Random033/ Poste.it: l'avventura continua

Che le Poste abbiano sempre funzionato male è un luogo comune, che però la nuova gestione si sia immediatamente adattata ai peggiori modi di fare della cosiddetta New Economy è un fatto innegabile

Roma - Fare dell'ironia sul funzionamento del servizio postale italiano è fin troppo facile, visto che periodicamente compaiono notizie su cartoline consegnate dopo 40 anni o su quintali di corrispondenza scomparsa e, molto probabilmente, ognuno di noi potrebbe raccontare agli altri una sua disavventura legata al dis-servizio postale.

Ma il mondo cambia, le vecchie PPTT si sono trasformate in "Poste Italiane SpA" ed hanno avviato massicce campagne pubblicitarie su tutti i maggiori mezzi di informazione tese a presentare il "volto nuovo" del servizio mettendo una particolare enfasi sui servizi disponibili on-line.

A proposito del rapporto tra Rete e Poste, continua, da più di un anno, la controversia con Discovogue riguardante l'assegnazione di 3 nomi di dominio (tra i quali "bancoposta.it") e il 14 febbraio scorso, il Tribunale di Modena ha depositato una sentenza con la quale viene negato ancora, per l'ennesima volta, a Poste Italiane l'uso esclusivo dei nomi contesi.
Sembra insomma che le Poste abbiano puntato molto del loro rilancio sui servizi di Rete e, infatti, visitando il loro sito, che, sia letto senza ironia, è di una lentezza spaventosa, si ha l'impressione di trovarsi davanti ad una impresa pilota della new-net-economy:

Postemail (e-mail gratis), Telegramma (spedizione telegrammi), Interposta (spedizione di una lettera da un e-mail), Bollettini (pagamenti bollettini di ccp), Banco Posta Online (gestione conto), Dovequando (cerca lettere e pacchi), Cerca CAP (cerca Codice di Avviamento Postale), Cerca Uffici Postali, eboost (e-commerce), Postepay (pagamenti sicuri), Postecert (firma digitale).

Alcuni di questi servizi possono essere usati da chiunque abbia un collegamento Internet e una carta di credito; gli altri sono riservati a coloro che hanno un conto corrente postale e che hanno richiesto anche l'uso dei servizi di tipo BPOL (Banco Posta On Line) in un qualsiasi Ufficio Postale. O almeno questo è quello che si legge sulla pubblicità.

In realtà il servizio BPOL deve avere qualche difficoltà, e di non poco conto, se ci sono utenti che hanno richiesto l'attivazione del servizio nell'agosto del 2000 e che ancora non l'hanno ottenuta, nonostante siano passati oltre sei mesi. In attesa di poter godere dei tanto pubblicizzati benefici della gestione del conto in Rete, i mail di sollecito ricevono risposte di questo tipo:

Gentile Signor (...),
in riferimento alla Sua e-mail del (...), nello scusarci per non aver ancora attivato il Suo BPOL, La informiamo che i lunghi tempi di attesa, da Lei giustamente lamentati, sono stati causati dalle numerosissime richieste pervenute. Al riguardo, Le comunichiamo che stiamo già provvedendo ad attivare procedure adeguate per velocizzare l'attivazione del servizio. Nel rinnovarLe le nostre scuse, cogliamo l'occasione per porgerLe distinti saluti.


Il mail riportato sopra risale all'inizio di gennaio ma a tutt'oggi, dopo due mesi, del risultato di queste "procedure adeguate" non si vede traccia alcuna. E un servizio "on-line" che per essere attivato ci mette più di sei mesi somiglia moltissimo ad una barzelletta.

Che le Poste abbiano sempre funzionato male è un luogo comune, che però la "nuova" gestione si sia immediatamente adattata ai peggiori modi di fare della cosiddetta New Economy è un fatto innegabile.

La "scusa" trovata per giustificare il dis-servizio del tanto pubblicizzato BPOL è identica a quella di molte delle net-imprese che lanciano un servizio appetibile a prezzi stracciati e che poi, "travolte" dal successo (insperato?) dello stesso, non riescono a sostenerlo e si ritrovano a dover fare i conti con centinaia o migliaia di utenti imbufaliti che difficilmente ottengono quello che la pubblicità aveva promesso loro e che spesso hanno anche pagato in anticipo.

Ne sanno certamente qualcosa gli utenti della flat di quel noto ISP italiano che in queste ultime settimane stanno vivendo, a quello che si legge in Rete, dei grossi problemi di collegamento causati dai "troppi" clienti.

