Un.. cruscotto contro il Digital Divide

Lo propone Ermanno Delia di KPNQwest Italia SpA, per seguire da vicino il reale impatto delle tecnologie, l'effettiva competitività delle imprese e la bontà delle scelte politiche e di sviluppo

Roma - Le PMI europee sono chiamate a competere sulla base di regole comuni ad un'Unione di stati in fase di allargamento. Le PMI italiane, più di altre in Europa, hanno necessità di introdurre celermente innovazioni di prodotto e di processo, nonché di disporre di infrastrutture materiali ed immateriali (competenze) interne alla propria azienda e disponibili a livello di Sistema Paese.

L'allargamento dell'Unione a 25 Paesi membri può e deve rappresentare un'opportunità importante di espansione per le PMI italiane, in parte già presenti in alcuni dei 10 Paesi che a breve entreranno a far parte dell'Unione. Non potendo più ricorrere agli strumenti del passato (cambio favorevole, svalutazioni), agli imprenditori delle PMI è richiesto che maturino una propensione al rischio consona con le necessità del momento, investendo in nuove tecnologie e competenze e considerando la formazione continua come asset imprescindibile su cui basare il futuro dell'impresa.

Le Istituzioni dal canto loro hanno la responsabilità di monitorare costantemente i fattori da cui dipende il progresso del Paese al fine di garantire la realizzazione di un'economia di mercato ispirata ad un forte impegno sociale.
A livello internazionale sono disponibili diversi indicatori volti a misurare l'evoluzione (o l'involuzione) dello stato di benessere sociale ed economico di una nazione: lo Human Development Index (basato sugli indici di longevità, istruzione, reddito pro capite), il Dashboard of Sustainability (che misura la performance sociale, ambientale, economica), l'Environmental Sustainability Index (68 variabili sulla sostenibilità delle attività di un Paese sull'ambiente), e molti altri ancora.

Tra gli indicatori del benessere sociale ed economico sarebbe auspicabile entrare in possesso di uno strumento in grado di fornire una visione aggregata del Digital Divide, ovvero, un quadro sintetico ed unitario, di facile lettura, sullo stato di salute del Paese relativamente al processo di digitalizzazione in atto, che sta modificando profondamente la società civile ed il tessuto economico dei paesi di tutto il mondo.

Una sorta di "Dashboard of Digital Divide", un "Cruscotto" del Digital Divide, aiuterebbe a mantenere sotto controllo alcune variabili dello sviluppo digitale da cui dipendono il benessere e la competitività del Paese.

Tale "cruscotto" dovrebbe possedere alcuni indicatori, quali ad esempio:

- livello di diffusione della consapevolezza dell'impatto delle nuove tecnologie sulla vita sociale ed economica

- livello di disponibilità e condivisione di infrastrutture propedeutiche all'erogazione dei servizi Internet (quelle sotto il controllo di Operatori Notificati), sulle quali soggetti terzi possono erogare Servizi a Valore Aggiunto e quindi incrementare il portafoglio di servizi disponibili ad imprese e cittadini via Internet

- diffusione sul territorio di infrastrutture di erogazione dei servizi Internet e della Larga Banda

- diffusione di apparati per la fruizione delle informazioni erogate via Internet (PC, set top box, etc)

- disponibilità alle imprese ed ai cittadini dei servizi della Pubblica Amministrazione attraverso Internet

- disponibilità per cittadini ed imprese di contenuti di pubblica utilità attraverso Internet

- etc.

Tale "cruscotto" interpretato in chiave europea, potrebbe fornire un quadro consuntivo attraverso l'assegnazione di un punteggio (per ciascuno degli indicatori scelti) che rappresenterebbe la distanza che separa il Paese misurato dallo Stato europeo più virtuoso.

Un tale strumento sarebbe di facile lettura e fornirebbe costantemente alle Istituzioni indicazioni importanti sulle emergenze più gravi sul tema del Digital Divide; uno strumento disponibile a tutti: sia a chi ha l'onere di definire le misure da intraprendere per garantire la ripresa del Paese, sia alla società civile ed economica in generale, la quale disporrebbe di uno strumento semplice per giudicare la bontà delle scelte di coloro da cui dipende il futuro della nazione.

Dr. Ermanno Delia
Business Development Director
KPNQwest Italia SpA
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