Alfonso Maruccia

Google, lo smartphone e il cielo stellato

L'ultima novità cucinata per Android conduce per mano l'utente nell'esplorazione dell'Universo, dei pianeti e delle stelle. Guidandolo, letteralmente, nell'individuazione degli oggetti che lo circondano

Roma - Per chi si lascia incantare dal cielo stellato ma non ha la preparazione adeguata per montare un telescopio su una montatura equatoriale, Google ha creato Sky Map, l'ultima applicazione ufficiale per il sistema operativo per dispositivi mobili Android. Il nome in questo caso tradisce l'identità del software, che rappresenta a tutti gli effetti una mappa interattiva dei corpi che si affollano nel cielo stellato, ma oltre a questo Sky Map è in grado di fare giusto "qualcosina" in più.

L'appliance usa infatti l'accelerometro e il localizzatore GPS dell'Android-phone su cui viene installata per individuare la posizione dell'utente rispetto alla porzione di cielo che si vuole osservare, e l'utente non deve far altro che puntare il dispositivo in alto per vedersi rappresentata una mappa dei corpi celesti a catalogo su sfondo blu scuro, siano essi pianeti, stelle, costellazioni, galassie e quant'altro.

L'utilizzo del GPS implica la possibilità di adoperare Sky Map in qualsiasi contesto, di giorno, di notte, all'aperto e al chiuso, anche se ovviamente l'effetto migliore lo si ottiene sotto un cielo stellato e possibilmente lontano dall'inquinamento luminoso delle città. Con Sky Map Google mette per la prima volta a frutto su piattaforme MID le competenze già acquisite nel settore "spazio&co" da oltre due anni con Google Sky.
E trattandosi di Google, tra le (invero poche) funzioni di Sky Map c'è anche la possibilità di cercare il punto esatto del cielo in cui si trova un oggetto, metti per esempio Urano: invece di presentare una lista di "link" da visitare, in questo caso l'applicazione visualizza su schermo un "mirino" con una freccia a indicare la direzione in cui spostare il dispositivo, mirino che diventa gradualmente rosso man mano che ci si avvicina all'obiettivo.

Parlando di novità riguardanti Android vale poi la pena riportare la comparsa delle prime immagini di Alpha 680, uno dei primi netbook a essere appunto equipaggiato con l'OS Linux-based di Mountain View. Basato su un processore ARM11 clockato a 533 MHz, il mini-PC è dotato di schermo LCD da 7" e risoluzione 800x480, 128 Megabyte di RAM DDR2 (espandibili a 256), 1 Gigabyte di disco SSD (espandibile a 4 GB), connettività Wi-Fi, e ovviamente tastiera+touchpad.

Unico problema di un sistema che dovrebbe costare (una volta approdato sul mercato nel terzo quarto dell'anno) circa 250 dollari sembra essere una certa incompatibilità con alcune delle applicazioni per Android disponibili sul marketplace di Google.

Alfonso Maruccia
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