OpenSkills/ Il business Linux inizia a decollare?

I risultati di RedHat del trimestre chiuso lo scorso Novembre rivelano una interessante inversione di tendenza, che mette in evidenza quanto, almeno per la società dal cappello rosso, i conti iniziano ad essere positivi

Roma - Come riesce una società completamente basata sull'opensource a generare profitti e mantenersi sul mercato? Nell'approccio al business vestito da pinguino RedHat è stata senz'altro l'apripista: la prima società basata su Linux a quotarsi in borsa, la più grande e conosciuta distribuzione, la prima, probabilmente, a rendere operative ed efficaci tutte le fumose raccomandazione dei guru dell'open source sulla profittabilità di un modello di business basato su un prodotto che può essere liberamente distribuito, venduto o regalato, da chiunque e non solo da chi lo realizza.

Mentre altre sorelle, o meglio concorrenti, come Mandrake sono sull'orlo del collasso, RedHat riesce a chiudere un anno, senz'altro poco propizio per l'IT, con numeri incoraggianti. I dati, nudi e quasi crudi quali sono quelli riportati nei documenti depositati alla SEC (Securities and Exchange Control) americana da parte delle società quotate in borsa, parlano abbastanza chiaro.
Nel trimestre concluso il 30 Novembre 2002 RedHat ha fatturato 24,3 milioni di dollari, contro i 20,1 dello stesso periodo nel 2001 (+21,1%) e ha ottenuto utili netti per 214.000 dollari contro una perdita di 15,056 milioni nello stesso periodo del 2001.

Se si considera che nel trimestre precedente RedHat aveva dichiarato perdite per 1,951 milioni di dollari si può notare che un'effettiva inversione di tendenza c'è stata, anche se i bilanci delle società, soprattutto se basati su proiezioni trimestrali, sono soggetti a innumerevoli fattori, quali ammortamenti, acquisizioni, criteri di contabilizzazione e, per alcuni, atti vari di creatività fiscale. A questo va ricordato che nel Settembre 2002 è stata rilasciata la versione 8.0 di RedHat Linux, con presumibili benefici sulle entrate del trimestre.
I numeri restano comunque indicativi, e diventano evidenti segnali di un netto miglioramento dei conti quando si confrontano i 9 mesi anteriori al 30 Novembre 2002 rispetto a quelli dell'anno precedente: una perdita secca di "soli" 6,325 milioni di dollari rispetto al buco di 97,966 milioni di dollari del 2001.

Se si analizza più in dettaglio come sono ripartite le entrate e quali sono i commenti ufficiali del management rispetto ai numeri presentati, possiamo trovare conferma che il modello di business basato sul servizio ad un prodotto open source (formazione, abbonamento per l'aggiornamento online, consulenza e assistenza al mondo business) può funzionare.

Il crescente interesse da parte del mondo enterprise verso soluzioni Linux è confermato anche in questo report: quanti riusciranno a capitalizzarlo e farne diventare un business solido resta un interrogativo a cui solo il mercato saprà rispondere.

Alessandro Franceschi / OpenSkills
http://openskills.info
54 Commenti alla Notizia OpenSkills/ Il business Linux inizia a decollare?
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  • 1951 milioni di euro ? siete sicuri dei numeri che state dando ?
    non+autenticato
  • 1,951,000 ? dovrebbe essere la cifra giusta

    - Scritto da: Anonimo
    > 1951 milioni di euro ? siete sicuri dei
    > numeri che state dando ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > 1,951,000 ? dovrebbe essere la cifra giusta
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > 1951 milioni di euro ? siete sicuri dei
    > > numeri che state dando ?

    La cifra riportata è 1,951 milioni di $ quindi sono 1.951.000,00 ? ( ponendo il cambio $ ? uguale a 1 )
    non+autenticato



  • E per una azienda linux-related che sopravvive (sopravvive, dato che 50 miliardi di fatturato equivalgono ad una aziendina-ina-ina) altre 10 ne chiudono per bancarotta.
    non+autenticato
  • spiacente per te, ma questo non significa che linux morirà. Sorride

    significa che bisogna trovare nuove forme di business, non solo gpl.
    possibile?
    sì. ti ricordo che non sei obbligato a rilasciare il tuo prodotto linux-based o funzionante su linux sotto gpl per forza.
    molte di queste aziende sono cadute perchè hanno insistito nella politica del "completamente free" (anche nel senso di gratuito, stavolta).
    è un dato di fatto che linux si sta diffondendo sempre di più. quando le aziende avranno capito come usarlo per far soldi, ci sarà il boom.

    - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    >
    > E per una azienda linux-related che
    > sopravvive (sopravvive, dato che 50 miliardi
    > di fatturato equivalgono ad una
    > aziendina-ina-ina) altre 10 ne chiudono per
    > bancarotta.
    non+autenticato
  • > quando le aziende
    > avranno capito come usarlo per far soldi, ci
    > sarà il boom.

    Quando le aziende avranno capito come usarlo, Bill Gates verrà come un'angelo dal cielo e comprerà tutto per un tozzo di pane, poi lo rivenderà a peso d'oro, venderà i manuali a peso d'oro e l'assistenza a peso d'oro....ah dimenticavo, anche le certificazioni saranno vendute a peso d'oro......

    non+autenticato
  • > Quando le aziende avranno capito come
    > usarlo, Bill Gates verrà come un'angelo dal
    > cielo e comprerà tutto per un tozzo di pane,
    > poi lo rivenderà a peso d'oro, venderà i
    > manuali a peso d'oro e l'assistenza a peso
    > d'oro....ah dimenticavo, anche le
    > certificazioni saranno vendute a peso
    > d'oro......
    >

    E quel che è peggio è che dirà di aver inventato l'open source! Sorride))
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Quando le aziende avranno capito come
    > usarlo, Bill Gates verrà come un'angelo dal
    > cielo e comprerà tutto per un tozzo di pane,

    Sorry, la GPL non si compra è indigesta a tutti i monopolisti provoca tumori e poi la morte per mancanza di copyright.

    > poi lo rivenderà a peso d'oro, venderà i
    > manuali a peso d'oro e l'assistenza a peso
    > d'oro....ah dimenticavo, anche le
    > certificazioni saranno vendute a peso
    > d'oro......

    Bill fa fatica a digerire l'Open Source e perciò si limita allo Shared Source con i capi di governo europei e americani, figurati se può digerire un copyleft virale com'è la GPL, per lui sarebbe peggio della peste bubbonica!

  • - Scritto da: kensan
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Quando le aziende avranno capito come
    > > usarlo, Bill Gates verrà come un'angelo
    > dal
    > > cielo e comprerà tutto per un tozzo di
    > pane,
    >
    > Sorry, la GPL non si compra è indigesta a
    > tutti i monopolisti provoca tumori e poi la
    > morte per mancanza di copyright.

    Ma la maggior parte delle librerie e` rilasciata sotto LGPL (Lesser General Public Licence), che permette di sviluppare applicazioni closed source linkando a queste. Un po` come la lic. FreeBSD.

    Quindi sviluppare closed e a pagamento per Linux si puo` e pure usando librerie free. Io non mi sono addentrato nei meandri della LGPL e dello sviluppo di applicazioni closed source su Linux, ma mi ricordo che questa licenza dice che sarebbe meglio usarla solo per le librerie, e/o quando si voglia un target piu` largo di utilizzatori, ma non bisogna esagerare nella sua diffusione.

    Si puo` essere + o - d'accordo su questo: per es. alla M$ piace molto la licenza di FreeBSD (ancora + permissiva della LGPL) che gli permette di attingere a piene mani dal codice senza rilasciare poi i sorgenti modificati. Questo mi pare un po' troppo.. Almeno che facessero donazioni agli sviluppatori di FreeBSD.. Ma nello stesso tempo mi pare ragionevole che sia possibile sviluppare applicazioni closed sui sistemi free (che, ricordo, eseguite da un user, al massimo fanno danni ai file di quell'utente).

    Es. di due applicazioni non-opensource che girano su Linux e altri s.o open: Mathematica e LinuxCAD.

