
Roma - Decisamente un keynote scoppiettante. Gli oratori che si avvicendano sul palco hanno molto da raccontare e presentare, le novità ci sono e sono consistenti. Vanno pure nella direzione che in tanti, analisti e appassionati, indicavano da tempo: vale a dire la riduzione dei prezzi. Ma non è solo questione di sconti e offerte speciali,
sul piatto ci finiscono novità interessanti per l'intera gamma dei notebook con la mela: alla faccia delle
previsioni (sbagliate) della vigilia.

Prima di tutto, è bene ricordare che al WWDC si parla di sviluppatori: quindi una larga fetta delle novità presentate si riferisce al software, ma per cominciare Phil Schiller sul palco decide di parlare di Mac. Secondo i dati da lui forniti, oggi nel mondo ci sarebbero
75 milioni di utenti Apple attivi, il triplo di quanti ce n'erano due anni fa: e il merito, a quanto pare, è anche e soprattutto dei MacBook. Dunque quale migliore occasione, in barba alle tradizioni, per rinnovarli?
La notizia del giorno è che, in pratica, spariscono i MacBook:
ora i modelli Unibody introdotti lo scorso ottobre si chiamano tutti MacBook Pro, declinati nei tagli da 13, 15 e 17 pollici con CPU più potenti, dischi più capienti, tastiere retroilluminate di serie e prezzi ridotti. Batterie in polimeri di litio (più stabili di quelle li-ion) da 7 ore di durata per tutti: il prezzo da pagare per tanta autonomia è l'impossibilità di sostituire l'accumulatore, come già accade con il 17 pollici, ma secondo Apple la durata di questo componente è tale da non presentare problemi per l'intero ciclo di vita (o quasi) dell'apparecchio.
Dal 15 pollici sparisce lo slot ExpressCard, ma
fa il suo debutto un nuovo slot SD: utile per chi fa tante foto e riprese video, meno utile per chi magari ha già provveduto a dotarsi di un certo numero di accessori nell'altro formato. Discorso analogo per il 13 pollici che inoltre, udite udite, vede anche
tornare a bordo una Firewire 800: la carenza del precedente modello era troppo evidente per farla passare liscia, e alla prima occasione Apple ci ha ripensato. Il 17 pollici, infine, conserva inalterato il suo corredo di porte e espansioni.
In fatto di velocità, tutta la gamma accelera: due versioni da 13 pollici, entrambe con GeForce 9400M e un nuovo schermo più performante, montano rispettivamente un Core 2 Duo da 2,26GHz e 2GB di RAM per 1.149 euro (160GB di HD), e un Core 2 Duo da 2,53GHz con 4GB di RAM per 1.399 euro (in questo caso il disco cresce fino a 250GB). La differenza di prezzo, soprattutto alla luce dell'aumento di potenza, rispetto alla versione precedente (denominata ancora MacBook) è più che interessante con un
taglio di oltre 200 euro a fronte di optional come la tastiera retroilluminata prima non disponibili.
Il 15 pollici presenta un'offerta variegata: per 1.599 euro ci si porta a casa un Core 2 Duo da 2,53GHz, disco da 250GB, singola scheda grafica (9400M); con 1.799 euro le frequenze salgono fino a 2,66GHz, il disco lievita a 320GB, la scheda grafica si sdoppia (9400M+9600GT con 256MB di memoria dedicata); infine, con 2.099 euro si può acquistare un piccolo mostro con processore da 2,8GHz, disco da mezzo terabyte e la solita accoppiata di VGA questa volta però con 512MB personali. Quattro gigabyte di RAM per tutti (espandibile fino a 8), e sul modello di punta si può anche montare
una CPU da 3,06GHz.
Trattamento analogo per il 17 pollici: frequenza base da 2,8GHz (6MB di cache L2) espandibile fino a toccare i 3mila MHz, 4GB di RAM espandibili a 8, prezzo ritoccato verso il basso di 200 verdoni fino a 2.299 euro.
Volendo su tutti i nuovi MacBook Pro si può montare dischi a stato solido fino a 256GB, e visto che ci siamo perché non dare una sistemata pure all'Air? Con 1.399 euro si compra il modello da 1,86GHz (2GB RAM, 120GB HD), con 1.699 ci si porta a casa quello più veloce da 2,13GHz che monta pure il disco a stato solido da 128GB.
Il taglio dei prezzi, a fronte di un rilancio delle specifiche, c'è stato: una mossa che consente a Cupertino di riposizionarsi sul mercato più aggressiva, e di smorzare (ma non certo di mettere a tacere)
le critiche di coloro che indicano nel prezzo il vero tallone d'Achille dell'offerta Apple. Tutti i nuovi laptop, inoltre, sono già disponibili per l'acquisto: in tempi di crisi, più che mai, sarà il mercato a decidere se la politica portata avanti dalla Mela sia azzeccata o meno.