Stangata sulle licenze condizionali

Ci aveva provato Network Associates, che nelle licenze sul proprio software includeva l'obbligo di chiedere permessi per recensire i programmi. Ma ora un tribunale ha affermato che impedire di parlarne è illegale

New York (USA) - Ci hanno provato ma gli è andata male. Network Associates (NA), uno dei maggiori produttori di software americani, rischia una multa di molti milioni di dollari per aver incluso nelle licenze sul software delle clausole che secondo un tribunale violano la libertà di espressione.

Già, perché NA qualche tempo fa ha iniziato ad infilare nei contratti d'acquisto dei software prodotti una clausola secondo cui il compratore che avesse voluto scrivere o pubblicare una recensione sul programma comprato avrebbe dovuto prima ottenere un permesso dalla stessa NA ("Il cliente si impegna a non pubblicare recensioni di questo prodotto senza un preventivo consenso di Network Associates Inc.").

Un giudice di New York ha ora stabilito che licenze di questo tipo sono illegali in quanto violano la libertà di espressione. Una sentenza che si deve alla denuncia del procuratore generale di New York, Eliot Spitzer, ma che è destinata ad avere una certa eco nel mondo del software.
Come ha spiegato al NYTimes Ken Dreifach, dell'ufficio del procuratore, licenze come quella della NA sono comuni nel mondo del software ed è dunque probabile che la decisione del giudice newyorkese si ripercuota in tutto il comparto. Da parte sua, NA ha dichiarato di aver adottato quei termini di licenza per "evitare che i recensori si occupassero di versioni precedenti o obsolete del software". Un esponente NA ha fatto sapere che l'azienda non ha mai inteso limitare la libertà di espressione.
TAG: censura
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