InterLex/ Lo sgradevole odore della beffa

di Manlio Cammarata - Si può considerare coperto un comune nel quale solo una piccola parte degli utenti può avere l'ADSL? Sono allo studio soluzioni concrete per diminuire in tempi ragionevoli il digital divide?

Roma - Quanti sono gli italiani che hanno o avranno realmente la possibilità di un collegamento ADSL? La questione è sempre più pressante, come dimostra questo messaggio di Franco Gatta:

"Mi riallaccio al discorso sul digital divide ed in particolare al problema della reale copertura dei mille e passa comuni d'Italia. Mi ricollego al cenno del direttore sulla situazione della provincia nord di Roma che, essendo (per fortuna di chi ci abita) ancora poco urbanizzata ed industrializzata, è tra quelle non ancora raggiunte dall'ADSL (vedi Attenzione, il digital divide è in casa nostra, ndr).
Vivo a Castelnuovo di Porto che, a leggere gli elenchi Telecom, sarebbe "ADSLizzata". In realtà non è così. Perché delle cinque numerazioni qui esistenti (901-903-904-907 e 9089), solo 904 e 908 lo sono; le altre (cui si attestano la stragrande maggioranza delle utenze) non lo sono. Tra queste, i Carabinieri, il Comune e la Pretura..."


La prima domanda è banale: perché nel comune di Castelnuovo di Porto solo per due numerazioni su cinque è disponibile il collegamento ADSL? Con ogni probabilità, rispondono i tecnici, è perché solo le linee d'utente che iniziano per 904 e 908 sono collegate direttamente alla centrale telefonica (stadio di linea). Le altre, presumibilmente a causa della maggiore distanza, fanno capo a delle "prolunghe", nelle quali non è tecnicamente possibile installare i dispositivi DSLAM (vedi Paolo Nuti: per la larga banda occorrono soluzioni integrate del 12 dicembre scorso).
Ciò significa che gli utenti con numerazioni diverse l'ADSL non lo avranno né ora né mai.
Ma a questo punto nasce un'altra curiosità: Telecom Italia proclama che saranno presto collegati alla larga banda 1300 comuni, con il 74 per cento della popolazione. Come è calcolato quest'ultimo dato? Sommando la popolazione "lorda" dei 1300 comuni, o considerando solo il numeri degli abbonati che realmente possono disporre dell'ADSL? Castelnuovo di Porto ha circa 10.000 abitanti: se tutti concorrono a creare quel 74 per cento, allora siamo di fronte a una vera beffa.
Una precisazione da parte dell'operatore telefonico sarebbe utile e gradita.

E sarebbe importante anche sapere se il Governo, e in particolare il Ministro per l'innovazione e quello delle comunicazioni, sono alla ricerca di qualche soluzione che metta a disposizione degli utenti, in tempi ragionevoli, sistemi alternativi all'ADSL per tutti gli utenti che ora vedono la larga banda come un miraggio irraggiungibile. Sistemi che non mancano, come ha spiegato Paolo Nuti nell'intervista già citata, ma per i quali occorrono incentivi reali e soprattutto la "volontà politica" di eliminare ostacoli e lentezze burocratiche.

Come ci spiegava qualche mese fa un altro autorevole esperto della materia, il settore pubblico dovrebbe costituire l'elemento trainante per la diffusione della larga banda (vedi Chirichigno: l'Italia ha il dovere di investire nella larga banda). Ma come può verificarsi questa previsione nei luoghi in cui proprio per il settore pubblico (ad esempio per il Comune di Castelnuovo di Porto) non c'è la possibilità tecnica della connessione? Qualcuno ha una risposta per questa domanda?

