Giorgio Pontico

Energie rinnovabili si rinnovano

Due progetti che potrebbero essere l'embrione di una svolta. Eolico e solare potrebbero non essere più considerate solamente come fonti complementari

Roma - Altissime pale eoliche e cellule fotovoltaiche si oppongono a combustibili fossili e nucleare: nella battaglia per l'energia le fonti alternative si tirano a lucido per compensare i quantitativi di produzione, da sempre tallone d'achille delle rinnovabili, sopratutto nel settore dell'eolico.

Proprio in soccorso del vento potrebbe venire MARS (Magenn Air Rotor System), un aggeggio, progettato da Magenn, non propriamente definibile come pala eolica: sembra a prima vista un pallone aerostatico ancorato al suolo che rotea attorno ad un asse posto, differentemente dai sistemi convenzionali, in direzione parallela a quella del vento. L'elio contenuto al suo interno gli permette inoltre di raggiungere fino a mille piedi di altitudine, una quota che secondo i tecnici sarebbe ottimale per catturare i jet stream fino a 100 km/h.

Secondo i suoi creatori MARS potrebbe essere accostato a un generatore diesel: un'accoppiata che garantirebbe costi di produzione intorno ai venti centesimi di dollaro per kilowattora, tagliando del 75 per cento l'attuale spesa per l'energia prodotta dai soli impianti diesel.
MARS avrebbe poi ulteriori vantaggi rispetto ai metodi attuali come la possibilità di essere facilmente trasportabile a seconda delle necessità di impiego: basterebbe infatti sgonfiarlo, piegarlo e per poi dispiegarlo nella località prescelta. Tuttavia alcuni temono che in caso di tempeste o uragani queste nuove wind farm, e chi gli sta intorno, correrebbero seri rischi.

Nel campo dell'energia solare invece è impegnata Xunlight, startup con sede a Toledo in Ohio: la novità sono pannelli solari flessibili e più potenti rispetto a quelli attualmente in commercio e che secondo il presidente dell'azienda, Xunming Deng, potrebbero essere la base per un futuro accumulatore portatile: "Sarà possibile portarlo con sè - spiega Deng - per caricare la batteria del laptop ovunque ci si trovi".

Più che di pannelli si tratta in realtà di una pellicola applicata ad un sottilissimo strato di acciaio largo circa un metro e lungo cinque metri e mezzo.

La maggiore efficienza di questi moduli solari rispetto a quelli odierni è stata ottenuta costruendo celle fotovoltaiche più piccole (1 µm contro 150-200 µm di quelle classiche) e con tre diversi tipi di materiale: una caratteristica che dovrebbe permettere di catturare energia da un'area più ampia dello spettro solare.

Dal punto di vista economico questa idea potrebbe trovare un buon riscontro su un mercato che, dopo il tonfo degli ultimi mesi, starebbe attraversando un periodo di leggera ripresa. Condizioni ideali dunque che secondo Johanna Schmidtke, analista di Lux Research, dovranno essere suffragate dalla capacità dell'azienda di produrre a livello industriale i propri pannelli: "Se riusciranno ad abbassare i costi - sostiene Schmidtke - aumentando la dimensione dei pannelli avranno un vantaggio enorme rispetto alla concorrenza".

