Luca Annunziata

Intel: il peggio Ŕ passato

I numeri dipingono un mercato in crisi, ma per il CEO Otellini le cose sono destinate a migliorare. E per il futuro ci sono pronte novitÓ interessanti soprattutto sul fronte notebook

Roma - Il mercato dei PC ha toccato il fondo: una dichiarazione che potrebbe suonare agghiacciante, pronunciata dal comandante in capo del principale produttore di CPU al mondo, ma che andrebbe letta nella direzione opposta. Secondo Paul Otellini, CEO di Intel, le cose non potrebbero andare peggio di come sono andate sino adesso: la sua azienda è riuscita a tenersi a galla tutto sommato in questa difficile congiuntura, spiega, e a questo punto i segnali che arrivano dal mercato sembrano incoraggianti. Per la fine dell'anno, questa la sua previsione, tutto potrebbe tornare alla normalità.

╚ ancora presto, certo, per dichiarare che tutto è a posto e che la crisi economica mondiale è solo un brutto ricordo: Otellini non dimentica di aver annunciato un piano di ristrutturazione che è già costato centinaia di posti di lavoro alle sue maestranze e che altri tributi in termini di teste tagliate chiederà nei prossimi mesi. Ma sarebbe stata proprio questa ritrovata agilità la condizione senza la quale le cose avrebbero potuto andare anche molto peggio: grazie alla flessibilità dei numeri di produzione e inventario, BigI è rimasta sulla breccia e ora si prepara a ripartire.

Stando a quanto riferito da Otellini, la scelta di fermare la produzione - ovvero di rallentarla - ha consentito di minimizzare l'impatto della crisi sulle spese: da sottolineare ad esempio la performance di uno dei prodotti Intel più celebrati degli ultimi mesi, Atom, che, nonostante la domanda di netbook sia rimasta sostenuta, ha fatto segnare un bilancio negativo nel secondo quarto del 2009 del chipmaker. Meno 27 per cento è il risultato finale, ma questo perché chi assembla i mini-notebook si è concentrato sulle proprie scorte invece di continuare ad ordinare: Intel l'aveva previsto, per così dire, e non ha riempito quindi i suoi magazzini di materiale che immobilizza il capitale e complica la vita a chi deve far quadrare i conti.
Analogamente, ai 2,5 miliardi di dollari di inventario che allo scadere dello scorso trimestre figuravano nei conti di Santa Clara ora vanno sottratti 700 milioni: Intel è riuscita a piazzare una bella fetta del materiale già prodotto e rimasto fermo ad attendere un compratore, alleggerendosi di un peso economico non indifferente e offrendo una boccata d'aria ai propri bilanci. Con il mercato che, secondo le parole del CEO, ora ritrova il suo naturale andamento ciclico stagionale, i presupposti per far ripartire la macchina produttiva ci sono tutti.

In ogni caso, è bene sottolineare che le cifre del Q2 di Intel non sono affatto positive in senso assoluto (sebbene siano migliori di quelle attese dagli analisti). Il fatturato è stato di 7,1 miliardi di dollari, meno 26 punti rispetto ai 9,67 miliardi di un anno fa: le stime più ottimistiche indicavano al massimo in 6,98 miliardi di dollari il possibile fatturato del trimestre, con appena 2 centesimi di dividendo ad azione. Invece, pur con appena 647 milioni di utili (erano 1,4 miliardi lo scorso anno), Intel è riuscita a concedere ben 11 centesimi: un risultato che effettivamente supera di molto le stime della vigilia, legato soprattutto alle perdite contenute fatte registrare dagli investimenti e dai costi di riorganizzazione pesantemente sovrastimati dall'azienda.

Per il prosieguo del 2009, comunque, Otellini e Intel sono ottimisti: ci sono parecchie novità all'orizzonte, e tutte dovrebbero essere foriere di nuovi introiti e nuovi guadagni. Una fra tutte, una nuova generazione di CPU a basso consumo adatte ai notebook: non netbook, proprio notebook. Senza trascurare Atom, già annunciato in nuove versioni dual-core, sono proprio i notebook come MacBook Air di Apple e Adamo di Dell i prodotti su cui il chipmaker punta per l'immediato futuro: nuove versioni dei chip ULV sono in arrivo, ed entro poche settimane una nuova stirpe di laptop sottili e leggeri dovrebbe fare il suo debutto sul mercato. A prezzi differenti da quelli visti finora e che li hanno relegati nella categoria "gioielleria da dirigente".

Infine, sotto il piano squisitamente tecnologico, confermato lo sbarco in grande stile di Nehalem nei listini: ma Otellini ha voluto precisare che, almeno per il momento, per questa linea di prodotti (sia Core i7 che Xeon) non è previsto alcun taglio dei prezzi. Fanno progressi, nel frattempo, i prossimi step tecnologici previsti per la fine del 2009 o l'inizio del 2010: Westmere, la prima CPU a 32nm, è in avanzata fase di testing con già diverse migliaia di sample spediti ai partner; Larrabee, il primo chip grafico discreto che Santa Clara spera possa riaprire il confronto coi grandi nomi delle GPU, sta affrontando la fase di debug e resta in linea per un suo rilascio durante la prima parte del prossimo anno.

Luca Annunziata
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