Giuseppe
TAG: italia
10 Commenti alla Notizia Random033/ Poste.it: l'avventura continua
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  • Già sono intasate le PPTT
    Pagare il canone RAI costa di più sul WEB che alle PPTT (e pensare che così si riducono le code!)
    E ora ... si trasfrormano pure in banche; così al sabato c'è coda come agli altri giorni.
    Ma perchè non spiegano a 'sti vecchietti che invece di farsi scippare la pensione alle PPTT possono farsela accreditare in banca?
    non+autenticato
  • Ho aperto un cc in agosto. Ho avuto il collegamento BPOL in settembre. Lo uso regolarmente. Probabilmente sono tra i pochi quasi soddisfatti.
    Il problema vero è che il sito è di una lentezza esasperante, specia di giorno.
    Non tutti i bollettini postali si possono pagare on line (e questa è una fregatura), ma solo quelli accreditati.
    non+autenticato
  • Lavoro nel commercio elettronico e fra le forme di spedizione/pagamento c'e' anche il pacco postale contrassegno.

    Sapete che non si puo' chiedere il tracking di un pacco a meno che non sia arrivato dopo 1 mese dalla spedizione?

    Sapete che da quando fate la domanda di ricerca impiegano 1 altro mese a rintracciare il pacco?

    Sapete che 1 volta telefonando a Roma all'ufficio e-commerce (essi', ne hanno 1 ed il numero e' nel loro sito) ho parlato con 1 dirigente che dandogli il numero del pacco in 3 minuti mi ha detto vita, morte e miracoli dello stesso?

    Le poste anche sui pacchi ordinari hanno il tracking online, ma non lo mettono a disposizione degli utenti perche' altrimenti eboost (poste + sda (che poi e' delle poste)) non venderebbe.

    I servizi li hanno, non li usano per rispetto dei concorrenti Sorride
    non+autenticato
  • Improvvisazione e pressapochismo sono una caratteristica di tutte le aziende italiane, dalla Fiat alla Telecom ecc. ecc.

    Non venitemi a dire che in Italia solo le poste funzionano male! In Italia tutto funziona male: le grandi aziende perchè sono piene di manager che hanno intrallazzato per avere il posto, le piccole aziende perchè cercano furbescamente di inseguire il "business" del momento per massimizzare il profitto a danno dei consumatori. E potrei continuare a lungo...

    Per quanto riguarda il ritardo di 6 mesi nell'attivazione del servizio on-line, sono d'accordo con te che è una cosa ridicola, ma non sono gli unici.

    L'anno scorso volevo investire in Borsa online e per farlo ho mandato il modulo di iscrizione ad alcune aziende specializzate (Fineco, tanto per dirne una). Dopo 4 mesi ancora nessuna risposta.

    Rassegnamoci, questa è l'Italia...

    non+autenticato
  • Mon c'e' niente di quello che fa la posta che non lo faccia meglio qualcun'altro, e anche per meno soldi.

    Le lettere non si scrivono quasi piu', e anche il recapito a domicilio spesso e' appaltato a ditte private.

    E poi c'e' l'e-mail!

    Per i pacchi ci sono i corrieri (dalla sera alla mattina dopo anche da qui all'America).

    Per i pagamenti ci sono le banche, e se non ci obbligassero a usare i bollettini postali per gli enti pubblici, ormai la posta non la userebbe piu' nessuno.

    A forza di restare tecnologicamente indietro, magari per giustificare la quantita' di dipendenti (quanti sono? 100.000, o piu'?), la rincorsa alla concorrenza e' diventata impossibile.

    L'unica cosa sensata da fare sarebbe chiuderla, e si risparmierebbero tantissimi soldi, oltre a liberare molte risorse immobiliari.

    Purtroppo tantissimi dipendenti sono impiegati negli uffici, e quello che sanno fare non serve quasi piu' a nessuno.

    E non ci sono solo le poste!

    Cosa ne facciamo di loro?
    Il maggior lavoro che passerebbe ai corrieri e alle banche non procurerebbe lavoro che a una piccola parte di loro.
    E poi (ma qui forse mi sbaglio) per come sono abituati non e' detto che l'inserimento in aziende private sia tanto facile.

    Va a finire che tra prepensionamenti e assistenza (non possiamo mica farli morire di fame!), anche se chiudiamo le poste dobbiamo pagarli lo stesso.

    Anche perche' gli statali sono milioni, specie se si considerano anche le famiglie, e qualunque governo che se li mettesse contro non durerebbe fino al giorno dopo.

    Siamo in un culo di sacco.
    Dobbiamo ringraziare un secolo di governi ladri e incapaci.

