Alfonso Maruccia

Virus bio-nano-ingegnerizzati nelle batterie next gen

L'ennesimo, clamoroso avanzamento nelle tecnologie degli accumulatori energetici passa dai virus. Promettendo in breve di far partire la rivoluzione verde

Roma - Le celle a combustibile portatili sono quasi pronte per la commercializzazione, le batterie al litio "più verdi" costano ma ci sono già, quelle al gusto di metallo fuso sono in fase di ricerca e quelle con la super-ricarica quasi le si può scorgere all'orizzonte. Che cosa manca all'appello? Manca una tecnologia di accumulazione energetica totalmente "verde", composta da materiali il più possibile naturali e che magari contenga un tocco di bioingegneria nanoscopica applicata.

Ora quella tecnologia c'è, ed è stata presentata al mondo (attraverso la rivista Science) da ricercatori facenti capo a quello stesso Massachusetts Institute of Technology da cui provengono già gli accumulatori liquidi e quelli con la super-ricarica di cui sopra. In questo caso gli esperti hanno sviluppato batterie alquanto innovative, basate su virus comuni geneticamente modificati per catalizzare i processi chimici assieme a particolari qualità di materiali.

Le notizie che arrivano ora dal MIT si basano sui risultati di una ricerca pregressa risalente a tre anni fa, nel corso della quale Angela Belcher e il suo team riuscirono a bioingegnerizzare un virus per far sì che esso desse "vita" a un catodo legandosi all'ossido di cobalto e all'oro, autoassemblandosi infine nella forma di un nanotubo. Il virus impiegato era un comune batteriofago, innocuo per gli esseri umani ma letale per gli organismi batterici.
La variabile mancante nell'equazione energetica era però il catodo da accoppiare con l'anodo virale, un elemento più complicato da costruire: avrebbe dovuto essere altamente conduttivo per essere un elettrodo efficiente. La nuova ricerca del MIT ci è però riuscita, realizzando il prototipo di una batteria in formato "moneta" rispettosa dell'ambiente quanto più è possibile.

L'accumulatore viene infatti costruito operando a temperatura ambiente, non include l'impiego di solventi organici pericolosi e contiene materiali atossici. Per ottenere questo autentico miracolo, i ricercatori hanno ancora una volta fatto ricorso alla bioingegneria e alle nanotecnologie, istruendo geneticamente il già citato batteriofago a coalizzarsi con il fosfato di ferro e poi a legarsi chimicamente con un nanotubo di carbonio, ottenendo come risultato finale un materiale ad alta conduttività elettrica.

L'impiego dei nanotubi di carbonio (attraverso cui il flusso di elettroni fluisce veloce ed efficiente) ha portato vantaggi senza precedenti come l'aggiunta della suddetta conduttività al netto di un aumento eccessivo di peso, e una capacità energetica che dura nel corso del tempo molto più che nelle tradizionali batterie li-ion, con i test di laboratorio che hanno escluso qualsiasi perdita di capacità dopo 100 cicli di carica e scarica.

Più efficienti, rispettose dell'ambiente, più leggere e facili da realizzare, le bio-batterie virali del MIT potrebbero invadere tutti i settori dell'elettronica di consumo e non solo, dalle unità UPS nei server dei data center al cellulare o al netbook. Per il momento le ricerche continuano, e gli esperti provano a ingegnerizzare materiali in grado di garantire voltaggi e capacità superiori. La next gen delle batterie virali sarà presto pronta per il mercato, promettono dal MIT.

Alfonso Maruccia
15 Commenti alla Notizia Virus bio-nano-ingegnerizzati nelle batterie next gen
Ordina
  • E' nota la facilita' di modificazioni casuali in praticamente ogni batterio o virus che sia, una produzione su larga scala di device basati su virus geneticamente modificati aumenta in modo esponenziale il rischio che si formi un ceppo virale che possa contagiare in qualche modo l'uomo o altri organismi con conseguenze praticamente imprevedibili.

