Londra si lancia sull'e-gioco d'azzardo

E con una nuova legge anti-tasse invita i bookmakers a ritornare in patria lasciando i paradisi fiscali. Una mossa che spiazza tutti e che potrebbe trasformare la Gran Bretagna in un nuovo paradiso, quello del net-gambling

Londra - In due mosse, il governo britannico ha deciso di dare scacco matto ai paesi che ancora non si sono decisi a regolare il gioco d'azzardo online. La prima mossa è stata l'approvazione di imponenti agevolazioni fiscali sulle scommesse relative allo sport. La seconda, conseguente, è l'invito a tutti i bookmakers inglesi di far rientrare in patria quella ampia porzione di attività lanciate offshore, in paradisi fiscali lontani da Londra...

L'operazione, accolta con entusiasmo dai maggiori operatori privati del settore che in Gran Bretagna hanno una lunghissima tradizione, potrebbe secondo alcuni trasformare il paese in una sorta di "nodo mondiale" dell'industria del gioco d'azzardo internazionale via Internet. E ' infatti il primo paese ad accettare e agevolare il cosiddetto "Internet gambling".

L'operazione voluta dal Governo, prendendo atto della quantità di imposte eluse dalle attività offshore dei bookmakers, pone una chiara e diretta pressione sui molti paesi che da anni ondeggiano tra la censura del gioco d'azzardo online e l'incapacità di regolarlo. Non ci vorrà molto, infatti, perché gli utenti Internet di mezzo mondo si trasferiscano sui siti britannici dedicati alle scommesse per piazzare le proprie "puntate"?
Unico limite alle nuove operazioni concesse dal governo è quello relativo ai casinò virtuali, sottoposti ancora ad un severo regime di censura.
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