Contrappunti/ La lezione del dott. Gates

di Massimo Mantellini - Alla visita del chairman Microsoft a Roma corrisponde un attivismo dentro e fuori dalla rete del movimento open source italiano. Ma le trappole sono tante, la via è lunga ed è tempo di deporre i bazooka

Roma - Si è molto discusso in questi giorni della conferenza che Bill Gates ha tenuto in Senato su invito del Presidente Pera. Prima di lui si erano cimentati sui temi della globalizzazione in medesimi incontri Giovanni Agnelli, Henry Kissinger, Valery Giscard d'Estaing e Vaclav Havel. I temi della discussione sono i soliti che oppongono da tempo da una parte i fautori del software libero e dall'altra aziende come Microsoft. Si è detto molto in questi anni al riguardo e non ho alcuna intenzione di rinfocolare polemiche mai sopite. Personalmente non vedo nulla di male nel fatto che il dott. Bill Gates - come lo ha chiamato Marcello Pera - venga invitato nei palazzi della politica italiana. Mi sembrerebbe invece più interessante discutere dei motivi per cui Microsoft venga da tempo considerata un partner privilegiato di grandi aziende a capitale statale come le Poste, le Ferrovie e la stessa Pubblica Amministrazione. Capire se ciò sia conveniente per la comunità, se lo Stato debba o non debba affidarsi ad un fornitore di software che tante polemiche e consensi scatena in tutto il mondo, è un compito che spetterebbe di diritto ai nostri politici.

La sensazione che invece abbiamo da qualche tempo a questa parte è quella che le discussioni legate alla informatizzazione della nazione siano nella stragrande maggioranza dei casi utilizzate per fini meramente propagandistici e politici.
Non mi riferisco tanto alla recente lettera aperta del Senatore Fiorello Cortiana nella quale si invita Pera a provvedere ad una ipotetica par condicio conferenziale, invitanto Richard Stallman ad una eguale riunione in Senato (magari con conteggio dei minuti dedicati al conferenziere come si trattasse di una tribuna elettorale), quanto alle schermaglie degli ultimi mesi sull'utilizzo del software libero nella Pubblica Amministrazione.

L'opposizione di centro sinistra ha presentato - qualcuno lo ricorderà - una serie di proposte di modifica alla legge finanziaria, tutte a favore dell'open source e della informatizzazione del paese, che hanno fatto gridare al miracolo molti utenti del software libero e della rete Internet. La risposta a tali mozioni (tutte come previsto respinte dal parlamento) ed alla loro carica propagandistica, non si è fatta attendere.
Il Ministro dell'Innovazione Stanca ha celermente creato una Commissione per l'Open Source nella Pubblica Amministrazione che si propone di "analizzare le tendenze tecnologiche e di mercato valutando le posizioni dell'Unione Europea, dei Paesi industrializzati e degli operatori privati". Ed anche qui tripudio da parte dei sostenitori del software libero che vedono aprirsi una speranza di ravvedimento da parte del governo per l'utilizzo di software aperti.
Il tutto sembra assomigliare molto ad un gioco delle parti. I diessini, con le richieste di modifica proposte dall'on Folena, è come se si fossero svegliati di soprassalto da un sonno durato anni (per lo meno tutti gli anni in cui sono stati al governo disinteressandosi completamente alle tematiche in oggetto e stringendo patti di ferro con il numero uno di Microsoft in Italia Umberto Paolucci) e cavalcano oggi, improvvisamente, la tigre del software libero.

Si può dar loro credito? Così risvegliati dal loro letargo, Folena e soci hanno proposto una serie amplissima di provvedimenti condivisibili: dalla liberalizzazione del wi-fi, alla lotta al digital divide, all'utilizzo di software libero nelle scuole, agli incentivi per aziende e studenti per PC e larga banda. Applausi. La mia impressione è che siano saltati sul treno di Linus Torvaldscome avrebbero fatto con qualsiasi altra treno che, indifferentemente dalle merci o dai passeggeri che trasporta, viaggi in direzione opposta a quella dell'esecutivo. Il governo - dal canto suo - in questi primi mesi di legislatura, ha disilluso ampiamente le aspettative di tutti in materia di sviluppo tecnologico, nonostante gli sforzi di Lucio Stanca impegnato da oltre un anno in un lavoro sotterraneo e scarsamente riconosciuto e nonostante le continue e ampie rassicurazioni sulla centralità del tema "innovazione tecnologica" da parte di esponenti di primo piano del governo stesso. Questo sembra essere il quadro politico di riferimento al momento dell'arrivo di Gates in Italia.