Ma vediamo un altro aspetto del problema. Una notizia dei giorni scorsi riguarda un accordo tra Telecom Italia e Netsystem, operatore che offre via satellite la connessione all'internet, presentandola come l'alternativa all'ADSL "in tutti gli 8.100 comuni italiani". E qui l'odore della beffa è ancora più forte di quello emanato dalle cifre sulla copertura dell'ADSL, perché il collegamento satellitare offerto da Netsystem (a parte il maggior costo delle apparecchiature d'utente) è solo in downlink, cioè dal provider all'abbonato. Nella direzione opposta si deve usare una normale connessione telefonica, con i limiti di banda e soprattutto con i costi di una connessione telefonica a tempo, mentre con l'ADSL si può essere collegati 24 ore su 24 a tariffa fissa.

Dunque il satellite "in discesa" non è alternativo all'ADSL. E c'è da sperare che nel prossimo futuro la pubblicità di Telecom Italia non lo presenti come tale, perché allora la somma del danno e della beffa salirebbe a un livello intollerabile.

Manlio Cammarata
InterLex
TAG: adsl
17 Commenti alla Notizia InterLex/ Lo sgradevole odore della beffa
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  • Credo che sia l'unico modo per avere una connettività decente
    non+autenticato
  • attenzione, se leggi attentamente l'intervista di Paolo Nuti, ti renderai conto che lui ha esattamente un'idea della situazione del mercato e dei costi della banda, per cui quando dice che ADSL difficilmente arriverà nelle località che non possono essere coperte, sa quello che dice. Non propone di regalare niente a nessuno!
    non+autenticato
  • Il mio era solo un apprezzamento per la sua competenza e per il bel lavoro fatto con la sua azienda. Credo che se comandassero i tecnici invece dei commerciali il mondo andrebbe molto meglio, certo si spenderebbe qualcosa in più, ma alla fine avresti un servizio decente.
    non+autenticato
  • Sulla competenza e sulla chiarezza di idee non posso che essere d'accordo. Attenzione però, che quella (e lo dico da tecnico), del "governo dei tecnici", si è sempre dimostrata un'utopia. E' anche giusto che ognuno faccia il suo lavoro. Sarebbe, questo sì, necessara maggiore competenza da parte dei commerciali (come di tutti).
    non+autenticato
  • non si puo' fare un'esposto all'authority per la pubblicita'?

    in fondo internet via web non puo' essere venduta come ADSL o sbaglio?

    mi sembra ci siano tutti gli estremi per pubblicita' truffaldina
  • Mah... l'unica cosa che li salva è il fatto che ADSL significhi "Asymmetric Digital Subscriber Line" ed effettivamente una connessione satellitare è del tipo digitale-asimettrico.
    L'uso del termine ADSL però è indissolubilmente legato alla connessione attraverso doppino telefonico ed ormai tale acronimo è legato alla possibilità di essere always-on senza chiamata urbana.
    Direi che ci si trova di fronte ad un caso di "abuso della credulità popolare" che, guarda caso, è stato depenalizzato proprio pochi giorni or sono...

  • - Scritto da: Picard
    > Mah... l'unica cosa che li salva è il fatto
    > che ADSL significhi "Asymmetric Digital
    > Subscriber Line" ed effettivamente una
    > connessione satellitare è del tipo
    > digitale-asimettrico


    Si vabbe' allora anche la trasmissione dati via Piccione Viaggiatore e' di tipo asimmetrico, ma mica la possiamo definire ADSL no?


    non+autenticato
  • > Si vabbe' allora anche la trasmissione dati
    > via Piccione Viaggiatore e' di tipo
    > asimmetrico, ma mica la possiamo definire
    > ADSL no?

    Mi sembra chiaro di aver espresso un'opinione diciamo "legale" e non una presa di posizione a favore della Telecom.
    Cioè ho spiegato IMHO quale potrebbe essere la difesa della Telecom nel caso venisse accusata di truffa.
    E non ci vedo niente di sbagliato.
    Lei invece sostiene che tale difesa è facilmente attaccabile o cos'altro col suo post?
  • > Si vabbe' allora anche la trasmissione dati
    > via Piccione Viaggiatore e' di tipo
    > asimmetrico, ma mica la possiamo definire
    > ADSL no?

