Alessandro Del Rosso

Sugli smartphone Ŕ esplosa la market-mania

Tutti i principali protagonisti delle piattaforme mobili sembrano ormai volere il proprio store. E poi ci sono pure le iniziative in vago odore di illegalitÓ, come Cydia Store: rischia di richiamare l'attenzione degli avvocati di Apple

Roma - Pare che tutti i maggiori produttori di piattaforme mobili, e non solo loro, vogliano aprire il proprio negozio online di applicazioni: dopo il capostipite, l'App Store di Apple, sono stati annunciati l'Android Market di Google e Samsung, l'Ovi Store di Nokia, l'App Catalog di Palm e, proprio in questi giorni, il BlackBerry App World di RIM. Acer e Microsoft potrebbero essere i prossimi. Come se non bastasse, ha aperto i battenti il primo app store non ufficiale (e non autorizzato) per iPhone, a cui potrebbero seguirne molti altri.

Il primo negozio "alternativo" per iPhone è stato integrato in Cydia, un'applicazione già ben nota tra gli smanettoni del melafonino perché consente di installare sulle versioni sprotette (jailbroken) di iPod e iPhone programmi non certificati da Apple, e dunque non presenti su App Store. Sviluppato dal ventisettenne americano Jay Freeman, Cydia consente ora di accedere ad un omonimo negozio online da cui è possibile scaricare applicazioni gratuite o a pagamento, tutte rigorosamente prive dell'autorizzazione di Apple. Per accedere al Cydia Store è necessario possedere un account Facebook o Google.

Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, le applicazioni che Freeman renderà mano a mano disponibili sul proprio negozio online saranno suddivise in fasce di prezzo simili a quelle dell'App Store. Tra i programmi già presenti vi sono Cycorder, che consente di registrare filmati utilizzando la cam di iPhone, e PdaNET, che permette invece di utilizzare il telefono della Mela come un modem 2G/3G per notebook. Il primo è gratuito, mentre quest'ultimo costa 29 dollari.
Grazie alla grande popolarità acquisita del proprio installer Cydia - si parla di circa 1,7 milioni di installazioni - Freeman spera di trasformare il proprio servizio nel più importante rivale di App Store e, ovviamente, in una ricca fonte di guadagno per se stesso: proprio come Apple, che applica ai venditori una commissione del 30 per cento, il programmatore-imprenditore californiano trattiene per sé una parte dei ricavi generati da ciascuna applicazione venduta attraverso il proprio store.

Ma quello di Freeman, e di tutti quegli imprenditori che presto vorranno cogliere la stessa opportunità, è un business ad alto rischio: Apple ha infatti più volte rimarcato che modificare l'iPhone è una pratica illegale, e sebbene fino ad oggi non abbia intrapreso alcuna azione legale contro individui o gruppi che sproteggono il suo telefono, è difficile credere che la Mela assisterà passiva all'affermarsi di un servizio che tenta di sfruttare commercialmente la pratica del jailbreak.

BlackBerry App World al via
Come si è detto in apertura, in questi giorni anche RIM ha varato il suo app store, il BlackBerry App World, ma per il momento è disponibile esclusivamente in USA, Canada e Regno Unito. Il servizio gira sui dispositivi BlackBerry che utilizzano la versione 4.2 o superiore del sistema operativo di RIM e che dispongono di una trackball o della tecnologia touchscreen SurPress.

RIM ha stabilito che le applicazioni a pagamento abbiano un prezzo minimo di 2,99 dollari. Una scelta azzardata, la sua, visto che i più popolari programmi dell'App Store di Apple sono quelle da 0,99 e 1,99 dollari. La motivazione più plausibile, visto che il principale target di RIM rimane l'utenza business, è che questa desideri tenere lontano dal proprio store i cosiddetti programmi "spazzatura", come i fart generator di iPhone.

Windows Mobile Marketplace, primo indizio
Proprio l'altro giorno è emersa una novità che sembra confermare l'ormai prossimo lancio del tanto vociferato Windows Mobile Marketplace, ovvero la risposta di Microsoft all'App Store. A rendere la risorsa un po' più tangibile è l'URL client.marketplace.windowsmobile.com, dove un messaggio formattato per essere letto sui dispositivi mobili annuncia l'imminente lancio di un servizio che permetterà di cercare applicazioni gratuite e a pagamento, scaricarle istantaneamente sul proprio telefono e acquistarle in modo sicuro da tutto il mondo. In definitiva, niente di nuovo sotto il sole: a cambiare, è solo il fornitore del servizio.

Per altro sembra che Windows Mobile non sia più il sistema operativo per smartphone col maggior numero di applicazioni, ma sia stato raggiunto da iPhone. Gli sviluppatori di software per iPhone sarebbero ormai così numerosi che Apple non riuscirebbe più a gestirne le pratiche: ottenere un contratto per lo sviluppo di applicazioni per iPhone - si legge su Slashdot - prima richiedeva qualche settimana, oggi qualche mese. C'è chi afferma che questa situazione potrebbe finire per dirottare molti sviluppatori scontenti verso una piattaforma maggiormente aperta come Android, favorendone il rapido boom. Ma Apple, di sicuro, non resterà a guardare.

Alessandro Del Rosso
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