    Cmq hanno preso l'idea dagli ovopack del film final fantasy
    non+autenticato
  • - Scritto da: Di_ME
    > Cmq hanno preso l'idea dagli ovopack del film
    > final
    > fantasy
    forse è il contrario, chi scrive quel genere si documenta sulle nuove tecnologie e nella fattispecie si tratta dei risultati di una ricerca pubblicata tre anni addietro il che significa che sono partiti da molto tempo prima (le ricerche durano anni prima di dare risultati pubblicabili)
    non+autenticato
  • la parola virus si accosta a qualcosa che non è microsoft Sorpresa
  • allora vediamo di analizzare la notizia: e se questo virus/batterio a causa di un uso scorretto delle batterie o di una semplice evoluzione naturale, mutasse?? da quando andavo ancora a scuola ricordo che batteri e virus hanno una elevata capacità/velocità mutogena ed evolutiva. pensate che bello se magari a causa di una inversione di polarità la batteria esplodesse e il virus mutasse naturalmente per adeguarsi al nuovo ambiente..
    non vorrei sembrare il corvo di turno, ma siamo proprio certi che sia una bella cosa??Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ivan
    > allora vediamo di analizzare la notizia: e se
    > questo virus/batterio a causa di un uso scorretto
    > delle batterie o di una semplice evoluzione
    > naturale, mutasse?? da quando andavo ancora a

    > scuola ricordo che batteri e virus hanno una
    > elevata capacità/velocità mutogena ed evolutiva.
    > pensate che bello se magari a causa di una
    > inversione di polarità la batteria esplodesse e
    > il virus mutasse naturalmente per adeguarsi al
    > nuovo ambiente..
    >
    > non vorrei sembrare il corvo di turno, ma siamo
    > proprio certi che sia una bella cosa??
    >Occhiolino

    Diventeremo tutti zombi-vampiri bioelettrici fosforescenti e andremo a caccia dei sopravvissutiCon la lingua fuori
    Funz
    12975
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: Ivan
    > > allora vediamo di analizzare la notizia: e se
    > > questo virus/batterio a causa di un uso
    > scorretto
    > > delle batterie o di una semplice evoluzione
    > > naturale, mutasse?? da quando andavo ancora a
    >
    > > scuola ricordo che batteri e virus hanno una
    > > elevata capacità/velocità mutogena ed evolutiva.
    > > pensate che bello se magari a causa di una
    > > inversione di polarità la batteria esplodesse e
    > > il virus mutasse naturalmente per adeguarsi al
    > > nuovo ambiente..
    > >
    > > non vorrei sembrare il corvo di turno, ma siamo
    > > proprio certi che sia una bella cosa??
    > >Occhiolino
    >
    > Diventeremo tutti zombi-vampiri bioelettrici
    > fosforescenti e andremo a caccia dei
    > sopravvissuti
    >Con la lingua fuori

    Però ci potremmo ricaricare alla presa elettrica... pensa invece che una bella tagliata, potremo ordinatre una presa tipo 'Alpha3C/2b' leggermente sovralimentata per dare quel retrogusto frizzante e leggermente inebriante...

    Se non ho capito male, i virus geneticamente modificati servono per creare le batterie, ma non rimangono "in vita" una volta fatto il loro lavoro...

    Una sorta di umpa lumpa nano-bio-verde-tecnologici! Chissa se verranno citati per violazione sul diritto di autore!
    non+autenticato
  • E dopo queste affermazioni di uomini batteria, mi sorge spontanea una cazzata, ma nel copulare con il sesso opposto, se si inverte la polarità cosa succede?


    :_)
    non+autenticato
  • Non è che in futuro avremo dei veri virus sul PC....Rotola dal ridere
  • .... ma quando arriveranno sugli scaffali?
    Siamo tutti bravi a sparare notizie miracolistiche, tuttavia sono 10 anni che non si vedono significativi miglioramenti della tecnologia degli accumulatori!
    Ora questi propongono batterie semiorganiche... benissimo, ma non c'è uno straccio di potenze erogate di pesi e di cicli di ricarica possibili... il dire che si ricaricano almeno 100 volte non mi sembra un dato molto positivo, poi nessun cenno alla resistenza alle temperature estreme, se si tratta di prodotti semiorganici mi sembra ovvio che l'esposizione a alte temperature o a basse temperature possa danneggiare la batteria.... quanto sono estreme tali temperature?
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > .... ma quando arriveranno sugli scaffali?
    > Siamo tutti bravi a sparare notizie
    > miracolistiche, tuttavia sono 10 anni che non si
    > vedono significativi miglioramenti della
    > tecnologia degli accumulatori!

