Alfonso Maruccia

IBM lavora all'ipertesto telefonico

Saltare di parola in parola, cosė come oggi si passa da link a link. Una rete fatta di voce che consenta a chiunque di fruire delle risorse oggi disponibili sul web

Roma - Può il concetto di ipertesto essere applicato, oltre che ai contenuti testuali e visivi tipici del web odierno, anche a unità di informazioni fatte di mera voce? IBM ne è fermamente convinta, tanto da aver sviluppato il protocollo Hyperspeech Transfer Protocol (HSTP) nei suoi laboratori Indiani. Come il ben più noto protocollo HTTP, HSTP permetterà di accedere a risorse telefoniche nella stessa maniera in cui si passa di link in link sul web, gettando idealmente le basi di una "Internet" completamente vocale.

"Le persone parleranno al web e il web risponderà": così il direttore del laboratorio Manish Gupta introduce HSTP parlando con il quotidiano indiano Economic Times. La tecnologia nata dalla nuova ricerca di IBM "è analoga a Internet" continua Gupta, ma al contrario della Internet tradizionale "funzionerà sui telefonini cellulari dove le persone potranno creare con facilità i proprio siti vocali".

Come il web connette una catena senza fine di siti web attraverso i link testuali, così il protocollo HSTP permetterà agli utenti di passare da un servizio vocale all'altro utilizzando la voce. Nel descrivere il concetto di "ipertesto vocale", IBM fa l'esempio dell'uomo di affari che se ne va in giro per il mondo, chiama il numero di una drogheria trovato sulle pagine gialle locali e attraverso quel numero accede all'applicazione vocale compatibile-HSTP, che lo fa "navigare" attraverso gli articoli disponibili per l'acquisto.
Una volta scelti quelli da farsi consegnare a domicilio, l'applicazione connette il businessman a un altro servizio attraverso cui può pagare la sua spesa con la carta di credito su un canale sicuro, un gateway su cui il traffico viene cifrato. Analogamente a un PayPal qualsiasi, infine, l'uomo versa il dovuto (di cui il servizio di intermediazione era già a conoscenza dopo la prima selezione nella e-drogheria) e si vede recapitato l'ordine nel giro di mezz'ora direttamente in hotel.

A chi, legittimamente, si chiedesse a questo punto a cosa una simile tecnologia possa mai servire, gli ingegneri IBM rispondono che nel vasto territorio indiano più di Internet corre il business dei telefonini, tutt'ora in pieno boom nonostante la crisi economica mondiale.

"Attualmente l'India ha più di 360 milioni di utenti di cellulari. L'ultimo mese ne abbiamo aggiunti altri 15", dice Gupta, che spiega come HSTP sia prima di tutto mirata a questo vasto esercito di assidui chiacchieroni, che potrebbero anche non essere sufficientemente smaliziati e aggiornati per utilizzare proficuamente il mezzo informatico e la Internet delle parole testuali.

Alfonso Maruccia
2 Commenti alla Notizia IBM lavora all'ipertesto telefonico
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  • Io non passo il tempo immaginando come potrebbe passare la giornata il "classico uomo d'affari", ma di sicuro non mi verrebbe mai in mente che gli venga l'irrefrenabile impulso di chiamare una drogheria almeno una volta al giorno..A bocca aperta
    Vabbè che gli "uomini d'affari" spesso son tipi strani e, portati dallo stress a situazioni psicologicamente instabili, tendono a fare uso di droghe per incrementare il rendimento lavorativo, ma dubito che nel testo si intendesse proprio questoCon la lingua fuori E poi il ragazzo alloggia in un hotel: non vorrà mica prepararsi una parmigiana in camera d'albergo, no?A bocca aperta
    Altra cosa interessante (e un po' più seria): come si fa l'autenticazione? Mi devo mettere a sbraitare la mia password di PayPal chiaro e forte (in modo che il sistema capisca cosa sto dicendo) in mezzo ad una strada affollata? Perplesso
    non+autenticato
  • Boh, sarà ma mi sembra una specie di IVR, magari più evoluto...