Su Quinto Stato, un weblog collaborativo che si occupa di tecnologie e net economy, e su altri siti web, nell'imminenza dell'evento si è così tentata una campagna di mobilitazione in appoggio alla lettera di Cortiana. Dopo gli occhialini di Bill Gates vedremo al Senato la folta e scomposta chioma di Richard Stalmann come chiede a gran voce il Senatore Verde? L'ipotesi è improbabile, folkloristica e forse provocatoria, anche perchè le problematiche che riguardano la scelta fra software libero e proprietario sono fra le più distanti dalla cultura e dall'interesse dei nostri politici. In questo campo certamente oggi i Verdi rappresentano forse l'unica forza politica italiana che mantiene alta una attenzione verso le problematiche legate alla tecnologia che non sia immediatamente riconoscibile come strumentale.

E allora prendiamo l'iniziativa di Fiorello Cortiana come un modo per focalizzare l'attenzione istituzionale su problematiche importanti più di quanto non si sia riuscito a fare fino ad ora. E sottoscriviamola, seppur tardivamente. E' altresì chiaro che il problema dell'utilizzo del software libero nelle scuole, nella pubblica amministrazione e ovunque (e analogamente i rischi legati all'utilizzo di programmi chiusi, costosi e preconfezionati come quelli di Microsoft nei medesimi ambiti) è di fatto un problema culturale di tutti noi, molto prima che una questione di scelta politica fatta discendere dall'alto.

In altre parole, il sostanziale monopolio di Redmond nel campo dei sistemi operativi e degli applicativi potrà essere più facilmente contestato se e quando l'utenza di chi ogni giorno frequenta i PC e la rete si orienterà maggiormente verso software alternativi a quelli di Microsoft (inclusi ovviamente quelli di Apple). Viceversa, l'unica corretta arma di contestazione della opportunità dei nostri politici a gettarsi nelle mani di Mr Gates (così pedissequamente praticata in passato come in questi giorni) è quella di valutare Microsoft come una azienda sostanzialmente "monopolista" (e con il vizietto accertato di giocare duro nei confronti dei concorrenti più deboli) quale di fatto è.
In più aggiungerei - tanto per farmi malvolere in tempi di globalizzazione - di non dimenticarsi di considerarla una azienda "americana". In questo senso è conveniente per il nostro sistema postale, per le nostre ferrovie e le nostre amministrazioni affidarsi anima e corpo ad un soggetto che agisce in regime di sostanziale monopolio un po' in tutto il mondo? Quali sono le eventuali alternative praticabili? Ecco, questa sarebbe una domanda "politica" a tutti gli effetti. Questo dovrebbero chiedersi i nostri rappresentanti in Parlamento, magari facendo mente locale su cosa significhi in termini di sicurezza affidarsi a software dei quali non è possibile conoscere fino in fondo il contenuto.

Solo l'altro ieri gli USA spiavano le aziende e le comunicazioni europee attraverso Echelon e ricevevano da questo inopinato controllo tecnologico un vantaggio competitivo devoluto non tanto alla sicurezza nazionale quanto all'economia americana. Quali garanzie abbiamo che non accada lo stesso oggi? Siamo disposti a spendere decine di milioni di euro in programmi dei quali non controlleremo mai completamente il funzionamento? Non è un caso che - per rispondere a queste giustificate e diffuse perplessità - Microsoft abbia recentemente rilanciato il suo Code Source Sharing, un programma di condivisione dei propri codici sorgente con agenzie governative e internazionali che tuttavia non sembra fugare completamente i rischi di teoriche possibili intromissioni.

