Su Java Microsoft va in appello

Richmond (USA) - Come previsto, Microsoft si appella contro la recente sentenza del giudice J. Frederick Motz che la obbliga, entro quattro mesi, ad includere Java in Windows.

Il colosso di Redmond ha presentato richiesta per un'istanza d'urgenza alla Corte d'Appello di Richmond, in Virginia, con la speranza di ottenere una rapida cancellazione dell'ingiunzione preliminare che, nelle modalità accordate con Sun pochi giorni fa, inizierà il suo corso temporale a partire dal 4 febbraio.

Come si ricorderà, l'ordinanza è arrivata dopo che lo scorso dicembre Motz aveva sentenziato l'obbligo, per Microsoft, di includere la versione di Java sviluppata da Sun in ogni futura copia di Windows XP ed Internet Explorer e nel prossimo Service Pack 2.
Nella mozione presentata ora presso il tribunale i legali del gigante del software hanno chiesto di poter ottenere un'udienza in tempi brevissimi: a loro dire, infatti, la sentenza di Motz è "estrema e senza precedenti".

"L'ingiunzione recherà un serio danno a Microsoft e a Windows, il prodotto di punta di Microsoft che è stato distribuito a diversi milioni di clienti di tutto il mondo", hanno scritto gli avvocati di Microsoft nella richiesta d'appello.

Lo scorso dicembre Motz dichiarò che la reintroduzione di una versione aggiornata di Java in Windows era necessaria per rimediare alle passate violazioni dell'antitrust da parte del big di Redmond e per ristabilire un'equa competitività fra le tecnologie Java e Microsoft.NET.

Sebbene quella di Motz sia per il momento solo un'ingiunzione di carattere preliminare, il giudice distrettuale non ha nascosto di essere a favore di un'ordinanza permanente.

I legali di Microsoft sostengono che la sentenza di Motz è "esagerata e del tutto fuori luogo" perché non sarebbe dimostrato come l'assenza di Java da Windows arrechi a Sun un danno "immediato e irreparabile".

Per saperne di più non resta che attendere l'esito della domanda di appello. Appuntamento, quindi, alla prossima puntata.
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