    Quando si contro i governi che hanno rubato a piene mani, si dimentica spesso la cosa di gran lunga piu' grave: ci hanno lasciato una massa enorme di debiti, aziende statali divora-soldi e con pochissima capacita' di produrre servizi e centinaia di migliaia (o milioni?) di bocche improduttive da sfamare.
    non+autenticato
  • > Le lettere non si scrivono quasi piu', e
    > anche il recapito a domicilio spesso e'
    > appaltato a ditte private.
    >
    > E poi c'e' l'e-mail!

    Certo, dimmi quale privato per 800 Lire viene a prendere la mia lettera da un luogo a non oltre 1Km da casa mia (sto lontano dalla buchetta, che ti devo dire) e la consegna direttamente a casa di mia zia in Puglia (in realta' non ho zie in Puglia ma e' per fare 1 esempio) visto che lei non ha 1 PC e non puo' ricevere le e-mail. Anzi, che con 1.200 Lire la consegna il giorno dopo.

    > Per i pacchi ci sono i corrieri (dalla sera
    > alla mattina dopo anche da qui all'America).

    A L. 5.200 di tariffa base (che poi non e' solo base)? Trovami un corriere che lo faccia, cambio subito.

    > Per i pagamenti ci sono le banche, e se non
    > ci obbligassero a usare i bollettini postali
    > per gli enti pubblici, ormai la posta non la
    > userebbe piu' nessuno.

    Quanto ti chiede la banca per 1 bonifico? Certamente + di 1.500 Lire. Ovviamente verso 1 altro istituto perche' se devo pagare ad una azienda che sta a qualche centinaio di km. da qui non e' detto che abbiamo la stessa banca.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Stefano
    > > Le lettere non si scrivono quasi piu', e
    > > anche il recapito a domicilio spesso e'
    > > appaltato a ditte private.
    > >
    > > E poi c'e' l'e-mail!
    >
    > Certo, dimmi quale privato per 800 Lire
    > viene a prendere la mia lettera da un luogo
    > a non oltre 1Km da casa mia (sto lontano
    > dalla buchetta, che ti devo dire) e la
    > consegna direttamente a casa di mia zia in
    > Puglia (in realta' non ho zie in Puglia ma
    > e' per fare 1 esempio) visto che lei non ha
    > 1 PC e non puo' ricevere le e-mail. Anzi,
    > che con 1.200 Lire la consegna il giorno
    > dopo.
    >
    > > Per i pacchi ci sono i corrieri (dalla
    > sera
    > > alla mattina dopo anche da qui
    > all'America).
    >
    > A L. 5.200 di tariffa base (che poi non e'
    > solo base)? Trovami un corriere che lo
    > faccia, cambio subito.
    >
    > > Per i pagamenti ci sono le banche, e se
    > non
    > > ci obbligassero a usare i bollettini
    > postali
    > > per gli enti pubblici, ormai la posta non
    > la
    > > userebbe piu' nessuno.
    >
    > Quanto ti chiede la banca per 1 bonifico?
    > Certamente + di 1.500 Lire. Ovviamente verso
    > 1 altro istituto perche' se devo pagare ad
    > una azienda che sta a qualche centinaio di
    > km. da qui non e' detto che abbiamo la
    > stessa banca.

    Scusa se insisto.
    Anch'io credo che i servizio essenziali debbano essere pubblici, e non solo per pagare meno.

    Ma i bilanci delle aziende statali (anche la posta)sono in profondo rosso, e a quello che paghiamo allo sportello va aggiunto anche quella parte di tasse che paghiamo per ripianare i bilanci.
    Dev'esserci un motivo, comunque se le aziende usano molto piu' i corrieri e le banche che la posta!
    E le aziende guardano MOLTO sia al servizio che al costo.
    Comunque non e' solo la posta, ma e' gran parte dei servizi statali a essere in queste condizioni.
    Se capitera' di parlarne (per esempio: le ferrovie, il catasto ..) ne riparleremo.
    Lo sforzo del governo per rendere attive queste aziende e' imponente.
    Purtroppo la situazione e' gravissima.
    non+autenticato
  • > Ma i bilanci delle aziende statali (anche la
    > posta)sono in profondo rosso, e a quello che
    > paghiamo allo sportello va aggiunto anche
    > quella parte di tasse che paghiamo per
    > ripianare i bilanci.

    Ma quello lo pagherei anche se non usassi i loro servizi Sorride Come al solito Triste((

    Per esempio evitare per le poste di ingrandirsi anziche' snellirsi sarebbe stata un'ottima soluzione, invece hanno comprato SDA per creare una confusione maggiore. Sai che i pacchi da quando sono consegnati da SDA hanno avuto un peggioramento massiccio?
    non+autenticato
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