Sun pompa i server Unix

Lo storico produttore di server Unix aggiorna la linea di server di fascia media e alta e taglia i prezzi. Obiettivo: contrastare l'avanzata dei sistemi Intel-based su cui girano Linux e Windows

Santa Clara (USA) - Se Linux e Windows hanno cominciato ad erodere quote di mercato a Unix e spingere gli analisti a pronosticare una rapida fine del dominio delle piattaforme Unix/RISC, Sun sembra sempre più decisa a dimostrare come l'accoppiata Solaris/Sparc sia ancora la scelta migliore nel mondo enterprise, soprattutto quando si parla di sistemi hi-end.

Ed è proprio nella fascia di mercato più alta che Sun propone alcuni modelli aggiornati di suoi server Sun Fire, chiamati Starcat+, e un nuovo modello a 12 processori, il Sun Fire v1280, destinato a mandare in pensione il vecchio Sun Fire 3800.

Sui suoi server Sun Fire top-end, fra cui il 4800 da 12 processori, il 6800 da 24 processori, il 12K da 36 processori e il 15K da 72 processori, Sun ha adottato un nuovo processore a 1,2 GHz: oltre che più veloce, questo nuovo modello di UltraSparc III promette di dissipare il 30% in meno di calore.
Sun sta anche lavorando al suo UltraSparc IV, un chip dual-core che porterà i vantaggi di due differenti tipi di architetture di calcolo: una tipicamente orientata alle applicazioni di calcolo estremo ed una tipicamente utilizzata in campi come le transazioni finanziarie e l'accesso ai database. La sfida, in questo caso, è ai Power4 di IBM e agli imminenti Power5, che Big Blue utilizzerà il prossimo anno su di un server a 64 processori il cui nome in codice è Armada.

Per contrastare la concorrenza dei server a basso costo basati su architettura Intel, Sun ha poi deciso di tagliare il prezzo di buona parte dei propri sistemi di fascia media e alta fino al 35%.

Sun ha più volte deriso l'architettura very long instruction word (VLIW) di Itanium definendola "bizzarra" e sostenendo invece che i suoi chip UltraSparc hanno un roseo futuro: fra i vantaggi citati da Sun c'è l'architettura RISC super collaudata, le elevate prestazioni e la possibilità, da parte dei clienti, di scalare in alto senza necessariamente dover riscrivere tutto il proprio software.

Intel sostiene per contro che l'architettura RISC, nata nei primi anni '80, stia ormai incontrando limiti insuperabili e soprattutto non consenta la produzione di chip a basso costo. Con il progetto Itanium, Intel ha invece puntato molto sull'economicità dei chip e sulla possibilità di rendere l'architettura a 64 bit sempre più di massa.
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