Luca Annunziata

Nord Corea, 3G per tutti?

La Rete si può navigare con i cellulari. Ma solo i siti autorizzati dal governo sono visitabili. E i prezzi dei terminali sono irraggiungibili, al contrario che altrove

Roma - A dicembre, quando la notizia della nascita di una rete di terza generazione in Nord Corea era stata confermata, in molti si chiedevano quali sarebbero state le prospettive di questo network: considerata la scarsa simpatia di cui Internet gode nel paese asiatico, la possibilità che i cittadini riuscissero a fruire liberamente della connessione mobile ad alta velocità erano scarse. Eppure, una timida apertura parrebbe esserci stata.

In queste ore, infatti, l'egiziana Orascom che ha ottenuto l'esclusiva venticinquennale per la creazione e gestione di una rete UMTS sul territorio nordcoreano ha iniziato ufficialmente l'attività di commercializzazione di un'offerta destinata al pubblico consumer che comprende, oltre alla fonia, la navigazione. Con un cellulare dal costo proibitivo, per le tasche locali, di 700 dollari (circa 500 euro), è possibile chiamare e navigare attraverso il proprio device: unico neo, il novero dei siti realmente raggiungibili è piuttosto esiguo.

Gli unici indirizzi visualizzabili sono quello della Korean Central News Agency, sarebbe a dire l'agenzia di stampa governativa, e il rispettivo account Twitter: evidentemente, a scanso di equivoci le autorità hanno preferito evitare che attraverso i telefoni cellulari potessero filtrare informazioni sgradite al regime. Le restrizioni e i costi, in ogni caso, non sembrano aver frenato l'interesse dei cittadini nordcoreani che possono permettersi un cellulare: da gennaio a marzo sarebbero state 20mila le nuove utenze attivate e, secondo quanto riferito, la crescita del parco abbonati sarebbe costante.
Altrove, invece, i cellulari costano talmente poco - e lo stesso dicasi per i servizi - da spingere l'amato-odiato gadget sempre di più anche all'interno delle comunità rurali come unico avamposto della comunicazione moderna. Come raccontato sulle pagine di TechRadar, nello Zambia ad esempio ci sono già migliaia di abbonati alla locale rete GSM/EDGE, grazie ad una fitta rete di stazioni radiobase in grado di coprire il 50 per cento del territorio e l'87 per cento della popolazione.

Per sopperire alle carenze della rete fissa, gli operatori mobili del paese si sono rimboccati le maniche e hanno cercato soluzioni alternative: mancando spesso anche la corrente elettrica, oltre al doppino telefonico, hanno equipaggiato le BTS con pannelli fotovoltaici o pale eoliche e sono riusciti, grazie alla domanda iniziale delle multinazionali che operano nella regione, a garantire gli investimenti iniziali per mettere in piedi il network.

Scaricare un megabyte di informazioni costa all'incirca 20 centesimi di euro: il segnale è buono e stabile, spesso persino migliore di quello disponibile negli Internet point, tanto che sempre più spesso i più giovani utilizzano i loro terminali - quasi tutti di seconda mano e provenienti dai paesi più industrializzati - per navigare e controllare la posta elettronica, tenendosi al passo con le notizie e coltivando relazioni a distanza. Molto diffusi sono anche i servizi di home banking: curioso, visto che spesso per poter bere la popolazione deve spostarsi diversi chilometri a piedi ogni giorno, mentre quando si tratta di dare un'occhiata alla casella email non ha neppure bisogno di uscire di casa.

Luca Annunziata
4 Commenti alla Notizia Nord Corea, 3G per tutti?
Ordina