Giorgio Pontico

USA, stop agli anonimi sul web

Una questione di commenti su un quotidiano online. Il giudice vuole i nomi di chi ha criticato il procuratore

Roma - Thomas Mitchell, editore della testata online Las Vegas Review Journal, si è trovato a dover affrontare l'azione legale del procuratore generale del Nevada, il quale ha ordinato al giornale di rendere noti i nominativi degli autori di due commenti anonimi ritenuti pericolosi.

Erano ben nascosti nella miriade di post relativi ad un articolo in cui si parlava della probabile condanna di un businessman locale, ma non sono sfuggiti all'occhio della legge: all'editore è stato chiesto di fornire indirizzi, numeri di telefono, nome dei provider, indirizzi IP e numeri di carta di credito.

Non si è però tenuto conto che gli utenti in questione hanno espresso il loro pensiero sotto uno pseudonimo, il che impedisce di adempiere a tali richieste. Richieste alle quali Mitchell non intende rispondere in nessun caso, appellandosi al Primo Emendamento che garantisce la libertà di parola anche dietro la maschera dell'anonimato.
Accogliendo in parte le parole di Mitchell la corte statunitense aveva diminuito le sue pretese, diventate a quel punto accettabili per l'editore, ma non per American Civil Liberties Union of Nevada che ha nuovamente bollato l'operato del procuratore come irragionevole: "Non crediamo - spiega l'associazione - che quel tipo di commenti meriti così tanta attenzione da parte di un organo statale".

Secca è arrivata la replica del giudice distrettuale David Ezra: "Questo provvedimento - spiega - è stato emesso per garantire la sicurezza dei giuristi impegnati nel caso". Tra questi vi è il procuratore J. Gregory Damm, che oltre ad essersi occupato del caso discusso nell'articolo ha anche ordinato il provvedimento nei confronti del giornale. (G.P.)
10 Commenti alla Notizia USA, stop agli anonimi sul web
Ordina
  • è EVIDENTE come in usa la libertà delle persone sia tutelata,ed è sintomatico che essa sia stabilita nel primo emendamento-in usa i gestori delle piattaforme non forniscono mai i dati personali degli utenti neanche con il mandato di un giudice-
    In italia i gestori delle piattaforme non solo oscurano blog e siti a propio piacimento facendo si che la censura diventi un normale strumento politico e un normale stile di vita,ma è sufficente una telefonata di qualche funzionario di polizia postale a far cagare sotto i gestori che come delle laide spie spiattellano ogni informazione possibile su qualsiasi utente.
    Ricordo che qualche tempo fa una ragazza in inghilterra è stata licenziata per aver espresso opinioni non gradite al propio capo ufficio.
    Chi vuole togliere l'anonimato dalla rete non si rende conto delle conseguenze che queste possono provocare.
  • su internet no all'anonimato in parlamento si al voto segreto
    non+autenticato
  • non si capisce bene se sia un'asserzione o un paradosso, ma in entrambi i casi, non condivido. La segretezza del voto garantisce ai parlamentari la libertà di votare secondo la propria opinione, eventualmente contro le indicazioni del proprio partito (il suo lato aberrante è la "vendita" del voto agli avversari del proprio partito per tonaconto personale: vedi campagna acquisti berlusconiana ai tempi della caduta Prodi). L'anonimato su internet poi, non si tocca, Iran docet.
  • ok liberta' di parola, ma anche l'anonimato non va bene.

    Se uno ha qualcosa di valido da dire, la dice a volto scoperto. Invece con l'anonimato uno fa un po' quel che vuole, puo anche raccontare un sacco di balle.

    A voi vi piace arrivare su PI e vedere come primo post un bel "APPLE/WINDOWS/LINUX AL TAPPETO". Se l'intelligente personcina non avesse avuto il dono dell'anonimato forse avrebbe scritto qualcosa di piu' sensato, no?

    Ok, ci possono essere delle eccezioni, sul blog di Bin Laden eviteri di mettere il mio nome...

    (ahh oops anchio sto scrivendo da anonimo, ma non tanto, sono Loris Batacchi, ufficio pacchi)
    non+autenticato
  • Loris Batacchi scrive:

    Se uno ha qualcosa di valido da dire, la dice a volto scoperto. Invece con l'anonimato uno fa un po' quel che vuole, puo anche raccontare un sacco di balle.

    In realtà succede proprio il contrario: personaggi pubblici che raccontano un sacco di balle (e a reti unificate), qualche anonimo e ben crittato che dice la verità (in rete). L'anonimato è un principio sacro, da difendere coi denti.

    L'idea un po' ingenua che se qualcuno ha qualcosa da dire deve farlo "da uomo", a volto scoperto, non tiene conto dell'enorme disparità di potere tra chi parla e chi può fartene passare la voglia. Chi può minacciarci fa già tutto il possibile perchè procediamo all'autocensura, non siamo affatto così liberi come si crede ...
  • > In realtà succede proprio il contrario:
    > personaggi pubblici che raccontano un sacco di
    > balle (e a reti unificate), qualche anonimo e ben
    > crittato che dice la verità (in rete).
    > L'anonimato è un principio sacro, da difendere
    > coi
    > denti.
    >
    > L'idea un po' ingenua che se qualcuno ha qualcosa
    > da dire deve farlo "da uomo", a volto scoperto,
    > non tiene conto dell'enorme disparità di potere
    > tra chi parla e chi può fartene passare la
    > voglia. Chi può minacciarci fa già tutto il
    > possibile perchè procediamo all'autocensura, non
    > siamo affatto così liberi come si crede
    > ...
    Senza dimenticarsi le teste di cavallo, anonime, ma di cui sai benissimo il mittente...
    non+autenticato
  • - Scritto da: etherodox
    > In realtà succede proprio il contrario:
    > personaggi pubblici che raccontano un sacco di
    > balle (e a reti unificate), qualche anonimo e ben
    > crittato che dice la verità (in rete).
    > L'anonimato è un principio sacro, da difendere
    > coi
    > denti.
    >
    > L'idea un po' ingenua che se qualcuno ha qualcosa
    > da dire deve farlo "da uomo", a volto scoperto,
    > non tiene conto dell'enorme disparità di potere
    > tra chi parla e chi può fartene passare la
    > voglia. Chi può minacciarci fa già tutto il
    > possibile perchè procediamo all'autocensura, non
    > siamo affatto così liberi come si crede
    > ...

    Quanto c'hai ragione (purtroppo) A bocca storta
    non+autenticato
  • "Questo provvedimento - spiega - è stato emesso per garantire la sicurezza dei giuristi impegnati nel caso". Tra questi vi è il procuratore J. Gregory Damm, che oltre ad essersi occupato del caso discusso nell'articolo ha anche ordinato il provvedimento nei confronti del giornale."

    Ovviamente... siamo alle solite...
  • Pure lì è passata la carlucci LOL
    non+autenticato
  • > Pure lì è passata la carlucci LOL
    sopra il procuratore?A bocca aperta
    non+autenticato