Luca Annunziata

Musica, c'è chi balla da solo

Prince rivaluta il mezzo Internet. Per i Counting Crows è la strada da battere, senza le major. Altri artisti, invece, guardano alla Rete come ad un nemico

Roma - Non desta sorpresa il fatto che Prince, arcifamoso musicista statunitense vera icona del funk, decida di lanciare un sito web dove mettere a disposizione agli abbonati in anteprima le sue ultime fatiche e qualche bonus: Prince è stato tra i primi a sperimentare la Rete come strumento di distribuzione. Colpisce invece che un gruppo con quasi 20 anni di carriera come i Counting Crows decida di abbandonare la la sua storica etichetta e di iniziare un'avventura in stile Radiohead: ma i tempi cambiano, e tutti devono affrontare nuove sfide. O almeno dovrebbero.

"Internet apre un mondo di possibilità illimitate, dove gli unici limiti sono quelli della tua stessa immaginazione - scrivono i Counting Crows sul loro sito ufficiale - Vogliamo tentare di spostare questi limiti più in là possibile: sfortunatamente, la direzione che vogliamo prendere e le opportunità che vogliamo inseguire sono spesso azioni che la nostra etichetta non ci consente di intraprendere". Il gruppo statunitense, ben inteso, è sinceramente riconoscente del lavoro svolto fino ad oggi da Geffen per la loro carriera: ma "un sacco di cose cambiano in 17 anni", e dunque è arrivato il momento di andare avanti.

Il primo gesto compiuto dal gruppo dopo l'abbandono è regalare ai fan un brano inedito: una registrazione live di Borderline, un tributo a Madonna, registrato alla Royal Albert Hall di Londra. Titolo forse scelto non a caso, e che pare preludere ad un'operazione simile a quella compiuta dal gruppo britannico dei Radiohead lo scorso anno: il prossimo album dei Counting Crows potrebbe insomma essere disponibile per il download molto presto con la formula "paga quanto vuoi". Starà poi alla buona volontà dei fan, unita agli introiti di merchandising e tournée, far quadrare i bilanci: una possibilità neppure troppo remota vista la popolarità e lo zoccolo duro dei fan del gruppo.
Discorso diverso per Prince: la formula scelta dal folletto di Minneapolis è differente, prevede un abbonamento annuale di 77 dollari che consentirà l'accesso a partire dal prossimo 24 marzo alle tracce del suo nuovo triplo CD, a una serie di video e foto, a brani musicali prodotti da Prince stesso per la sua etichetta che propone artisti emergenti, e la possibilità di acquistare in anticipo i biglietti del prossimo tour. Il materiale messo in campo insomma dovrebbe essere abbastanza per giustificare la spesa, anche se i fan più tradizionalisti potranno comunque trovare tra qualche settimana lo stesso album in vendita, a 12 dollari, in esclusiva nella catena statunitense Target.

In ogni caso, anche Prince persevera nella sua scelta di fare a meno di una etichetta discografica. Pure nel suo caso, è bene notare che si tratta di un artista celebre che ha alle spalle una solida carriera: naturalmente c'è pure chi sostiene che la presenza ingombrante di Internet possa oggi spazzare via le consuetudini e le tradizionali vie di promozione di un artista. Ma questa ipotesi trova seri oppositori tra nomi importanti del panorama mondiale.

È il caso di Bono, leader degli U2, che prevede la fine della possibilità di scovare nuovi talenti: "La gente pensa che le persone come me siano strapagate, e hanno ragione: quello che non colgono - ha detto in una intervista a Usa Today - è come verranno pagati gli autori. Non ci sarebbe spazio per un Cole Porter nell'era moderna". Secondo Bono, la musica è diventata una commodity: "La musica è diventata come acqua del rubinetto, mentre per me è una cosa sacra: quasi quasi mi sento un po' offeso". Il risultato, continua, non è la liberazione ma l'impoverimento degli artisti.

Bono non è il solo artista di grido a spalleggiare la posizione delle major, posizione che evidentemente ritiene adeguata a garantire anche gli interessi della sua categoria. Eppure con le prospettive del mercato che cambiano, con i CD che vedono diminuire le vendite di anno in anno a fronte di un mercato online sempre più rigoglioso, secondo il musicista irlandese non è ancora detta l'ultima parola: "Quando il file sharing di programmi tv e film diventerà semplice come quello della musica, qualcuno chiamerà la polizia". Insomma per Bono ci sarà un inasprimento delle regole: e forse non passerà troppo tempo prima che qualche punizione esemplare mostri a tutti come stanno realmente le cose.

