Piccoli tablet crescono

Il CrunchPad di TechCrunch si evolve e pare sul punto di finire in vendita. Frena il patron del sito, Michael Arrington: non siamo ancora pronti, ma quasi

Roma - La verità è che costa più di quanto fosse stato previsto, ma ha tutta l'aria di essere un dispositivo che in molti vorrebbero avere: una specie di iPod Touch allargato, con uno schermo da notebook, ma limitato in pratica a fare solo da macchina per la navigazione in Rete. Il CrunchPad di Michael Arrington (o come lo chiamano nei corridoi di TechCrunch, "l'esperimento scientifico di Mike"), è sempre più simile ad un prodotto di serie e ha poco o nulla del prototipo visto al lavoro poche settimane or sono. Quanto basta per scatenare le voci su una sua possibile commercializzazione, subito smentite da Arrington stesso.

Innanzi tutto, è bene precisare le specifiche tecniche attuali dell'apparecchio: abbandonata la piattaforma VIA Nano in favore dell'onnipresente Atom di Intel, ci sono stati progressi anche sul piano software. Ora la macchina è equipaggiata con una versione modificata di Ubuntu, sulla quale viene fatto girare un browser costruito su misura sulla piattaforma Webkit: in totale il software occupa circa 100MB della memoria interna (l'ultima volta ferma a 4GB a stato solido, oggi sconosciuta), e i tempi di avvio e la velocità di esecuzione dei task dovrebbero essere stati ottimizzati.

Il nuovo prototipo del CrunchPad
Per il resto, la dotazione dovrebbe essere rimasta la stessa: schermo da 12 pollici, microfono e altoparlanti, una porta USB e una webcam. Nessuna informazione ancora sul reparto alimentazione, si sa solo che dovrebbe esserci una batteria prevista a bordo, e dunque nessuna notizia sulla autonomia dell'apparecchio. Ma è soprattutto l'aspetto di CrunchPad ad attirare più di qualche sguardo, visto che ormai è davvero molto simile al disegno puramente illustrativo fatto da Arrington a suo tempo per spiegare cosa voleva costruire.

Nelle foto mostrate, tra gli altri, dal braccio tecnologico dell'azienda CrunchGear, si vedono non meno di quattro diverse variazioni cromatiche: rosso, moka (marrone, ma moka è più cool), bianco e nero. Il CrunchPad è appoggiato ad una sorta di sostegno che lo tiene in piedi a mo' di leggio, è molto più sottile rispetto al prototipo precedente e fa bella mostra di sé accanto a delle confezioni che non sfigurerebbero sugli scaffali e che ricordano vagamente quelle dei portatili Apple.

E visto che si parla dell'azienda di Cupertino, come detto il CrunchPad potrebbe fare la felicità di quanti da tempo chiedono a Jobs e collaboratori qualcosa di simile a quanto Arrington si appresta a fare: un dispositivo tutto schermo con dimensioni adatte a navigare, a controllare la posta e magari pure a guardare film e telefilm su una delle piattaforme on demand (come Hulu) che negli USA si vanno affermando. Le confezioni del CrunchPadSe Arrington getta acqua sul fuoco, chiarendo che il CrunchPad non è ancora pronto e non è neppure previsto che debba davvero finire sul mercato, è indubbio che in molti cominciano già a fare spazio nei loro zaini e sulle loro scrivanie per questo apparecchio.

Il costo del CrunchPad, in ogni caso, potrebbe essere il tasto dolente: inizialmente si era parlato di 200 dollari, ora costruirlo dovrebbe costare non meno di 250 dollari e il suo prezzo su strada potrebbe aggirarsi sui 300. Considerato che, per quanto evoluta, la sua capacità di raccogliere l'input da parte dell'utente potrebbe essere molto ridotta (a meno di non dotarlo di tastiera esterna), visto il crescere delle dimensioni e il decrescere dei prezzi dei netbook, molto presto questo apparecchio potrebbe non esser più quel santo graal della navigazione che molti auspicavano.

Chissà che le stesse considerazioni non le abbiano fatte in quel di Cupertino. Chissà se la riluttanza di Arrington nel discutere di prezzi e commercializzazioni non sia legata proprio a riflessioni sull'effettivo spazio che il CrunchPad potrebbe trovare, anche come primo arrivato con mesi di anticipo rispetto alla concorrenza, in un mercato in cui il fattore prezzo appare sempre più importante.
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