Bill Gates ha portato in Senato la sua ventata di ottimismo (insieme ad alcune delle sue più recenti macchinette destinate ad un immediato oblio come i tablet-pc) e due o tre luoghi comuni sul futuro luminoso dell'informatica, buoni per tutte le stagioni. Non c'è alcuna esigenza di equilibrare un simile (inesistente) affronto, con la messa in campo dei pezzi da novanta del movimento Open Source ed impegnarli in altrettanto utili dimostrazioni in Senato. C'è invece bisogno fin da subito, di informazione chiara per tutti, al di fuori di sterili schieramenti di campo. Questo sforzo informativo dovrebbe riguardarci tutti, a partire dal Presidente del Consiglio che - beata ingenuità - ha dichiarato di voler chiedere a Gates consigli per accelerare l'innovazione tecnologica italiana. Che è un po' come andare a chiedere all'oste di chi sia il vino più buono.

Il notebook sul quale sto scrivendo questo pezzo ha un sistema operativo Microsoft; per le mie esigenze di utente medio funziona egregiamente e vale i soldi che costa. Ma non mi farebbe piacere se i dati che riguardano la mia cartella sanitaria o fiscale o qualunque altro mio dato sensibile dovesse risiedere o transitare su un server dei ragazzi di Redmond. Non mi parrebbe il caso e se anche questa è globalizzazione, allora sono disposto a farne volentieri a meno. E nonostante ciò, non vedo ragione perchè software proprietario e software libero non debbano - il più civilmente possibile - convivere, senza doversi ogni giorno affrontare armati di bazooka nella ormai nota e noiosa diatriba fra i sostenitori di uno o dell'altro schieramento.

Massimo Mantellini
Manteblog
TAG: microsoft
210 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La lezione del dott. Gates
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  • Ricorda il sistema con cui per anni i politici hanno insabbiato la verita' sulle stragi. Il lupo perde il pelo ma non il vizio!
    non+autenticato
  • Non si può certo chiedere ai politici di adottare solo software libero nelle pubbliche amministrazioni .. ! Su dai non siate comunisti !

    L'unica cosa che si può e si deve chiedere ai politici è quella di utilizzare formati di file "liberi" (accessibili e modificabili liberamente da tutti con diversi programmi, definiti pubblicamente in tutti i particolari) (es. rtf, txt)...

    Lasciamo poi che siano gli utenti (e in questo caso i responsabili delle pubbliche amministrazioni) a decidere se utilizzare Windows o Linux.....
    Non cerchiamo di imporre Linux quando Windows è meglio e viceversa......

  • > L'unica cosa che si può e si deve chiedere
    > ai politici è quella di utilizzare formati
    > di file "liberi" (accessibili e modificabili
    > liberamente da tutti con diversi programmi,
    > definiti pubblicamente in tutti i
    > particolari) (es. rtf, txt)...

    http://www.microsoft.com/office/xdocs/default.asp
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > L'unica cosa che si può e si deve chiedere
    > > ai politici è quella di utilizzare
    > formati
    > > di file "liberi" (accessibili e
    > modificabili
    > > liberamente da tutti con diversi
    > programmi,
    > > definiti pubblicamente in tutti i
    > > particolari) (es. rtf, txt)...
    >
    > http://www.microsoft.com/office/xdocs/default

    Fico!
    Peccato che XML standard definito dal consorzio W3C (http://www.w3c.org) non abbia niente a che vedere con XML di M$.
    Ricordi l'html? Prendi esempio...
    Per la serie come rendere incompatibili dei documenti usando un linguaggio standard...
    non+autenticato
  • > http://www.microsoft.com/office/xdocs/default
    >
    > Fico!
    > Peccato che XML standard definito dal
    > consorzio W3C (http://www.w3c.org) non abbia
    > niente a che vedere con XML di M$.

    XML e' XML, Microsoft e' seduta al tavolo
    del consorzio.

    XDOCS fornisce gli schemi, dunque e'
    tutto pubblico.


    > Ricordi l'html? Prendi esempio...
    > Per la serie come rendere incompatibili dei
    > documenti usando un linguaggio standard...

    HTML e' stato vergognosamente bistrattato
    (un po' da tutti) a causa della lentezza nel
    farlo evolvere IMO
    non+autenticato

  • >
    > XML e' XML, Microsoft e' seduta al tavolo
    > del consorzio.
    >
    > XDOCS fornisce gli schemi, dunque e'
    > tutto pubblico.
    >

    Anche i formati .doc e .xls sono pubblici (meglio, sono documentati) ma non credo sia concesso di utilizzarli per creare programmi che supportino questi formati, altrimenti li avrebbero gia' inseriti in OpenOffice.org, StarOffice ed altri...