Giorgio Pontico
178 Commenti alla Notizia Energie rinnovabili si rinnovano
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  • Buonpomeriggio,
    sono a chiedere un aiuto, un grande aiuto sull'argomento BIOMASSE. Comprendo che l'argomento è assai vasto e molti sono i pareri, ma vorrrei sapere e comprendere una serie di cose sulle centrali a biomassa che utilizzano quale combustibile scarti della lavorazione del legno per la produzione di energia elettrica e acqua calda, (cogenerazione).
    Che effetto hanno sull'ambiente dal punto di vista di inquinamento ambientale?alcune polveri sottili non sono trattenute da nessun filtro e di risulta vi sono le ceneri che risultano essere materiale tossico.
    Sicuramente inquinano meno dei combustibili fossili, ma possibile che non vi siano altre energie alternative su cui investire?oltre naturalmente al fotovoltaico che a quanto pare non riesce a soddisfare i bisogni-colpa forse della poca ricerca in tal senso? ecc.
    un grazie
  • www.iter.org (Francia, ma il maggiore finanziatore e' l'italia): richiedera' circa 50MW di energia elettrica per funzionare, 110 per accendersi e DOVREBBE restituirne 500.
    Le scorie prodotte hanno un tempo di dimezzamento pari a 12 anni. Il primo plasma verra' prodotto intorno al 2016, il consumo di carburante sara' di circa 250kg tra deuterio e litio l'anno.

    https://lasers.llnl.gov/ (USA 100%)
    il primo "motore a scoppio" termonucleare, 192 laser consumeranno circa 110MW di energia in 0,2*10^-8 secondi per ottenerne in cambio circa 800. Costruzione iniziata nel 1998 e' imminente la messa in opera.

    Questi sono solo alcuni prototipi, altrettanto promettente e' il lavoro sulla fusione fredda svolto dal professor Arata (cerca cold fusion arata su google), ma ancora ben lontano dall'efficienza di questi due progetti che invece sono in dirittura d'arrivo.

    A differenza delle centrali a fissione, queste centrali a fusione non possono subire incidenti significativi e in caso di problemi il peggio che puo' accadere e' la fuoriuscita di materiali debolmente radioattivi e dalla vita breve: a differenza delle centrali a fissione, la fusione "controllata" che va fuori controllo puo' solo spegnersi.

    Comunque prevedo i soliti piagnistei dei soliti ecoglioni quando una di queste centrali sara' costruita in italia.

    --
    GT
  • Siamo in troppi sul groppone di questa povera Terra. Possiamo fare tutti i risparmi che vogliamo, ma se non ci limitiamo sulle nascite andremo prima o poi a fare la fine dei primi abitanti dell'isola di Pasqua, perchè di pianeti Terra ne esiste uno solo alla nostra portata, e non me ne frega niente se qualcuno ipotizza la presenza di uno analogo a mille anni luce.
    non+autenticato
  • in Spagna ora hanno questo:
    http://www.ecoblog.it/post/3106/in-spagna-trionfa-...

    noi invece avremo 4 centrali nucleari.. tra undici anni.... Forse
    non+autenticato
  • Già... e anche in Francia stanno costruendo eolico in quantità, le centrali nucleari non le faranno più.
    E venderanno a noi imbecilli Italiani la loro tecnologia...
    non+autenticato
  • Mah la Navarra non mi sembra fra le regioni più industrializzate oltre alle dimensioni (che contano nel distorcere le percentuali).

    Per quanto riguarda la Spagna ha le sue belle centrali nucleari oltre ai suoi mulini e pannelli, e fidatevi se dico che il vento non manca mai come lo spazio vuoto per il fotovoltaico.

    Per me comunque il punto cruciale è la DIFFERENZIAZIONE delle fonti in modo da destreggiarsi e compensare pregi e difetti. Siamo noi italiani che non abbiamo un piano strategico energetico credibile e andiamo avanti tappando buchi, certo le centrali nucleari sono una bella pezza ma se non le completi con eolico e solare spostiamo solo il problema nel tempo.

    Per quanto riguarda l'efficenza e i costi delle fonti alternative vorrei puntualizzare che la scelta di cosa costruire deve basarsi sui dati attuali; mi interessa poco se fra 20 anni il solare sarà efficienti. Il fatto è che la centrale devo costruirla ORA con le caratteristiche che ORA sono disponibili; fra ventanni si valuterà cosa costruire.
  • Allora basteranno 3 millepiedi per costruire una centrale pulita! Le mie vacche, galline, conigli, campi, orto e frutteto ringraziano sentitamente!!! A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
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