Luca Annunziata
10 Commenti alla Notizia Musica, c'è chi balla da solo
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  • Il signor Bono ignora (o no?) che la mancanza di nuovi talenti è data proprio dall'impostazione vampiresca delle major che cercano solo il successo facile usa e getta a discapito della qualità.La figura del talent scout non esiste più da anni..internet al contrario permette a chiunque di farsi notare e di mettersi in gioco.
    Bono! Vai a coglier le rape,hai rotto con le tue sparate pseudo-terzomondiste di facciata,tanto lo sappiamo che investi in Forbes e sei un palazzinaro.
    non+autenticato
  • Stia tranquillo il buon Bono che data la qualità davvero pessima della sua ultima creazione (l'album no line...) i pirati di internet si orienteranno verso musica migliore.

    Difficilmente però avrà maggior successo nel mercato offline, dove solo dei fan ammaestrati spenderanno i loro pochi soldi (in tempi di crisi) per tale spazzatura.

    Peccato sentire parlare così il leader di un gruppo che ha fatto la storia della musica. Probabile che adesso voglia fare quella delle major.

    W i RadioheadSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bono
    > Stia tranquillo il buon Bono che data la qualità
    > davvero pessima della sua ultima creazione
    > (l'album no line...) i pirati di internet si
    > orienteranno verso musica
    > migliore.
    >
    > Difficilmente però avrà maggior successo nel
    > mercato offline, dove solo dei fan ammaestrati
    > spenderanno i loro pochi soldi (in tempi di
    > crisi) per tale
    > spazzatura.
    >
    > Peccato sentire parlare così il leader di un
    > gruppo che ha fatto la storia della musica.
    > Probabile che adesso voglia fare quella delle
    > major.
    >
    > W i RadioheadSorride

    Straquoto... credo tra l'altro che gli U2 fanno parte di quelle band estremamente sopravvalutate, tra l'altro.
    L'Irlanda ha ben altro da proporre.
  • E qui direi The PoguesSorride
  • Non dimentichiamo che si parla di una persona che fin dagli anni '80 ha inciso dischi per la "Island Records" che è di proprietà della Universal, ovvero una delle "major" per eccellenza...
    Quando si è sotto contratto (specie se è un contratto a molti zeri) è lecito supporre che si siano delle pressioni anche da un punto di vista mediatico...

    Per il resto nulla da dire: E' il 2009 gente, la musica gira su Internet, se gli artisti se ne rendono conto, bene... Altrimenti di qui a 10 anni faranno la fine di tanti illustri sconosciuti del passato...
  • provate a cercare un video di prince su youtube... ma vattelapia'...
    non+autenticato
  • magari sbaglio, ma io ricordo che alcuni anni fa prince (peraltro artista intelligentissimo, anche se più prima che adesso secondo me) si era espresso molto criticamente contro la rete, identificandola come territorio dello scarico illegale
    tanto che infatti prevede un abbonamento al suo sito, altro che radiohead Occhiolino

    ma è bono che mi casca sempre più nell'abisso: adesso pelosamente difende gli autori, fingendo di non sapere che le leggi sul DDA e i vari contratti discografici (forse, e dico forse, eccettuate le superstar) semmai favoriscono gli editori....e questo non è certo colpa del p2p....
    "senz'aNDro boGGiaDo, senz'aNDro boGGiaDo..." (A. Sordi ne "Totò e i re di Roma" 1951-'52) [http://www.youtube.com/watch?v=ySagjuFQdp0]
    non+autenticato
  • Certo che e` triste pensare che certi artisti si preoccupino per i compensi degli autori quando loro figurano da anni tra le persone con i redditi piu` alti del loro paese. Forse potevano condividere gia` da prima una parte del loro reddito con gli autori, invece di prendersi allegramente la fetta piu` grossa e lasciare a tutti gli altri solo le briciole.
    Ma si sa, probabilmente e` difficile rinunciare a qualcosa, anche quando si ha abbondantemente di tutto.
    non+autenticato
  • ma boicottare sul serio, quindi non acquistare le loro "opere" ma anche non piratarle e cambiare canale alla radio quando le trasmettono.
    Nel contempo premiare, acquistando, quelli che hanno capito che il cliente non è qualcosa da spremere ma è come un "amico", resta tale finché lo consideri tale.
  • Boicottare ma sopratutto premiare chi (e già sono tanti) ad esempio utilizzano MySpace (o siti analoghi) per proporre la propria musica e venderla direttamente... Quello è il futuro...