
Sotto al cofano di Ubuntu 9.04 c'è il
kernel 2.6.28-11.37 (basato sul 2.6.28.8), la cui novità più degna di nota è il supporto ufficiale al
file system Ext4. Nonostante questo, gli sviluppatori di Canonical hanno preferito lasciare come file system predefinito l'ormai collaudatissimo Ext3, ciò soprattutto dopo che alcuni utenti hanno segnalato, con Ext4, sporadiche corruzioni dei dati. Chi desidera provare il nuovo file system può tuttavia farlo in modo più semplice che in passato, scegliendolo in fase di installazione (scelta che però impone la formattazione manuale delle partizioni). In base al feedback degli utenti, Canonical sta valutando se rendere Ext4 il file system predefinito della prossima release di Ubuntu (
Karmic Koala).
Il nuovo kernel introduce poi il supporto a un maggior numero di schede e chipset wireless, inclusi quelli impiegati nei netbook.
La novità senza dubbio più importante della versione server di Jaunty Jackalope è invece rappresentata dall'inclusione di
Eucalyptus, un progetto open source sviluppato dall'università californiana di Santa Barbara (UCSB) che permette alle aziende di
creare cloud all'interno dei propri datacenter. Tali cloud possono interfacciarsi al servizio commerciale EC2 (Elastic Compute Cloud) di Amazon grazie alle API rilasciate da quest'ultima.
Mentre le cloud create con EC2 girano sui server di Amazon, e sono dunque accessibili esclusivamente via Internet, quelle create con Eucalyptus possono essere fatte girare dalle aziende all'interno delle propria intranet, e dunque sulle proprie macchine. Eucalyptus è per altro compatibile con l'interfaccia di EC2 e con quella di altri servizi commerciali di cloud computing.
"Grazie a Eucalyptus potete creare in modo dinamico macchine virtuali, configurare cluster in una singola cloud e persino fornire un equivalente di EBS (elastic block storage) ed uno storage manager compatibile con S3", ha spiegato Canonical.
Va sottolineato che la piattaforma di cloud computing integrata in Ubuntu 9.04 è ancora considerata da Canonical una versione d'anteprima: il software alla sua base dovrebbe raggiungere la piena maturità con Ubuntu 9.10, una release che porterà con sé anche un migliore sistema di risparmio energetico.
Mark Shuttleworth, CEO di Canonical, ha spiegato che Ubuntu Server Edition 9.04
è stata testata su 45 differenti configurazioni hardware messe a disposizione da produttori come IBM, Sun, HP, Dell, Lenovo ed altri ancora: si tratta, secondo il boss di Ubuntu, della più ampia serie di test mai effettuata con questa distribuzione. Shuttleworth ha anche ventilato la possibilità che, in un prossimo futuro, HP pre-installi Ubuntu su alcuni modelli di server ProLiant.
Per quanto riguarda la "piccola"
Ubuntu Netbook Remix, questa distribuzione accoglie tutte le più recenti novità sviluppate in seno all'iniziativa
Moblin, che a fine gennaio ha rilasciato la seconda versione della propria piattaforma mobile open source. Questo sistema operativo si potrà in futuro avvantaggiare del
neonato supporto di Ubuntu alle architetture ARM, che la renderà una candidata ideale per salire a bordo della futura generazione di netbook con CPU ARM. Maggiori informazioni sulla versione ARM di Ubuntu sono fornite in
questo articolo di
DesktopLinux.com.
Canonical afferma di aver testato Remix sui principali modelli di netbook in commercio, inclusi Asus EeePC, Acer Aspire One e Dell Mini.
Di seguito i link alle home page delle principali edizioni e versioni di Ubuntu da dove sarà possibile scaricare, non appena disponibile, l'ultima release del sistema operativo.
Il sito ufficiale italiano di Ubuntu è
qui.
Alessandro Del Rosso