    ..o mi sbaglio?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > ..o mi sbaglio?

    Si sbagli
    FDG
    10987
  • > Anche i formati .doc e .xls sono pubblici
    > (meglio, sono documentati) ma non credo sia
    > concesso di utilizzarli per creare programmi
    > che supportino questi formati, altrimenti li
    > avrebbero gia' inseriti in OpenOffice.org,
    > StarOffice ed altri...
    >
    > ..o mi sbaglio?


    A dire il vero storicamente sono stati ben poco
    documentati, comunque con XDOCS tutto
    questo dovrebbe finire...

    non+autenticato

  • > Fico!
    > Peccato che XML standard definito dal
    > consorzio W3C (http://www.w3c.org) non abbia
    > niente a che vedere con XML di M$.
    > Ricordi l'html? Prendi esempio...
    > Per la serie come rendere incompatibili dei
    > documenti usando un linguaggio standard...

    ancora co sta storia ;'))
    mi fate sbellicare per quanto NON SAPETE UN CAZZO!!!
    qualcuno ricorda il tag layer???
    mai nulla fu piu' fuori standard..
    sapete chi l'ha introdotto?
    si.. Netscape....
    tutti si sono apporpriati come hanno potuto di HTML
    la differenza l'ha fatta solo il fatto che IE si e' diffuso e Netscape 4.x e' rimasto al palo
    senno' oggi avremmo una marea di documenti che netscape leggerebbe benissimo e gli altri browser no....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > senno' oggi avremmo una marea di documenti
    > che netscape leggerebbe benissimo e gli
    > altri browser no....

    Magari documenti creati con Frontpage 200x..
    ..oops! mi sono dimenticato di abilitare l'opzione "rendi compatibile ..."!

    Eh sì! Una svista Sorride
    non+autenticato
  • > > senno' oggi avremmo una marea di documenti
    > > che netscape leggerebbe benissimo e gli
    > > altri browser no....
    >
    > Magari documenti creati con Frontpage 200x..
    > ..oops! mi sono dimenticato di abilitare
    > l'opzione "rendi compatibile ..."!
    >
    > Eh sì! Una svista Sorride

    ahahaha
    stavo aspettando che qualcuno tirasse fuori frontpageSorride)))
    frontpage, essendo un programma di merda, genera codice di merda su OGNI browser
    in questo senso e' indipendente dalla piattaformaSorride))

    il relativismo e' una bellissima cosa

    se IE usa html non standard, la colpa e'
    - di IE stesso
    - di Frontpage
    - anzi della diffusione dei due programmi sopra elencati (come se vendere molto sia una colpa di per se)
    - quindi di microsoft (colpevole di aver venduto troppo)
    - quindi di Bill gates

    e si riparte dal processo antitrust, dalla condanna, dal fatto che BG sia l'anticristo etc. etc.

    MA, se netscape fa html fuori standard, la colpa e'
    - del webmaster
    - sempre di frontpage
    - quindi di microsoft
    - quindi di Bill Gates

    notare che del webmaster che NON sa scrivere codice cross browser (vera causa dei tanti problemi di visualizzazione, oltre al fatto che la standardizzazione di html ha preso TROPPO tempo) nel caso di IE neanche si arriva a parlare

    e' incredibile che, come la si giri la si giri, c'e' sempre un unico responsabile in queste faccende
    gli altri non sbagliano mai, sbaglia solo MS
    che sbaglia, per carita, eccome se sbaglia
    ma direi che e' ampiamente nella media...
    non+autenticato

  • - Scritto da: atari
    > Non si può certo chiedere ai politici di
    > adottare solo software libero nelle
    > pubbliche amministrazioni .. ! Su dai non
    > siate comunisti !
    >
    > L'unica cosa che si può e si deve chiedere
    > ai politici è quella di utilizzare formati
    > di file "liberi" (accessibili e modificabili
    > liberamente da tutti con diversi programmi,
    > definiti pubblicamente in tutti i
    > particolari) (es. rtf, txt)...
    >
    > Lasciamo poi che siano gli utenti (e in
    > questo caso i responsabili delle pubbliche
    > amministrazioni) a decidere se utilizzare
    > Windows o Linux.....
    > Non cerchiamo di imporre Linux quando
    > Windows è meglio e viceversa......
    >

    Ma che stai dicendo?
    Guarda che il software libero non e' Linux, e' un concetto.
    Un modo di creare, non un modo di vendere.
    non+autenticato
  • Qualcuno mi spiega il significato di queste due parole?
    E mi spiega qual'e' la meglio di queste?
    non+autenticato
  • dicendogli:
    "Magic Bill!!"    quanto pietoso e viscido può essere?!?!
    non+autenticato

  • dicendogli:
    "Magic Bill!!"    

    quanto pietoso, viscido e rosicone può essere un linuzista?!?!



