoca e chissà, magari la casa madre potrebbe decidere di far riviviere il suo Netbook con gli aggiornamenti necessari a fronteggiare le odierne esigenze dell'utente oltre che la concorrenza. Se Psion decide di var valere i suoi diritti sul marchio "Netbook" a me sta bene.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Superseed
    > Rifletti. Non è stato chiesto nessun indennizzo,
    > non è stata avanzata nessuna causa, la Psion non
    > fa parte dei patent
    > troller.
    > Vediamo... Non produco più il prodotto, per ora.
    > Tra 10 anni magari deciderò di produrlo ancora,
    > con le caratteristiche che riterrò più opportune,
    > e lo chiamerò con quel marchio che è mio e che in
    > passato si è rivelato valido. Se il marchio non
    > fosse protetto, un'altra azienda potrebbe
    > chiamare con quel nome un prodotto, simile o no,
    > e buona notte sogni di gloria. Bisogna anche
    > immedesimarsi un filino nell'altro soggetto, non
    > partire a testa bassa disapprovando a
    > prescindere. E' successa una cosa negli anni 80
    > che pochissimi hanno notato e chi lo ha notato ha
    > pensato "disastro!". "C'era una volta" una
    > industria italiana chiamata Geloso, dal cognome
    > del suo proprietario e ispiratore (era anche
    > progettista elettronico). I suoi prodotti erano
    > l'orgoglio della nostra Nazione dagli anni '30 ai
    > '60, la qualità era rinomata anche all'estero e
    > insomma, c'era da andarne fieri. Pochi anni dopo
    > la morte del fondatore, l'industria chiude dopo
    > decenni di gloria, e il marchio Geloso a distanza
    > di anni viene ceduto ad un'altra realtà
    > industriale italiana che in virtù del buon nome
    > del marchio ha cercato e forse ancora cerca di
    > proporre prodotti che, ahimè, non hanno neanche
    > l'ombra della qualità e funzionalità degli
    > originali ma sono solo "così così". Il marchio
    > "Geloso" che un tempo significava avanguardia di
    > tecnologia è diventato un opaco marchio di opachi
    > prodotti.
    > Analogamente, il prodotto originale "Netbook" era
    > di qualità eccellente e di concezione e
    > funzionalità avanzate per l'epoca in cui era
    > stato proposto. I "Netbook" a basso costo che si
    > vedono ora in giro, sebbene per alcuni aspetti
    > più potenti, non hanno né la qualità né il
    > "feeling" che quel prodotto aveva all'epoca e
    > chissà, magari la casa madre potrebbe decidere di
    > far riviviere il suo Netbook con gli
    > aggiornamenti necessari a fronteggiare le odierne
    > esigenze dell'utente oltre che la concorrenza. Se
    > Psion decide di var valere i suoi diritti sul
    > marchio "Netbook" a me sta
    > bene.


    Con questi principi uno può registrare l'intero vocabolario e poi utilizzare un nome magari dopo mille anni! Qualche limite andrà pure posto no?
    A me sembra sensato che dopo un periodo congruo di tempo se un marchio commerciale non è più utilizzato possa essere riregistrato da un nuovo utilizzatore, stabiliamo un tempo di oblio appunto congruo 5-10 anni dall'ultimo utilizzo e poi basta!
    Mi sembra anche utile il suggerimento di un'altro lettore, quando ci si trovi di fronte a nomi che vengono attribuiti ad un'intera classe di prodotti, in presenza di un marchio inutilizzato da anni, l'azienda titolare del marchio sia tenuta a far valere i diritti in tempi brevi, altrimenti il marchio decade!
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    Modificato dall' autore il 10 febbraio 2009 11.46
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  • Netbook è il nome di un prodotto. Punto. E' stato inventato apposta per quel prodotto e ne ho tutti i diritti di usarlo quando mi pare e se mi pare, se mi è stato concesso di registrare il marchio. Il fatto che qualcuno abbia preso a chiamare netbook un prodotto simile mi può star bene fin quando non si comincia a vendere prodotti con quel nome o tramite quel nome. Ci si metta nei panni di una azienda che ha investito molto nello sviluppo e commercializzazione di un prodotto, anzi moltissimo, e che il prodotto è non solo all'avanguardia ma assai avanti sui tempi, e ne ha registrato il nome, di certo non sarà il primo che passa a soffiarglielo. Fin quando un giornalista scrive "netbook" per descrivere un apparecchio di una certa categoria, anche se risicato mi può star bene, ma quando si associa il nome registrato allo scopo di vendere quel prodotto non ci sto più.
    I discorsi del tipo "allora brevetto il nome aria o pisello o ambarabàciccìcoccò" sono puerili e non hanno nesso con la realtà, ma con le comari da balcone. Acquistano senso forse nel caso di Apple che ha mosso causa ad una ditta che produce apparecchietti che all'interno dei cassoni elettronici da bar registrano gli introiti della macchina, solo perchè nel nome c'era la parola "POD". Allora sì che puoi dirgli "ma mi faccia il piacere, mi faccia!".
    non+autenticato
  • http://onthecommons.org/content.php?id=900

    e' in casi come questo che bisogna drizzar orecchie e sopracciglia, quando qualcuno, a scopo commerciale, cerca d'impadronirsi di una parola da secoli d'uso comune.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Melograno
    > Netbook è il nome di un prodotto. Punto.

