2002 di fuoco per i Cybercops catanesi

La Guardia di Finanza di Catania tira le somme delle attività condotte nel 2002 per la sicurezza informatica e il contrasto delle attività illegali promosse via internet. Le più gravi sono quelle legate allo sfruttamento porno-pedofilo

2002 di fuoco per i Cybercops catanesiCatania - Una task force dedicata della Guardia di Finanza per la prevenzione e la repressione dei reati commessi via internet nel comune etneo nel corso del 2002 si è trovata ad agire su più fronti, alcuni dei quali decisamente inquietanti. Ad affermarlo è una nota diffusa dalla GdF che traccia una sintesi dell'ultimo anno di attività dei cybercops catanesi.

Le attività di indagine del Nucleo di polizia tributaria di Catania hanno riguardato tutto quello che va dall'eversione terroristica alla tutela dei diritti d'autore, dalle sostituzioni di persona a mezzo internet alla ricerca di falsi appartenenti al corpo, dalla lotta ai cracker alla tutela dei minori.

E proprio sul fronte del contrasto alla porno-pedofilia anche la GdF di Catania si è scontrata con una situazione pesante.
"Sono state denunciate 7 persone - afferma la nota - residenti anche fuori regione, per scambio e possesso di fotografie e filmati pornografici ritraenti minori in età adolescenziale. Il dato allarmante è che ben 4 di loro sono anch'essi minorenni, chiaro segnale di un disagio sociale che ha radici profonde ed imprevedibili. Nel corso dell'operazione di servizio, denominata "Parental Control", acronimo specificatamente adottato allo scopo di sensibilizzare l'attenzione dei familiari circa la navigazione in internet da parte dei propri figli, sono state sequestrate migliaia di immagini e video digitali, compact disk e memorie di massa adibite a catalogare il turpe quanto perverso materiale pedo-pornografico".
Si segnala altresì una operazione, nota come Anarkism, condotta all'inizio dell'anno e che ha portato alla luce un network di una 15ina di persone, alcune delle quali minori, dedicato alla realizzazione e pubblicazione di istruzioni per creare ordigni esplosivi. Il tutto condito dal sequestro di siti e di moltissimo materiale informatico utilizzato in varie zone d'Italia per questo fine.

Un ufficio della GdFI cybercops siciliani hanno anche individuato nel corso dell'anno 6 cracker "old style", persone che sono entrate nei computer di utenti internet per catturare informazioni riservate, in particolare password di accesso ma anche numeri di carte di credito. Anche in questo caso sono stati effettuati sequestri di materiale informatico, compreso un certo quantitativo di software e giochi illegalmente copiati.

"La chimera che il "web" permetta di essere del tutto anonimi durante connessioni e comunicazioni - si legge nella nota - è stata fatale a 2 persone, denunciate rispettivamente l'uno per essersi spacciato come appartenente al Corpo e l'altro per aver minacciato dirigenti pubblici a mezzo "e-mail". Proprio questa presunta sicurezza ha permesso ai militari, grazie ad un minuzioso lavoro di intelligence sviluppato seguendo a ritroso le tracce digitali lasciate, di procedere alla loro identificazione ponendo fine alle rispettive attività delinquenziali".
TAG: cybercops
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