    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > dicendogli:
    > "Magic Bill!!"    
    >
    > quanto pietoso, viscido e rosicone può
    > essere un linuzista?!?!
    >
    >
    Ma ignorante!
    Non so sei hai capito che non ce l'avevo con il dott. Gates ma con quella faccia di culo viscida che amministra (male) le sorti di questo paesaccio....
    non+autenticato

  • Il che conferma in pieno il mio giudizio precedente.

    N.B. E' Il governo precedente che ha rinnovato i contratti con MS nella PA. Quindi l'ignorante sei te che parli di cose che non conosci.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Il che conferma in pieno il mio giudizio
    > precedente.
    >
    > N.B. E' Il governo precedente che ha
    > rinnovato i contratti con MS nella PA.
    > Quindi l'ignorante sei te che parli di cose
    > che non conosci.
    >
    Allora non ci siamo.
    Io non ho parlato di un caxxo, ho solo detto che mi fa schifo il vassallaggio di certi omuncoli nei confronti dell' uomo da autografo e stretta di mano di turno, che sia Gates o Torvalds!
    E se ancora non ci sei arrivato, non disturbarti nemmeno a rispondermi.
    non+autenticato
  • Grande Magic Bill, è e sarà sempre il numero uno. Non sta bene sputare nel piatto dove si mangia, cari forumisti.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > dicendogli:
    > "Magic Bill!!"    quanto pietoso e viscido
    > può essere?!?!

    Più che viscido è un leccaculo di merda!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > dicendogli:
    > "Magic Bill!!"    quanto pietoso e viscido
    > può essere?!?!


    Non e' servilismo... e che l'ha di nuovo confuso con Harry Potter!
    Terra2
    2332

  • - Scritto da: Terra2
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > dicendogli:
    > > "Magic Bill!!"    quanto pietoso e viscido
    > > può essere?!?!
    >
    >
    > Non e' servilismo... e che l'ha di nuovo
    > confuso con Harry Potter!
    ahuahuahau grande..bill farebbe una bella coppia coll'Harry Potter italiota Tremonti
    non+autenticato
  • peccato che il 90% della gente che usa questo SO
    non ha pagatto una lira...
    anche nelle aziende piccole ho potuto ascoltare di persona
    discorsi di manager che dicevano "io ho il crack per questo
    ho il crack per quello"
    ma che schifo.
    se linux non decolla in Italia (badate bene solo in italia ) e' solo perche voi utenti ve ne fregate di comprare software originale
    ed e' quindi logico che quando si presenta il TCO windows
    risulta meno costoso (non l'avete pagato )
    fate camminare l'economia smettete di unirvi al branco di bambinetti
    stupidi che copiano crakkano di tutto e portano il paese ad un declino tecnologico inevitabile.
    nessuno vi obbliga di usare software open source ma lameno
    giocate ad armi pari (comprando il vostro SO microsoft)
    e alla finanza chiederei di intensificare i controlli specialmente
    nelle aziende piccole e iniziare a fare una bella piazza pulita
    di tutta questa gente che fa la professionista e poi non
    paga una lira in licenze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > peccato che il 90% della gente che usa
    [SNIP]
    > paga una lira in licenze.

    le solite 40 righe piene di luoghi comuni....

    non+autenticato
  • D'altronde, i taleban-linuzzari non sanno che usare i luoghi comuni: parlano parlano, ma linux rimane sempre li' dov'era due anni fa, all'1% scarso del mercato desktop.
    Meglio che si specializzino nella loro nicchia (ovvero server e, lato client, nerds e centri sociali).

