Giorgio Pontico

Time: i contenuti vanno pagati

I vertici paragonano la musica alle news: perché non dovrebbe funzionare?

Roma - Il CEO di Time, Ann Moore, ha affidato ad uno dei suoi sottoposti l'incarico trovare il modo per rendere commercialmente validi i media digitali. Sostanzialmente la manager statunitense vorrebbe chiudere il vaso di Pandora apertosi con l'avvento dell'era digitale: l'accesso gratuito a qualsiasi tipo di contenuto Web.

Il ruolo di protagonista per questa impresa tutt'altro che semplice sarà interpretato da John Squires, attuale EVP di Time che sembra avere le idee chiare in proposito: "Non viviamo in un mondo parallelo - spiega Squires - siamo consapevoli delle difficoltà di trovare una soluzione, ma iTunes ha dimostrato che gli utenti sono disposti a pagare un prezzo ragionevole se messi di fronte ad un buon prodotto".

Nonostante ciò Time non è fra quelle aziende che additano Google come principale causa del crollo dell'industria dell'informazione. Squires ha precisato di non far parte di quel coro: "Crediamo di dover trovare un metodo per far fruttare le nostre news, magari attraverso un sistema di sottoscrizione".
Nulla di nuovo se si pensa alle dichiarazioni di Murdoch di qualche settimana fa, anche se stavolta non è chiaro se verranno creati nuovi contenuti ad hoc oppure altri verranno rinchiusi entro le mura del balzello online. (G.P.)
6 Commenti alla Notizia Time: i contenuti vanno pagati
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  • e ke ci fanno con 100.000 dollari manco 5 giornalisti ci pagano. lol....qua si parla di decine di milioni altro che 100mila dollari lol...
    non+autenticato
  • Se loro ritengono di dover ricevere denaro per i contenuti messi in rete che lo chiedano. Il libero mercato in fondo si compone di domanda e offerta. Loro creano l'offerta, vediamo se a questo seguirà la domanda. Anche se in genere il mercato funziona a rovescio, cioè prima c'è la domanda, a cui si sottopone l'offerta... vedremo!
    Per conto mio, continuerò a cercare chi fornisca contenuti free.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lallo
    > Se loro ritengono di dover ricevere denaro per i
    > contenuti messi in rete che lo chiedano. Il
    > libero mercato in fondo si compone di domanda e
    > offerta. Loro creano l'offerta, vediamo se a
    > questo seguirà la domanda. Anche se in genere il
    > mercato funziona a rovescio, cioè prima c'è la
    > domanda, a cui si sottopone l'offerta...
    > vedremo!
    > Per conto mio, continuerò a cercare chi fornisca
    > contenuti
    > free.

    Non solo, ma anche ammesso che riescano a trovare un piccolo spazio di mercato, dovranno rassegnarsi ad una cosa inevitabile: guadagnare meno di quello che hanno guadagnato fino ad ora. D'altra parte Internet, per sua natura, crea "canali diretti" e quindi diminuisce drasticamente la necessità di intermediatori. Se un certo business è frutto dell'esclusiva e dell'intermediazione, questo non può che venire ridimensionato dalla rete, specie poi se tratta generi immateriali come le notizie e non, che so, frigoriferi o automobili, che non possono venire facilmente "downloadate" da un sito web.
    non+autenticato
  • Secondo me una parte degli attuali utenti si indirizzerà verso altre testate, ma se il prezzo fosse ragionevole e i contenuti di qualità, non è assurdo pensare che possano guadagnarci.
    Personalmente se mi proponessero un anno di abbonamento a 10$ potrei farci un pensierino e ogni 10 mila lettori sarebbero 100.000$ annui di entrate che non mi sembrano pochi (considerando che ora non prendono niente e che cmq verrebbero integrati dalla pubblicità)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Secondo me una parte degli attuali utenti si
    > indirizzerà verso altre testate, ma se il prezzo
    > fosse ragionevole e i contenuti di qualità, non è
    > assurdo pensare che possano
    > guadagnarci.
    > Personalmente se mi proponessero un anno di
    > abbonamento a 10$ potrei farci un pensierino e
    > ogni 10 mila lettori sarebbero 100.000$ annui di
    > entrate che non mi sembrano pochi (considerando
    > che ora non prendono niente e che cmq verrebbero
    > integrati dalla
    > pubblicità)

    Non prendono niente dici? E la pubblicità sulle loro pagine chi la paga?
    non+autenticato
  • Anche se sono abituato a leggere le notizie da un sito, se questo diventa a pagamento ne scelgo un altro... e comunque, se anche tutti i giornali online decidessero di diventare a pagamento (fantascienza, basta che solo uno non si adegui e catturerebbe subito il 90% dell'audience degli altri), c' è sempre WikiNotizie (http://it.wikinews.org), magari è un po' meno fornito, ma non potrà mai diventare a pagamento (e se aumenta l' audience, aumentano anche i contenuti). Visto il modo in cui le testate "tradizionali" danno le notizie, non possono di certo dire che wikinews è poco affidabile.

    Pare proprio che non abbiano imparato nulla dalla lezione di encarta... la gente non paga per ciò che può (e vuole) avere gratis.
    non+autenticato