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Contrappunti/ Musica fisica

di Massimo Mantellini - CD, vinili, film a corollario di un'opera. L'ultimo attacco alle platee legate alla fisicità, verso modelli basati sulla musica incorporea

Roma - Il disco degli U2 in uscita in questi giorni sarà disponibile in ben 5 differenti formati. Oltre alla classica versione in CD assieme alla quale è accluso un libretto di 24 pagina (il marketing della casa discografica lo chiama "booklet", ma noi li perdoniamo) si potrà acquistare una versione "Magazine" comprensiva di CD + magazine di 60 pg. + film in download, una versione "Digipack" (CD + booklet 36 pg. + Poster + download film) una versione "Box-set" (CD + Poster + Booklet 36pg. + Book 60 pg.+ DVD) e una "Vinyl Version" composta da due dischi in vinile + Booklet 16 pg.

La domanda spontanea che sorge dopo la lettura di un simile elenco riguarda il significato di questa ampia parcellizzazione dell'offerta. Si tratta di una scelta commerciale che rimanda idealmente alla crisi del mercato discografico e ne rappresenta pertanto un tentativo disperato di reazione (anche da parte di una delle band con maggior possibilità economiche al mondo) o siamo invece di fronte ad un percorso nuovo, immaginato come l'unico fra quelli possibili, nel momento in cui il bene primario del mercato, vale a dire la musica, si allontana dal substrato per rendersi disponibile in mille duplicazioni in rete?

C'è indubbiamente qualcosa di vagamente collezionistico nell'elenco sopracitato. Il desiderio, evidente, di solleticare l'acquirente verso una serie di prodotti collaterali all'opera musicale vera e propria. Ma c'è anche, e contemporaneamente, il profumo netto del mercatino rionale, del pelapatate elettrico venghino signori venghino, capace di deprimere più che esaltare l'umore dell'incauto passante.
Da un lato è come se l'industria discografica ammettesse la propria grave difficoltà anche nell'ostensione del proprio prodotto più pregiato. Una difficoltà non tanto e non solo di conto economico, ma anche e soprattutto della propria funzione di intermediazione fra musica e sua fruizione, che è andata negli anni perdendo via via di centralità. Contemporaneamente a questo, le scelte di scenario seguono una via tracciata, e oggi generalmente condivisa, che è quella di offrire alla propria clientela un prodotto differente rispetto alla sola musica ancorata ad un substrato fisico.

Siamo di fronte all'assalto finale ad una ancora vasta clientela dell'età di mezzo, quella degli estimatori del prodotto musicale fisico e delle sue appendici (o anche nella sua variante più estrema, degli amanti corrisposti dei dischi in vinile): una clientela che tempo uno o due decenni sarà verosimilmente scomparsa, sostituita da una tipologia di consumatori musicali completamente scollegati da ogni legame fisico con il prodotto "musica".

I discografici degli U2 sembrano pescare a piene mani dai modelli distributivi immaginati da Kevin Kelly, per esempio quando in "Come fare soldi gratis" il tecnologo americano parla di corporeità, citandola fra i valori generativi legati alla distribuzione digitale (copio dalla traduzione italiana uscita su Internazionale):

"La copia digitale è incorporea: posso prendere la copia gratuita di un lavoro e trasferirla in un attimo sul mio schermo. Forse però mi piacerebbe guardarla in alta risoluzione su uno schermo gigante o magari in 3D. Il pdf non è male, ma a volte è meraviglioso poter leggere le stesse parole su carta bianca morbida, rivestita di pelle".
Ma se secondo Kelly la sostenibilità di una impresa musicale passerà in futuro non più sul milione di fan per ogni artista ma attraverso una sorta di microcelebrità per la quale sono sufficienti un migliaio di autentici fedeli ammiratori paganti, occorre aggiungere che un simile modello prescinde dalla centralità dell'industria discografica, destinata a trasformarsi da distributrice delle copie dell'opera dei propri artisti a generatore di attenzione nei confronti delle opere stesse.

Ma assai prima che le case discografiche si trasformino in agenzie di pubbliche relazioni c'è da tentare questo passaggio intermedio legato alla sovraesposizione del prodotto fisico, nel disperato tentativo di aumentarne l'appeal nel momento in cui al consumatore di musica il mercato offre un numero assai alto di opzioni possibili che vanno dalla versione in vinile per feticisti, al download legale ed impalpabile di un file da uno store musicale online, al consumo bulimico e casuale di musica scaricata a caso e illegalmente da un circuito P2P o condivisa con altri utenti attraverso le migliaia di opzioni che oggi Internet consente.

Massimo Mantellini
Manteblog

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17 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Musica fisica
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  • Beh, a parte il vinile che sta tornando affiancando quasi il cd (non perché è commerciale ma perché è bello e si sente in maniera completamente diversa), non c'è niente di nuovo in un "book" o in un poster...

    Questi miscugli fanno tanto pacchetti SkyTv o peggio offerta Mondial Casa, che per venderti la batteria di pentole ti dà ferro da stiro+televisore, oppure tv+macchina del caffè, oppure...

