Alfonso Maruccia

Intel vs NVIDIA, atto secondo

La produttrice di schede grafiche GeForce ribatte alle accuse del chipmaker, sostenendo davanti al giudice che gli accordi di licenza con quest'ultimo le permettono di produrre chipset come le pare. Anche per Nehalem

La guerra a colpi di avvocati e carta intestata tra Intel e NVIDIA giunge a un altro fondamentale giro di boa: la produttrice californiana di potenti GPU ha in questi giorni ribattuto alle accuse del colosso dei processori con una controcausa sul diritto, da parte di Intel, di sostenere che gli accordi attualmente vigenti tra le due società impediscano a NVIDIA di sviluppare chipset per piattaforme compatibili Intel di ogni ordine e grado.

La disputa scatenata il mese scorso da Intel verte infatti sulla presunta non validità delle licenze concesse anni fa a NVIDIA per la produzione di chipset, licenze che si fermerebbero alle piattaforme Core 2 Duo ma non coprirebbero la nuova CPU Nehalem / Core i7 attualmente commercializzata dal chipmaker.

NVIDIA, sostiene Intel, può permettersi di fare schede madri compatibili Intel sono nel caso in cui il northbridge e il southbridge sono componenti fisicamente separati, cosa non più vera su Nehalem dove per la prima volta nella storia del chipmaker il controller della memoria (una funzione prima integrata nel northbridge) è stato spostato all'interno del package della CPU.
Nella contro-causa avviata presso la corte di Delaware, NVIDIA si dice costretta a difendersi dalle accuse di Intel e sostiene che in nessun punto del contratto vigente tra le due parti è indicato una qualche limitazione concernente lo spostamento del memory controller all'interno della CPU.

Ma c'è dell'altro, perché nelle parole di NVIDIA Intel sta portando avanti una strategia pianificata ad arte per "eliminare NVIDIA vista come una minaccia competitiva". "Per anni - sostiene la società californiana motivando la sua risposta legale - Intel ha dominato il lucrativo settore delle CPU. (...) NVIDIA, al contrario, ha correttamente previsto che i processori grafici sarebbero divenuti una componente sempre più importanti della tecnologia informatica ed è stata pioniera nello sviluppo di prodotti grafici sofisticati".

Le reali motivazioni di Intel sarebbero insomma quelle di assestare un colpo al business multimiliardario di NVIDIA non solo con l'imminente piattaforma Larrabee, ma anche e soprattutto tagliando fuori dai giochi la pericolosa concorrente (ancor più pericolosa con l'avvento del computing a base GPGPU) attraverso gli avvocati e i tribunali.

"Dopo mesi di tentativi nel far allontanare i consumatori da NVIDIA sostenendo l'esistenza di una disputà sulle licenze - continua la contro-causa - Intel ha ora pubblicamente e inequivocabilmente asserito che NVIDIA non è autorizzata a vendere nessun chipset, non importa come progettato, per la sua nuova generazione di processori Nehalem. Il disconoscimento delle licenze e la presentazione preventive di questa causa serviranno, come progettato, ad allarmare i consumatori e a impattare immediatamente e negativamente sulle vendite di NVIDIA, persino per quel che concerne i chipset destinati ad architetture diverse da Nehalem".

Alfonso Maruccia
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