Luca Annunziata

Processo a YouTube, in aula a settembre

Problemi procedurali, udienza rimandata

Roma - Se ne riparlerà a fine estate, anzi in autunno: l'interprete designato - in Tribunale possono operare solo professionisti accreditati - era malato, e dunque sarebbe stato impossibile per i teste stranieri rendere le proprie dichiarazioni. Il processo a YouTube, che vede coinvolti quattro dirigenti di BigG, riprenderà il 29 settembre.

L'udienza non era cominciata sotto i migliori auspici: la vicenda, che riguarda la pubblicazione di un video in cui un minore affetto da sindrome di Down viene preso di mira da alcuni coetanei, è al centro dell'attenzione dei media internazionali per la chiamata sul banco degli imputati del fornitore del servizio per violazione della privacy, e visto che il procedimento va avanti nonostante nel frattempo i genitori della vittima abbiano ritirato la denuncia. Pertanto in aula erano presenti i corrispondenti dei principali quotidiani internazionali, fatti uscire prima dell'inizio dell'udienza.

La richiesta di un procedimento a porte chiuse era giunta dalla difesa: la Corte ha acconsentito, nonostante la pubblica accusa avesse invece dato parere favorevole alla presenza in aula dei reporter. Un'ulteriore occasione di attrito e polemica, che probabilmente non mancherà di suscitare qualche altra battaglia procedurale alla prossima udienza.
In ogni caso, non ci sarebbe stato molto da raccontare. Mancando l'interprete, la cui presenza risulta fondamentale anche per la stesura del verbale, non era fisicamente possibile per l'ingegnere di Google chiamato a testimoniare rendere le proprie dichiarazioni: i magistrati non sono tenuti a comprendere l'idioma di Albione, né si può costringere il teste a parlare italiano. Se ne riparlerà a settembre, quindi, quando auspicabilmente il problema della lingua potrà essere superato. (L.A.)
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