Giorgio Pontico

USA, robo-braccia per tutti

Un gruppo di ricercatori finanziati dal governo sta migliorando la tecnologia su cui si basano le protesi mediche. I primi risultati sarebbero incoraggianti

Roma - I laboratori della Deka Research and Development Corporation stanno portando avanti un programma di tre anni per testare su larga scala arti robotici, talmente evoluti da essere in grado di replicare molti movimenti fino ad oggi impossibilida eseguire per meccanismi analoghi.

Il fine ultimo dell'iniziativa è quello di rendere facilmente accessibili, sopratutto per i veterani di guerra, questo tipo ausili medici.

Con i 100 milioni di dollari iniettati da DARPA e con l'appoggio del Department of Veteran Affairs si è arrivati a costruire una protesi robotica controllabile attraverso una serie di sensori posti in una scarpa: sarebbe possibile utilizzare il braccio meccanico facendo pressione in diversi punti della calzatura a seconda dei movimenti desiderati.


Il primo tester ufficiale è stato Frederick Downs, direttore del Veteran Affair's Prosthetic and Sensory Aids Service che perse un braccio in Vietnam: "Non è difficile - ha spiegato - imparare a controllare i movimenti della protesi". Non è escluso che in futuro possano essere implementati dei sensori a comando miolettrico, al fine di azionare anche questo tipo di protesi attraverso gli impulsi cerebrali. (G.P.)
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