Alessandro Del Rosso

LiMo 2 abbraccia widget e geolocalizzazione

LiMo Foundation ha completato lo sviluppo della seconda versione della propria piattaforma software per telefoni cellulari, che ora promette di semplificare la creazione di web application per i dispositivi mobili

Roma - Quasi a braccetto con il progetto Moblin, anch'esso in procinto di rilasciare la versione 2.0 del proprio sistema operativo per MID e netbook, a metà settimana LiMo Foundation ha ultimato la seconda release (R2) della sua omonima piattaforma open source per i telefoni cellulari.

Tra le maggiori novità di LiMo R2 c'è l'implementazione della specifica BONDI di OMTP (Open Mobile Terminal Platform) Group, un'API per lo sviluppo di widget e web application per i device mobili. Secondo quanto spiegato dalla Foundation, la specifica BONDI è stata pensata per consentire agli sviluppatori di utilizzare i più diffusi strumenti di web authoring "per creare web application e widget ricchi di funzionalità capaci di girare su tutti i dispositivi LiMo R2 che supportano i web runtime".

Sebbene LiMo sia la prima piattaforma a fornire esplicito supporto a BONDI, di questa specifica esiste anche una implementazione di riferimento per Windows Mobile 6.
La nuova piattaforma LiMo introduce poi il supporto ai servizi di geolocalizzazione e include nuovi strumenti e applicazioni per la sicurezza, il multimedia e il personal information management.

La documentazione e il codice delle API di LiMo R2 potranno essere scaricati dal pubblico a partire dall'inizio dell'autunno, lo stesso periodo in cui dovrebbero raggiungere il mercato i primi telefoni basati sul nuovo sistema operativo: tali device porteranno il brand di NTT Docomo, Orange, SK Telecom, Telefonica, Verizon e Vodafone.

Come noto, l'attuale LiMo Foundation è frutto della fusione, avvenuta oltre un anno fa, tra la fondazione originale e il Linux Phone Standards (LiPS) Forum, un gruppo industriale che contava tra i suoi partecipanti colossi del calibro di British Telecom, Telecom Italia e Freescale.

Alessandro Del Rosso