    ZioBill
    ***io venerdi' a Roma c'ero ed ero a 5 metri da Bill Gates. Che emozione.***

    - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > peccato che il 90% della gente che usa
    > [SNIP]
    > > paga una lira in licenze.
    >
    > le solite 40 righe piene di luoghi comuni....
    >
    non+autenticato

  • > Meglio che si specializzino nella loro
    > nicchia (ovvero server e, lato client, nerds
    > e centri sociali).
    io voglio diffonderlo a livello di partito e sindacato
    e sto iniziando...

    >
    > ZioBill
    > ***io venerdi' a Roma c'ero ed ero a 5 metri
    > da Bill Gates. Che emozione.***
    >
    *** Io a Roma non c'ereo e ne sono felice ci saro sabato 15 contro la guerra senza se e senza ma ***
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > D'altronde, i taleban-linuzzari non sanno
    > che usare i luoghi comuni: parlano parlano,
    > ma linux rimane sempre li' dov'era due anni
    > fa, all'1% scarso del mercato desktop.
    > Meglio che si specializzino nella loro
    > nicchia (ovvero server e, lato client, nerds
    > e centri sociali).

    Perche' non vi informate invece di parlare tanto al metro?
    Per voi una cosa funziona se "fa mercato"?
    Devono inscatolarverlo o pubblicizzarlo in tv?
    E sì che su internet ci sono le informazioni...
    ...basterebbe avere la volonta' di cercarle...

    ..o avete comprato azioni M$??

    non+autenticato
  • > E sì che su internet ci sono le
    > informazioni...
    > ...basterebbe avere la volonta' di
    > cercarle...


    qualche link *affidabile*?????????
    perche' non per cattiveria, ma lo zeitgeist di google da sempre linux intorno all 1%
    e google ritengo sia imparziale usando un cluster di migliaia di macchine linux...

    altrimenti devo credere che tu hai azioni redhat o suse...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > E sì che su internet ci sono le
    > > informazioni...
    > > ...basterebbe avere la volonta' di
    > > cercarle...
    >
    >
    > qualche link *affidabile*?????????
    > perche' non per cattiveria, ma lo zeitgeist
    > di google da sempre linux intorno all 1%
    > e google ritengo sia imparziale usando un
    > cluster di migliaia di macchine linux...
    >
    > altrimenti devo credere che tu hai azioni
    > redhat o suse...

    Red Hat e Suse sono aziende che vendono una distribuzione pacchettizzata di Linux.
    Non sono Linux.
    Riguardo alle statistiche sono questioni che non mi riguardano: non uso un programma o un SO solo perche' lo usano milioni di persone. Saranno affari loro.

    Quello che contesto e' che si mette in
    confronto un'azienda (M$) con un concetto (Open Source).

    Ricordo che ci sono programmi Open Source che possono essere usati con Windows.
    A dimostrazione che non e' il software o l'azienda ad essere contestata ma il metodo con cui il software viene creato e distribuito.

    non+autenticato

  • > Quello che contesto e' che si mette in
    > confronto un'azienda (M$) con un concetto
    > (Open Source).
    >

    quello che contesto io, oltre a quello che contesti tu, e' anche il fatto che si metta in confronto una filosofia (open source) con
    un modello di mercato (o di business).
    Dovrebbero essere due cose distinte.
    Si fa una commistione paurosa.
    Open source e' diventato il marchio per giustificare ogni cosa,
    e' open e' piu' sicuro, e' open e' di qualita' superiore, e' open i bug vengono corretti piu' in fretta, e' open lo sviluppo e' piu' rapido, costa meno, e' politically correct.. etc. etc.
    solo per contrapporsi ad un'unica azienda: Microsoft.
    Non si fa la "guerra" (di questi tempi lo so, e' una pessima metafora..) al closed, perche' le PA sono piene di installazioni di Oracle o di Sap... si fa, malcelatamente, la guerra a MS...
    Leggittimo, anzi, auspicabile per certi versi, ma e' assolutamente ambiguo il modo in cui questa cosa viene portata avanti.
    Soprattuto in relazione al fatto che poi si elargisce a piene mani dal supporto di due aziende (IBM e Sun) che hanno fatto col closed una fortuna smisurata.
    E vantano installazioni in posti molto piu' critici (banche, grandi o grandissime aziende, le nostre stesse poste girano quasi interamente su solaris) rispetto a quelli in cui si trova MS, che ha fatto fortuna con il consumer.