    La trasmissione via "piccione viaggiatore" non può essere definita ADSL in quanto manca dei 2 parametri fondamentali per esserlo:

    1) Non è digitale
    2) Non è asimettrica (posso allegare un messaggio alla zampa del piccione dopo averne ricevuto uno trasmettendo una quantità di informazioni pari a quella del messaggio ricevuto)
  • Ok, diciamo che la connessione satellitare non sia proprio esattamente coperta dall'RFC su ADSL (p.s., sappiate che neanche Alice di Telecom Italia è, a rigore, definibile come ADSL poiché la banda minima in download secondo lo standard internazionale è di 640 kbs, gli operatori stanno spingendo per il riconoscimento di uno standard G-Light a 256 kbs, ma non è ancora stato approvato), comunque i requisiti fondamerntali li ha:
    download in "banda larga", upload pari a quello del tipo di connettore (faccio un esempio, se io ho a casa un dual ISDN, avrò un upload pari a 128 kbs nominali e, con il satellite un download nominale superiore ai 256 kbs di Alice), dove sta quindi l'impossibilità di considerarla pari all'ADSL? Il fatto che non assegni un IP di tipo pubblico? Anche molti operatori ADSL diversi da Telecom assegnano IP privati. Il fatto che non sia always on? Ma quella è una questione di costo, non di tecnologia. Tant'è che molti operatori esteri danno ADSL con limitazioni di tempo o di quantità di dati scaricata.
    Il costo? Ovviamente no. Questa, che possa piacere o no, è la realtà. Poi si può discutere di convenienza, ma questo è tutto un altro discorso.
    non+autenticato
  • Visto che l'adsl con meno di 640kbs non è riconosciuta come tale, quali possono essere le azioni legali che io come utente che disponde di un "adsl 256" posso fare nei confronti del mio legale?
    Naturalmente è solo una curiosità.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Picard
    > La trasmissione via "piccione viaggiatore"
    > non può essere definita ADSL in quanto manca
    > dei 2 parametri fondamentali per esserlo:
    >
    > 1) Non è digitale

    Stai scherzando?

    http://www.blug.linux.no/rfc1149/
    non+autenticato

  • > Si vabbe' allora anche la trasmissione dati
    > via Piccione Viaggiatore e' di tipo
    > asimmetrico, ma mica la possiamo definire
    > ADSL no?

    se sei Telecom ed hai governo (opposizione inclusa), autorita' tlc ed antitrust in tasca puoi fare pure quello...

    approposito dell'articolo, farei notare che -non a caso - nei comuni coperti anche parzialmente da adsl telecom puo' portare hdsl ovunque su base ad-hoc, con gli ovvi vantaggi (per telecom) rispetto a coprire i quartieri "poco redditizi" con adsl...
  • Allora, cerchiamo di capirci, una cosa sono i servizi B2C (business to consumer) ed una cosa quelli B2B (business to consumer). E' ovvio che se paghi l'iradiddio (perché l'HDSL costa parecchio, e se non mi ricordo male, si paga anche a consumo), per l'ISP non è un problema l'investimento necessario a portarti il tipo di connessione. E' lo stesso discorso della connessione satellitare bidirezionale, è ovvio che se io pago 3 milioni (di lire) di installazione, non sarà un problema per il provider, dotarmi del servizio, ma non ci si può neanche aspettare che questo tipo di fornitura costi poco e sia alla portata di un normale cliente residenziale. Sapete cosa costa la banda? Io sì, visto che lavoro per un ISP e vi assicuro che si tratta di cifre veramente alte. Per farvi immaginare il costo, l'ADSL che fornisce Telecom (ad es.) è clamorosamente sottocosto (una sorta di dumping del mercato, per intenderci).
    non+autenticato