    Oh, ma che, sei sceso dalla montagna del Sapone? Si sa il tenore degli articoli di Maruccia, a meta' tra il rivoluzionario (per le caratteristiche tecniche millantate) e l'apocalittico (per i tempi indefiniti). "Pentitevi! il regno dei cieli e' vicino". Ma nessuno dice mai QUANDO.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > .... ma quando arriveranno sugli scaffali?
    > Siamo tutti bravi a sparare notizie
    > miracolistiche, tuttavia sono 10 anni che non si
    > vedono significativi miglioramenti della
    > tecnologia degli
    > accumulatori!

    Questo non è vero, basta vedere l'evoluzione delle batterie da Ni-MH a Li-ioni a Li-Fe-polimeri a chissà cosa si sono inventati adesso... senza contare gli ultracap che per ora giacciono nel regno del "troppo bello per essere vero", almeno fino a quando non mostreranno un esemplare funzionante...

    > Ora questi propongono batterie semiorganiche...
    > benissimo, ma non c'è uno straccio di potenze
    > erogate di pesi e di cicli di ricarica
    > possibili... il dire che si ricaricano almeno 100
    > volte non mi sembra un dato molto positivo, poi

    Senza degrado, mi sembra questo il messaggio.
    Chiaro che andranno testate molto più approfonditamente

    > nessun cenno alla resistenza alle temperature
    > estreme, se si tratta di prodotti semiorganici mi
    > sembra ovvio che l'esposizione a alte temperature
    > o a basse temperature possa danneggiare la
    > batteria.... quanto sono estreme tali
    > temperature?

    Vero, e sarebbe anche interessante sapere la densità di energia, i tempi di scarica / ricarica, la shelf life, la riciclabilità...
    Funz
    12975
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > .... ma quando arriveranno sugli scaffali?
    > > Siamo tutti bravi a sparare notizie
    > > miracolistiche, tuttavia sono 10 anni che non si
    > > vedono significativi miglioramenti della
    > > tecnologia degli
    > > accumulatori!
    >
    > Questo non è vero, basta vedere l'evoluzione
    > delle batterie da Ni-MH a Li-ioni a
    > Li-Fe-polimeri a chissà cosa si sono inventati
    > adesso... senza contare gli ultracap che per ora
    > giacciono nel regno del "troppo bello per essere
    > vero", almeno fino a quando non mostreranno un
    > esemplare
    > funzionante...
    >


    Beh i polimeri di Litio sono una realtà da 10 anni abbondanti!


    > > Ora questi propongono batterie semiorganiche...
    > > benissimo, ma non c'è uno straccio di potenze
    > > erogate di pesi e di cicli di ricarica
    > > possibili... il dire che si ricaricano almeno
    > 100
    > > volte non mi sembra un dato molto positivo, poi
    >
    > Senza degrado, mi sembra questo il messaggio.
    > Chiaro che andranno testate molto più
    > approfonditamente
    >

    Ecco direi proprio, avessero detto mille ricariche, ma solo 100 non è proprio un dato preliminare esaltante...

    > > nessun cenno alla resistenza alle temperature
    > > estreme, se si tratta di prodotti semiorganici
    > mi
    > > sembra ovvio che l'esposizione a alte
    > temperature
    > > o a basse temperature possa danneggiare la
    > > batteria.... quanto sono estreme tali
    > > temperature?
    >
    > Vero, e sarebbe anche interessante sapere la
    > densità di energia, i tempi di scarica /
    > ricarica, la shelf life, la
    > riciclabilità...

    Appunto, invece nulla solo un pò di fumo.... oddio non saranno mica le nuove batterie che già si scompensano?
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)