Su DoubleClick, Semenzato all'attacco

In una interrogazione parlamentare, il senatore Stefano Semenzato chiede che il governo venga "allo scoperto". Sulla questione privacy, Stand By ha scambiato due parole con il parlamentare verde

Su DoubleClick, Semenzato all'attaccoRoma - "In Italia non mi risulta esista il progetto di una normativa che prenda in considerazione il controllo dei dati personali raccolti dalle agenzie pubblicitarie su Internet o dalle aziende della telefonia cellulare": lo ha affermato Stefano Semenzato, senatore vicepresidente del gruppo dei Verdi, che ha presentato ieri un'interrogazione parlamentare sulla vicenda DoubleClick che riproponiamo nella seconda pagina di questo articolo.

DoubleClick, la nota multinazionale dell'advertising su internet o, forse a questo punto più nota come azienda di analisi di mercato, è accusata di aver tracciato i profili di milioni di utenti ignari che semplicemente navigando su Internet hanno regalato informazioni personali all'azienda, che da questo ha tratto profitto e vantaggio strategico. "In Italia c'è il caos totale", rileva Semenzato, "vogliamo che il governo esca allo scoperto sul problema della tutela della privacy".

Il "problema DoubleClick" nel suo complesso è serissimo e urgente perché riguarda anche l'Italia, dove il mercato internet è ormai aggressivo e dove situazioni tipo quella di DoubleClick possono emergere facilmente, approfittando dell'assenza di opportune leggi.
Semenzato ha anche commentato l'ultima uscita tra le notizie più clamorose: i 500mila domini acquistati da Grauso (vedi notizia precedente). "Ogni 'deandreis' dovrebbe aver diritto a condividere il nome del dominio internet 'deandreis', ma non è stata questa l'impostazione seguita a livello internazionale" e non è certo facile pensare ad una soluzione che isoli e risolva solo questo problema.

Purtroppo in Italia, "nemmeno il Garante, come è noto, ha il potere di verificare. Non esiste alcun monitoraggio, ci si basa sulle segnalazioni", ha ricordato Semenzato. Per risolvere il problema è necessario pensare ad una normativa che consideri moltissimi aspetti", ovviamente "partendo dagli utenti" e dal carattere globale dell'intervento di cui c'è bisogno. Per quanto riguarda l'Italia è comunque chiaro che "esiste un problema con il sistema utilizzato dalla Naming Authority italiana", l'organismo che gestisce la registrazione dei domini .it .

Il "caos" è palpabile. Serve una soluzione urgente e il senatore Stefano Semenzato propone di "abbracciare le normative europee in materia", che vietano la raccolta di dati senza il consenso dell'utente e che sono comunque "più avanzate di quelle inesistenti che oggi ha l'Italia". Si tratterebbe di una scelta saggia per un governo che ha dimostrato chiare difficoltà nell'interpretare e nell'affrontare quanto sta accadendo su internet.
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