Al Pentagono si scava nelle impronte

Le tecniche biometriche di archiviazione e rilevazione delle impronte digitali per l'autenticazione ora vengono riviste, puntando ad un nuovo livello di... perfezione

Roma - Si chiama "BioEngine" la soluzione che il Ministero della Difesa americano intende mettere in campo per rendere ancora più preciso e affidabile il sistema di autenticazione basato sulla rilevazione delle impronte digitali.

Gli scanner biometrici per le impronte, già ampiamente diffusi nelle numerose strutture del Ministero, vengono utilizzati per autenticare tanto il personale militare quanto quello civile.

L'idea, ora, è di sostituire l'esistente database con un motore capace di prendere in considerazioni più dati identificativi dell'impronta ed essere quindi più preciso. Una soluzione che potrebbe indurre a ritenere che il Pentagono non sia affatto soddisfatto dei sistemi attualmente utilizzati.
La tecnologia è fornita da Identix che non ha però voluto rendere nota la consistenza della commessa governativa e si è limitata ad affermare che i propri algoritmi di confronto sono più prestanti per quanto riguarda sia le applicazioni di verifica e identificazione one-to-one sia a quelle di autenticazione one-to-many.
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