Giorgio Pontico

Mahalo, versione 2.0

Il sito-directory creato da Calacanis cambia veste. Aumentano i contenuti e diminuiscono i costi di gestione. E ora punta a eguagliare e sorpassare Wikipedia

Roma - Aria di rinnovo per Mahalo, la web directory lanciata nel 2007 da Jason Calacanis. Per stare al passo con i tempi la parola d'ordine è aumentare i contenuti, dando luogo così ad una rivoluzione che interessi il sito sotto ogni aspetto, da quello grafico a quello della collaborazione esterna, il cui contributo è stato sin qui fondamentale.

Adesso però non è più sufficiente l'attività della community: in questo prima anno di beta test sono state create pagine per circa 100mila argomenti differenti ma la spesa sostenuta finora non ha generato profitti adeguati. All'inizio della sua avventura infatti ogni nuova pagina costava a Mahalo circa 100 dollari, una cifra che nel tempo è calata dell'85 per cento: il nuovo obiettivo della startup di Santa Monica sarebbe quello di inglobare contenuti senza sborsare un centesimo, pagando i compilatori solo nel caso in cui questi siano in grado di generare proventi.

D'ora in poi sarà Mahalo ad assegnare a chi lo vorrà l'argomento da sviluppare, e al fortunato toccherà la metà esatta degli incassi. Non un grandissima somma dato che secondo le ultime stime i guadagni per pagina oscillano, tranne per alcune eccezioni, tra i 10 e i 25 dollari al mese.
Tuttavia l'idea di Calacanis è di attirare tramite questo sistema molti più utenti di quanti ce ne siano ora. Questi nuovi adepti dovrebbero costituire la spina dorsale di Mahalo 2.0, una community completamente rinnovata che secondo il suo fondatore dovrebbe divenire col tempo una valida alternativa a Wikipedia.

Le directory del nuovo Mahalo assorbiranno infatti contenuti da Flickr, YouTube e Twitter per fornire dati sempre più precisi riguardo l'argomento ricercato. Il passo fondamentale sarà poi quello di arrivare ad ospitare almeno un milione di voci che garantiscano dieci milioni di visitatori unici: un cammino arduo da percorrere sopratutto perchè il compenso per gli autori sarà elargito in Mahalo Bucks ("verdoni Mahalo"), la valuta virtuale del sito che corrisponde a circa 75 centesimi di dollaro.

In sostanza agli utenti attivi spetterà meno della metà del ricavo effettivo del loro lavoro: un ragionamento perfettamente in linea con il principio di gestione di aziende startup proposto dallo stesso Calacanis.

Giorgio Pontico
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