    S.L.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: kensan
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > > Quando le aziende avranno capito come
    > > > usarlo, Bill Gates verrà come un'angelo
    > > dal
    > > > cielo e comprerà tutto per un tozzo di
    > > pane,
    > >
    > > Sorry, la GPL non si compra è indigesta a
    > > tutti i monopolisti provoca tumori e poi
    > la
    > > morte per mancanza di copyright.
    >   
    > Ma la maggior parte delle librerie e`
    > rilasciata sotto LGPL (Lesser General Public
    > Licence), che permette di sviluppare
    > applicazioni closed source linkando a
    > queste. Un po` come la lic. FreeBSD.
    >
    > Quindi sviluppare closed e a pagamento per
    > Linux si puo` e pure usando librerie free.
    > Io non mi sono addentrato nei meandri della
    > LGPL e dello sviluppo di applicazioni closed
    > source su Linux, ma mi ricordo che questa
    > licenza dice che sarebbe meglio usarla solo
    > per le librerie, e/o quando si voglia un
    > target piu` largo di utilizzatori, ma non
    > bisogna esagerare nella sua diffusione.
    >
    > Si puo` essere + o - d'accordo su questo:
    > per es. alla M$ piace molto la licenza di
    > FreeBSD (ancora + permissiva della LGPL) che
    > gli permette di attingere a piene mani dal
    > codice senza rilasciare poi i sorgenti
    > modificati. Questo mi pare un po' troppo..
    > Almeno che facessero donazioni agli
    > sviluppatori di FreeBSD.. Ma nello stesso
    > tempo mi pare ragionevole che sia possibile
    > sviluppare applicazioni closed sui sistemi
    > free (che, ricordo, eseguite da un user, al
    > massimo fanno danni ai file di
    > quell'utente).
    >
    > Es. di due applicazioni non-opensource che
    > girano su Linux e altri s.o open:
    > Mathematica e LinuxCAD.
    >
    > S.L.
    >


    E' ovvio che si può sviluppare software closed per Linux!
    Oracle e DB2 esistono anche per Linux.
    Ma può bastare pensare - più in piccolo - ad Acrobat Reader
    oppure a Real Player, CompuPic, F-Prot, BestCrypt ...
    esistono tutti per Linux e sono closed (alcuni gratuiti ed altri
    a pagamento). Dov'è il problema?
    Il futuro di Linux è questo: vasta piattaforma di base open, con una
    molteplicità di applicazioni generiche o comunque non professionali
    open e una serie di applicazioni professionali o molto specialistiche
    closed. In alcuni casi ci sarà una benefica concorrenza tra software
    closed e open. Il guadagno verrà da entrambe le parti, in un caso
    con le licenze, nell'altro con assistenza e/o personalizzazione
    (MySQL è un bel database, ma se vuoi farci un gestionale ci devi lavorare
    *parecchio*).
    Saluti

    Prospero
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > spiacente per te, ma questo non significa
    > che linux morirà. Sorride
    Intanto mandrake chiude. Chi continuera' lo sviluppo dove lei lo ha abbandonato? Tu?

    > significa che bisogna trovare nuove forme di
    > business, non solo gpl.
    > possibile?

    Raccontalo ai fanatici che vedono solo gpl.


    > è un dato di fatto che linux si sta
    > diffondendo sempre di più. quando le aziende
    > avranno capito come usarlo per far soldi, ci
    > sarà il boom.

    Finora e' stato e rimangono dati poco incoraggianti, che parlano di diffusione all'1% non in crescita.
    non+autenticato

  • > Intanto mandrake chiude.

    La versione di Mandrake è leggermente diversa.

    > Raccontalo ai fanatici che vedono solo gpl.

    L'importante per chi vende è farsi pagare, non nascondere il codice sorgente. Scommetto che sei di quelli che credono che gpl voglia dire gratis...

    > Finora e' stato e rimangono dati poco
    > incoraggianti, che parlano di diffusione
    > all'1% non in crescita.

    Davvero? Allora saprai dirmi la fonte di questi dati, giusto?
    hoff
    203


  • > > Finora e' stato e rimangono dati poco
    > > incoraggianti, che parlano di diffusione
    > > all'1% non in crescita.
    >
    > Davvero? Allora saprai dirmi la fonte di
    > questi dati, giusto?

    Eccoti accontentato:
    http://www.google.com/press/zeitgeist/zeitgeist-au...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > > > Finora e' stato e rimangono dati poco
    > > > incoraggianti, che parlano di
    > diffusione
    > > > all'1% non in crescita.
    > >
    > > Davvero? Allora saprai dirmi la fonte di
    > > questi dati, giusto?
    >
    > Eccoti accontentato:
    > http://www.google.com/press/zeitgeist/zeitgei


    Questo è più recente:
    http://www.google.com/press/zeitgeist/zeitgeist-de...


    Come puoi notare linux è sempre lì INCHIODATO!
    non+autenticato