Realtà virtuale, la nuova game revolution?

Toh! Chi si rivede... Era da tempo ormai che non si parlava più di realtà virtuale nell'ambito dell'intrattenimento, ma ora una start-up americana pare convinta che l'ora sia arrivata: rivoluzionare l'esperienza di gioco con l'RV

San Francisco (USA) - Verso la metà degli anni '90 una delle parole più suggestive nel mondo dell'information technology era senza dubbio quella di "realtà virtuale" (RV), un concetto che, grazie all'avvento della grafica 3D a buon mercato, pareva dovesse rivoluzionare di lì a poco il modo di interagire e di divertirsi con il computer.

In realtà la RV abbandonò molto presto le sue ambizioni di sbarcare sul mercato di massa, accontentandosi di campi molto specializzati come quello medico o simulativo.

Oggi una start-up americana, Xulu Entertainment, sembra però convinta che i tempi siano di nuovo maturi per riproporre soluzioni consumer basate su caschetti e mondi 3D, e annuncia la nuova generazione di una piattaforma di RV pensata per i videogiochi.
Xulu sostiene che la sua nuova piattaforma permette di simulare la sensazione fisica del movimento, un fattore che, unito ad una grafica molto dettagliata e all'audio surround, consentirà agli sviluppatori di produrre i giochi più realistici mai concepiti.

L'esperienza del movimento sarà data da un motore basato su algoritmi di simulazione fisica che si avvantaggeranno di un'architettura per il calcolo distribuito che coinvolge sistemi server e client.

Inizialmente questi sistemi di RV verranno realizzati per grosse sale giochi e centri commerciali, ma più in là Xulu conta di portare questa tecnologia anche sui PC e le console da gioco: questo potrà avvenire attraverso dei portali Web specializzati a cui gli utenti potranno connettersi mediante un accesso ad Internet a larga banda (cavo o xDSL).
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