    > Ricordo che ci sono programmi Open Source
    > che possono essere usati con Windows.
    > A dimostrazione che non e' il software o
    > l'azienda ad essere contestata ma il metodo
    > con cui il software viene creato e
    > distribuito.
    >

    e questo a maggior ragione dovrebbe indicare quanto alla "gente" non gliene freghi niente dell'open.
    Semplicemente non lo vogliono, almeno ancora non lo vogliono
    Sul mio pc girano allegramente mozilla, miranda, ssh, cygwin eppure non c'e' nessun OS open source.
    Semplicemente non e' come dici tu, alla gente non interessa COME il software venga sviluppato.
    E contestare il metodo con cui un software viene creato, equivale ad entrare nella stanza di una persona, e spostargli tutte le sue cose, perche' il nostro ordine e' migliore del suo.
    A casa mia, saro' libero di fare come mi pare?
    Saro' libero di fare software come voglio?
    O sono libero solo se ho passato li test di conformita', rilasciato rigorosamente sotto licenza GPL?
    chiedere di essere lasciati liberi di scegliere, equivale a dare agli altri la liberta' assoluta di scegliere.
    Come usare il pc, cosa installarci, come sviluppare software, con quale licenza, come venderlo o distribuirlo.
    Sono sacrosante liberta'!!!
    Non e' libero solo chi e' open.. e gli altri? utonti...
    Da chi predica in una direzione, mi aspetto che non si lasci intrappolare nella retorica di chi predica il suo opposto.
    Ognuno dovrebbe avere la forza sostenere le proprie tesi, anche quando quelle dell'avversario sembrano avere maggior presa sulle masse.
    non+autenticato
  • hai "quasi" ragione.
    quasi, nel senso che la questione non è filosofica, ma puramente economica. E' inutile che in italia nascano 1000 lug che propagandano linux quando l'italiano medio (e in questo senso u-tonto) crede solo a quanto vede in tv e sui giornali. Bello, colorato e magari con una ragazza semi-ignudaA bocca aperta
    Bill possiede $$ => puo' comprare spazi in TV e sui giornali => convince la massa
    i LUG son spesso al verde => vanno avanti con il passaparola => convincono poche persone per volta.

    A tutto questo aggiungi il fatto che il giornalista è mediamente una persona ignorante su cio' che scrive e in ambito informatico è al top.. e ti trovi che gates è un genio dell'informatica! al limite lo sara' di marketing o di gestione aziendale.

    Sull'utonto.
    Credo che fondalmentalmente cio' che si contesta all'utonto è il fatto di "non-ragionare". Per cio' che mi riguarda è utonto chiunque sia utente di un qualsiasi tipo di servizio e che lo utilizza senza MAI chiedersi perche'.

    E' anche vero che ci sono utenti M$ che studiano il sistema che utilizzano e sanno sfruttarlo al meglio. Io stesso preferisco excel al OO.calc (?). E' semplicemente migliore IMHO. Attendo che OO.calc migliori poi passo a quello per questioni filosofiche...

    peace
    max
    42

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > D'altronde, i taleban-linuzzari non sanno
    > > che usare i luoghi comuni: parlano
    > parlano,
    > > ma linux rimane sempre li' dov'era due
    > anni
    > > fa, all'1% scarso del mercato desktop.
    > > Meglio che si specializzino nella loro
    > > nicchia (ovvero server e, lato client,
    > nerds
    > > e centri sociali).
    >
    > Perche' non vi informate invece di parlare
    > tanto al metro?
    > Per voi una cosa funziona se "fa mercato"?
    > Devono inscatolarverlo o pubblicizzarlo in
    > tv?
    > E sì che su internet ci sono le
    > informazioni...
    > ...basterebbe avere la volonta' di
    > cercarle...
    >
    > ..o avete comprato azioni M$??
    >


    ...più che chiedergli se hanno comprato azioni M$ dovresti chiedergli se le hanno copiate, sai com'è, l'abitudine....Occhiolino
    non+autenticato
  • > ZioBill
    > ***io venerdi' a Roma c'ero ed ero a 5 metri
    > da Bill Gates. Che emozione.***
    >

    Sei venuto nei pantaloni??? Vedere quel bell'uomo di Bill ti ha eccitato così tanto??
    non+autenticato
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