Giovanni Arata

USA, la campagna elettorale Ŕ stata online

Lo testimonia l'ultimo report del Pew Center. Internet Ŕ informazione e partecipazione. E un veicolo per la comunicazione politica. Che fluisce anche dal basso

Roma - Oltre la metà della popolazione votante statunitense si è servita della rete per raccogliere informazioni - o per partecipare direttamente - alla campagna elettorale dello scorso novembre. È quanto emerge dall'ultimo report del Pew Research Center for the People and the Press. Un dato storico, commentano gli osservatori, che consacra Internet come spazio rilevante nell'agorà politica USA.

Lo studio, condotto con interviste telefoniche nelle settimane immediatamente successive alle elezioni, è disponibile in versione integrale sul sito dello stesso Pew Center. E offre molti spunti. Il primo e più impressionante dato è quello che riguarda la pervasività d'uso della rete come strumento di informazione e partecipazione. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, osserva Cnet, un elettore su due (il 55%, per la precisione) si è servito di Internet per leggere news o dibattere con altri su questioni politiche o relative alla questione etnica. E per il 26% del campione, addirittura, la rete è stata la fonte informativa principale.

"Le elezioni del 2008 hanno visto una sensibile crescita di Internet all'interno dell'arena politica, ed hanno segnato la nascita di un tipologia di attivisti online quali non ne avevamo mai conosciuto prima" ha spiegato l'autore dello studio Aaron Smith.
Un altro dato interessante riguarda il tasso di diffusione virale dei contenuti. I ricercatori del Pew hanno osservato che un terzo degli utenti si è servito della rete per inoltrare contenuti (testuali, audio o video) ai concittadini. Questa modalità di condivisione, diffusa tra tutte le fasce demografiche, si è imposta con particolare forza tra gli over 50. Per contro, l'arena favorita dai votanti più giovani è stata quella dei social network. Oltre la metà (52%) degli statunitensi di età compresa tra 18 e 24 anni ha partecipato ad attività politiche di qualche tipo su piattaforme come Facebook e consimili.

I video a vario titolo collegabili alla campagna sono stati visionati almeno una volta dal 45% del campione, mentre il 25% dei supporter di Obama (e il 16% di quelli di McCain) hanno prodotto dei contenuti multimediali originali propri.

Scavando ulteriormente tra i dati, si trova che ad impiegare la rete in modo più estensivo sono stati coloro che già in precedenza esprimevano un più intenso impegno politico. Una delle evidenze più forti che emergono dalla ricerca, fa notare in questo senso un blog del New York Times, è che molti elettori si sono serviti della rete per rinforzare le proprie visioni politiche pregresse. In particolare un terzo degli utenti Internet interpellati ha dichiarato di essere andato espressamente alla ricerca di informazioni allineate con il proprio credo politico.

ecosistema dei mediaMa al di là di questo, si osserva da più parti, quello che emerge dalla ricerca è la generale crescita di rilevanza di Internet nell'ambito dell'ecosistema dei media. Tra i cittadini statunitensi - quelli che usano la rete come quelli che non la usano - essa è ormai percepita come una fonte di informazione politica altrettanto importante della televisione. E rispetto alla radio la sua "importanza percepita" è addirittura doppia. O, per dirla con le parole di Smith: "Con il crescere della sua audience complessiva in fatto di news politiche, Internet si è guadagnata un ruolo di primo piano all'interno dell'ambiente informativo".

Giovanni Arata