Film via Internet dalle majors

Superate le prime sperimentazioni di Miramax e altri, gli studios di Hollywood stanno preparando il grande salto: entro pochi mesi inizieranno a distribuire film via Internet. Da scaricare in abbonamento

Las Vegas (USA) - Gli studios di Hollywood associati nella MPAA (Motion Picture Association of America) hanno sciolto i loro dubbi: Internet può costituire già nei prossimi mesi un veicolo efficiente per i propri film, da "affittare" o "vendere" con formule diverse all'utente finale.

Jack Valenti, direttore esecutivo della MPAA, ha anticipato che tre dei principali studios intendono iniziare prima della fine dell'anno a diffondere i propri titoli secondo modelli che vanno dal video-on-demand al pay-per-view.

Sebbene Valenti non faccia nomi, è noto che sono già al lavoro sul fronte della distribuzione digitale dei propri film "case" del calibro di Miramax, che sta conducendo ampie sperimentazioni, Universal, che ha stretto alcuni importanti accordi tecnologici e persino Sony Pictures Entertainment.
Secondo Valenti, "entro quattro o sei mesi, alcune delle maggiori aziende del cinema saranno online con i propri cataloghi a distribuire film". L'accenno è anche verso la Walt Disney Company, azienda che sta lavorando persino su un progetto basato sulle nuove tecnologie ultraveloci wireless per la distribuzione dei propri titoli.

Il boss della MPAA vede un futuro nel quale gli utenti potranno scaricare i film acquistati con diversi modelli di pagamento e potranno anche inserirli su supporto ottico per la riproduzione su PC. Ma, ha avvertito Valenti, le tecnologie di protezione che verranno utilizzate impediranno la visione del film su PC diversi da quello che avrà proceduto allo scaricamento.

Rimane in piedi, naturalmente, il "nodo" banda larga, perché il download di un film può essere "sopportabile" solo in presenza di connessioni veloci. Connessioni che, però, negli Stati Uniti e anche in molti paesi europei iniziano a diffondersi e il dato statistico sembra evidenziare una vera e propria corsa verso la "broadand". Un dato sul quale le majors stanno naturalmente basando i propri conti.
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