Passeranno anche i portali

L'approccio alla rete passa sempre più attraverso i portali. Ma poi, inevitabilmente, si finisce per lasciare approdi preconfezionati per inseguire interessi e altri sapori

Roma - Internet è vastissima, le pagine web sono ormai miliardi, le voci in campo sono sempre di più e l'indicizzazione dei motori di ricerca è sempre più limitata. Accanto alle home page personali, a moltissimi siti che informano e approfondiscono sui temi più specifici, vegetano oggi i portali.

I portali. "Una porta su Internet", un passaggio per compiere il primo passo virtuale nella rete, come hanno fino a questo momento descritto all'utente i mass-media, per poterla sperimentare "questa cosa di internet".

E il secondo passo? Oltre i portali, la navigazione è libera. Dopo qualche tempo si abbandona il portale, naturalmente, perché si sono trovati servizi, amici, e informazioni più vicini alle idee che si hanno; e "piace di più" allargare i propri interessi ed abbracciarne di nuovi, crescere, imparare, scoprire e confrontarsi.
E ' in questa fase che si comprende perché e come Internet sia molto più di una televisione, di un telefono, di un computer, di un portale. E' il mezzo di comunicazione per eccellenza perché è il più multimediale e soprattutto perché, dentro, c'è spazio per tutti.

Ma torniamo ai portali: sono lì e se si cerca qualcosa può capitare di tornare alla loro vetrina, non c'è nulla di male o di meglio! Altavista, Yahoo!, ad esempio, tutto questo l'hanno capito bene e fanno ogni cosa pur di primeggiare per numero di pagine indicizzate, ma non arrivano nemmeno ad un quinto del totale.

E ' come ritrovarsi in autostrada, possiamo scegliere tra innumerevoli uscite per scoprire l'entroterra.. . Chi passerebbe tutto il suo tempo in autostrada?

Andrea De Andreis
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