    La verità è che per vendere non devono inventarsi la paccottiglia, ma capire i nuovi mezzi di diffusone, capire che i prezzi sono troppo alti e che la musica nutre il pensiero, come le altre arti, e che quindi è irrinunciabile. Se poi ci vuoi guadagnare, sono fatti tuoi.
  • Massimo! Ma come si fa a parlare seriamente di musica senza tenere conto che il vinile è ancora il supporto più fedele (al pari delle valvole nell'amplificazione)? Altro che feticisti...
    P.S. sono anni che sputo in faccia alle major ma su questa strategia di ampliamento del marketing mix sono d'accordo con loro. Io farei lo stesso (ma abbasserei i prezzi).
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    Modificato dall' autore il 02 marzo 2009 18.50
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  • solo per dire che non ho alcuna preclusione al feticismo ehOcchiolino
  • ..mangi...ma sopratutto c'è musica e musica...la musica contemporanea, un pò più colta e sensata non ha certo bisogno di questo tipo di "contorni commerciali" di cui si fregia l'ultima "opera" degli U2.
    Il mercato discografico soffre le scelte che operò anni fà, s'è venduto alle leggi dell'economia senza fare i conti col fatto che stava maneggiando musica e non caramelle.
    Ora ne paga le conseguenze, la commercializzazione dell'arte è un concetto realizzabile a tratti, cade, secondo me, nel momento in cui si cerca di farne un business a tutti i costi.
  • proprio ieri ho sistemato un vecchio (ma neanche tanto) giradischi anni '80 della philips. appena sostituita la puntina ed attaccata la spina, tutto l'impianto a preso a funzionare perfettamente dopo + di 10 anni di fermo assoluto. vinili perfettamente funzionanti.

    invece l'altroieri ho ripreso 6 cd zeppi di mp3 masterizzati da un mio amico 5 anni fa. li avevo tenuti con cura e al riparo dalla polvere, nonostante questo il risultato è stato: parecchie tracce illeggibili.

    non mi sento un feticista, e vista l'esperienza comprerei volentieri dei vinili destinati a conservarsi per un tempo molto superiore a quello dire cd.

    per non dire della teorica immortalità, ma della pratica volatilità degli mp3.
    non+autenticato
  • Perdonami, amico, solo una piccola precisazione (benche' anche io condivida l'amore per il padellone nero):

    I CD masterizzati si deteriorano (forse).
    I CD originali no (o quantomeno con una statistica che li trova decisamente vincenti sul vinile).

    Nonostante questo, ho recentemente affrontato le ire di mia moglie per esibire con un certo orgoglio un vecchio, ma perfettamente funzionante, THORENS nel mio salone.

    Ciao!
    non+autenticato
  • I cd masterizzati si deteriorano? Direi di no,ho cd di più di 15 anni fa senza un graffio e perfettamente funzionantiOcchiolino
  • Dipende dalla marca, a me un cd si è letteralmente arrugginito (ha fatto delle bolle) mentre altri cd più vecchi non avevano nessun problema anche se erano più rovinati.
    DVD poi non ne parliamo, 5 DVD di backup e solo 2 che funzionano e un terzo che forse funziona ma ci mette 15 minuti a caricare tutti i file nella finestra.
    HDD esterno e via, l'unico modo per distruggere i dati lì è farlo cadere o passargli vicino con un magnete, inoltre è riscrivibile più di un cd e in molto meno tempo (immediato) ed è sicuramente più capiente.
    Purtroppo un HDD esterno difficilmente lo colleghi ad un impianto stereo di vecchia generazione
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: babelzeta
    > proprio ieri ho sistemato un vecchio (ma neanche
    > tanto) giradischi anni '80 della philips. appena
    > sostituita la puntina ed attaccata la spina,
    > tutto l'impianto a preso a funzionare
    > perfettamente dopo + di 10 anni di fermo
    > assoluto. vinili perfettamente
    > funzionanti.

    Bah... i dischi in vinile è assodato che dopo un tot di riproduzioni sono soggetti inevitabilmente ad usura, la puntina poggia sulla traccia e graffia e non c'è mai stato niente da fare per ovviare a questo.
    Ergo i migliori dischi sono quelli che si ascoltano poco, o che ascolti solo nelle migliori occasioni.
    L'mp3 e la musica digitale non sono soggetti a deterioramento di nessun genere, se non a quelli del supporto fisico dove sono contenuti.
    Se poi vogliamo dire che è più romantico ascoltare un vinile che un cd siamo d'accordo, ma per tutto il resto lasciamo stare. E' come paragonare una stufa a carbone con un impianto di riscaldamento centralizzato a caldaia.
    non+autenticato
  • perche' non vendono i CD in formato digitale, scaricabili "regolarmente" dalla rete, senza paranoie legali, a DUE EURO?

    in pratica... secondo me, i soldi che si spenderebbero per il materiale "ludico" sarebbero gli stessi di un tempo, ma avendo il decuplo del materiale

    come dire... invece di comprare con 30 euro un CD, una scatola in plastica, un libretto con le pagine a colori ecc... compro QUINDICI CD!

    forse sarebbe una soluzione che accontenterebbe tutti.
    comunque dall'articolo non mi pare si vada in questa direzione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Macchi
    > perche' non vendono i CD in formato digitale,
    > scaricabili "regolarmente" dalla rete, senza
    > paranoie legali, a DUE
    > EURO?
    >
    > in pratica... secondo me, i soldi che si
    > spenderebbero per il materiale "ludico" sarebbero
    > gli stessi di un tempo, ma avendo il decuplo del
    > materiale
    >
    > come dire... invece di comprare con 30 euro un
    > CD, una scatola in plastica, un libretto con le
    > pagine a colori ecc... compro QUINDICI
    > CD!

    Hanno provato a farlo ma con i DRM.
    E questo vuol dire che mentre il cd con copertina è tuo e puoi farci quel che vuoi e sentirlo dove vuoi, quel file musicale in DRM che scarichi non puoi copiarlo o sentirlo a piacimento allo stesso modo.
    Vedi te se è la stessa cosa
    non+autenticato
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