Editoriale 11/3/2001

Il 2001 potrebbe venire ricordato per il flop delle tariffe flat e per l'avvento di nuove forme di abbonamenti ad Internet a tariffa piatta, ma più restrittivi

Pare proprio che le tariffe flat, dopo tutto, siano state per buona parte solo un bel sogno. Ad uno ad uno tutti i fornitori di abbonamenti flat giornalieri si sono chinati sotto il pesante fardello dei loro stessi slogan: ?Internet gratis 24 ore su 24?. E così, chi buttando fuori gli utenti che avevano ?abusato? del servizio, chi modificando o minacciando di modificare il contratto, il panorama delle flat non è oggi dei più rassicuranti. Ma come mi è già capitato di scrivere in questo stesso spazio, la colpa non si può imputare agli utenti: erano i fornitori di accesso che avrebbero dovuto prevedere l?utilizzo ?estremo? delle risorse condivise e mettere da subito limitazioni reali nel contratto d?utilizzo. E? puramente folle pensare che tutti gli utenti di flat si possano attenere alla cosiddetta ?netiquette?, regole non scritte che si affidano soltanto al ?buon cuore? della gente, ed è altrettanto utopistico illudersi che, in assenza di precise restrizioni legali e tecniche, gli utenti possano darsi fraternamente il cambio alla ?console?. A questo aggiungiamo il fatto che spesso il rapporto modem utenti di 1:5 non è stato neppure soddisfatto, ed otteniamo il bel pastrocchio di questi mesi: linee perennemente intasate, sconnessioni improvvise, banda insufficiente, errori di rete incomprensibili.
C?è anche da dire che la qualità del servizio è spesso risultata proporzionale al prezzo dell?abbonamento: non che i provider più cari non abbiano avuto problemi, ma sicuramente ne hanno avuti meno di chi offriva flat a prezzi stracciati.
Ma allora cosa ci aspetta per il futuro? Alle attuali tariffe sembra che l?unica soluzione sia quella di mettere limiti tecnici al tempo continuato di utilizzo del servizio: limiti però non legati al tempo di inutilizzo della risorsa, facilmente aggirabili, ma sconnessioni perentorie dopo tot ore di collegamento. Potrebbero poi nascere flat consumer e flat professional, dove queste ultime, con una cifra di abbonamento più elevata, potrebbero consentire tempi di connessione più lunghi: anche di 24 ore effettive.
Certo, c?è sempre ADSL, un servizio che molti fornitori consigliano agli utenti che necessitano di rimanere connessi alla Rete in modo permanente; peccato però che questa bella tecnologia al momento copra soltanto un?esigua fetta di Italia, abbia tempi di allaccio anche molto lunghi e non sia essa stessa esente da problemi.
Quello che ora tutti si domandano è se questa stessa storia si ripeterà anche con l?avvento dell?Internet wireless, quando GPRS e UMTS permetteranno connessioni permanenti da telefoni cellulari, PDA ed altri dispositivi mobili. Dio ce ne scampi!
Alessandro Del Rosso
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