Giorgio Pontico

Il robot è su Facebook, e non vuole stare solo

Può una macchina suscitare l'interesse degli umani? Nel teatro del social network, un androide con sembianze umane tenterà di rapire sguardi e attenzioni dei suoi prossimi amici

Roma - Prendere uno dei più grandi umanisti del medioevo e riportarlo in vita creandogli un account su Facebook, il social network più in voga del momento: questo è quanto ha fatto un gruppo di ricercatori dell'Interactive Robots and Media Lab (IRML), branca dell'Università degli Emirati Arabi Uniti.

Il fortunato protagonista di questa iniziativa, coordinata da Nikolaus Mavridis, è il robot Ibn Sina, replica umanoide costruita ricalcando i tratti di un personaggio storico meglio conosciuto in Occidente con il nome di Avicenna: medico, matematico e filosofo grazie al quale si sono tramandati fino ai giorni nostri alcune tra le più grandi opere di antichi filosofi come Platone ed Aristotele.

Dopo aver conferito alla loro creatura la possibilità di imitare gran parte dei gesti di un normale essere umano, gli scienziati intendono proiettarla sulla Rete per saggiare le eventuali possibilità di interazione fra uomo e macchina in un contesto diverso da quello face to face. Nel corso di esperimenti precedenti, Mavridis aveva infatti rilevato una consistente perdita di interesse, da parte dell'interlocutore umano, una volta esaurito il repertorio di battute dell'automa.
Nel sistema di Ibn Sina sono stati istallati tre diversi software attraverso i quali gli sarà possibile associare i volti delle persone al relativo profilo di Facebook, analizzandolo in modo da scegliere le parole più adatte per intavolare una conversazione a seconda dei gusti della persona incontrata. Mavridis ha detto che presto eseguirà un test, della durata di un mese, all'interno dello IRML per vedere Ibn Sina all'opera. Sempre attraverso Facebook, la reincarnazione del medico persiano terrà conto dei rapporti tra le persone che incontrerà nel suo peregrinare.

In futuro i responsabili dell'ateneo arabo intendono investire molto nei programmi di robotica, con un occhio particolare per lo studio dei rapporti fra umani e robot per il quale verrà presto completato un nuovo dipartimento intitolato proprio ad Ibn Sina, e dedicato alle ricerche tecnologiche.

Certo è che se Ibn Sina dovesse fallire nell'intento di rendersi simpatico ai mucchi d'ossa che bazzicano il social network, potrà sempre imitare il suo sfortunato collega Wakamaru, passato da maggiordomo ad attore teatrale.

Giorgio Pontico
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