    sono anche 2 parole di uso comunissimo "net" e "book" messe una dietro l'altra.
    se avessero creato prodotti con la parola "net" a fianco di qualche centinaio di termini che hanno a che fare con essa, tipo "os", "pc", "software", "storage", "connect", "line", "service", ecc. a questo punto non potresti più scrivere niente per paura di sfruttare il marchio di qualche prodotto esistente!
    non+autenticato
  • bam bam bam! Duro di comprendonio? Netbook è il marchio registrato di un prodotto. Nessun prodotto simile costruito e commercializzato da una casa diversa può avere quel nome. Stop. Il resto sono chiacchiere da balcone.
    Chiacchiere
    da
    balcone.
    non+autenticato
  • Esatto! Netbook è un marchio, non importa se proviene dalla fusione di due parole. Come Walkman o Netgear. Addirittura c'è che registra nomi formati da singoli vocaboli d'uso comune, come fanno diverse case automobilistiche. In casa Fiat abbiamo Duna, Punto, Tipo, Panda e altri, ad esempio. Sono marchi registrati, nessuno può produrre oggetti simili e chiamarli con quei nomi. Con giusta ragione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Caligari
    > bam bam bam! Duro di comprendonio? Netbook è il
    > marchio registrato di un prodotto. Nessun
    > prodotto simile costruito e commercializzato da
    > una casa diversa può avere quel nome. Stop. Il
    > resto sono chiacchiere da
    > balcone.
    > Chiacchiere
    > da
    > balcone.


    Ma il punto è che nessuna casa si sogna di registrare per se il termine di netbook, semplicemente esso è entrato nell'uso comune per designare quel tipo di dispositivi, è come se qualcuno magari dopo anni tirasse fuori che ha il trademark sulla parola auto e nessuno più potesse utilizzare tale termine per definire un autovettura (probabilmente contesterebbero anche questo termine perchè compostao in parte da un termine soggetto a trademark!)
    Una follia!
    Qui c'è Psion che chiaramente cerca di sfruttare il successo di Asus con gli EEEPC per poter essere l'unica a fregiare tali macchine con il nome di netbook, tipo borotalco della johnson!
    Se non era in malafede poteva farsi avanti prima!
  • - Scritto da: Melograno
    > Netbook è il nome di un prodotto. Punto. E' stato
    > inventato apposta per quel prodotto e ne ho tutti
    > i diritti di usarlo quando mi pare e se mi pare,
    > se mi è stato concesso di registrare il marchio.
    > Il fatto che qualcuno abbia preso a chiamare
    > netbook un prodotto simile mi può star bene fin
    > quando non si comincia a vendere prodotti con
    > quel nome o tramite quel nome. Ci si metta nei
    > panni di una azienda che ha investito molto nello
    > sviluppo e commercializzazione di un prodotto,
    > anzi moltissimo, e che il prodotto è non solo
    > all'avanguardia ma assai avanti sui tempi, e ne
    > ha registrato il nome, di certo non sarà il primo
    > che passa a soffiarglielo. Fin quando un
    > giornalista scrive "netbook" per descrivere un
    > apparecchio di una certa categoria, anche se
    > risicato mi può star bene, ma quando si associa
    > il nome registrato allo scopo di vendere quel
    > prodotto non ci sto
    > più.
    > I discorsi del tipo "allora brevetto il nome aria
    > o pisello o ambarabàciccìcoccò" sono puerili e
    > non hanno nesso con la realtà, ma con le comari
    > da balcone. Acquistano senso forse nel caso di
    > Apple che ha mosso causa ad una ditta che produce
    > apparecchietti che all'interno dei cassoni
    > elettronici da bar registrano gli introiti della
    > macchina, solo perchè nel nome c'era la parola
    > "POD". Allora sì che puoi dirgli "ma mi faccia il
    > piacere, mi
    > faccia!".

    E chi si ricordava di questo prodotto della PSION?
    Io no di sicuro come anche il 99.99% degli utenti, di sicuro chi usa il termine netbook oggi non lo fa sfruttando l'immagine dei prodotti Psion, chi afferma il contrario è in evidente malafede!
  • Sono alquanto perplesso riguardo ad una cosa. Se netbook è comunque diventato un termine del linguaggio comune, una determinata categoria, come posso pretendere che un termine possa essere una categoria registrata ?
    Se parliamo di etichetta nel pc mi può stare bene che il termine sia un marchio registrato, ma se si parla di categoria inteso come significato del termine comunemente accettato come è possibile che non si possa utilizzare.
    Al supermercato il reparto netbook, in rete il link alla categoria netbook a mio avviso è da intentere con il suo significato più ampio (=piccoli pc ecc..) che fa parte del modo di intendere comune e non con il senso del marchio registrato !!
    E' come dire che se registro il termine manuale, poi non posso più utilizzarne il significato.
    Assurdo
    non+autenticato
  • Il problema è che lo hanno registrato prima che divenisse sinonimo comune di categoria di sub-notebook.
  • Non è assurdo. Prendi il marchio Walkman, è di proprietà Sony. E' diventato d'uso comune come lo è diventato ora ipod. Pensa se qualcuno cominciasse a vendere un prodotto definendolo "Walkman pippotto" o solo dicendo che appartiene alla categoria dei "Walkman", non ti pare che si trovi in torto? Solo Sony può associare il nome Walkman ad un player multimediale, Sony e nessun altro, a parte la joint-venture Sony Ericsson per i cellulari con spiccate doti multimediali.
    non+autenticato
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