Alfonso Maruccia

RIAA non risparmia nessuno

Il presunto utente condivisore non ha nemmeno un computer. Caso chiuso, a favore della difesa. E gli artisti non stanno più con le major

Roma - L'ultima vicenda in cui è incappata RIAA dice molto sul senso (o la sua mancanza) della guerra ai consumatori in cui finora si è attivamente impegnato il braccio armato delle major: l'industria della musica aveva accusato di violazione del copyright a mezzo P2P una cittadina che non era nemmeno dotata di computer.

Il caso UMG Recordings v. Roy, uno di quelli ancora attivi della crociata legale contro gli utenti prima del presunto cambio di rotta e il coinvolgimento dei fornitori di connettività, vede contrapposti i membri di RIAA e la signora Mavis Roy di Hudson, New Hampshire, accusata di aver indebitamente scaricato e distribuito online centinaia di brani musicali con la susseguente infrazione del copyright. Nel 2007 alla signora Roy fu fatta pervenire una lettera che la metteva davanti alla sua (presunta) malefatta, consigliandole altresì di accedere a un sito web per pagare una somma in denaro con cui risolvere la querelle.

Ma la signora Roy ignorò la richiesta, considerandola nei mesi successivi come un tentativo di truffa perché in realtà lei non aveva nemmeno il PC e mai avrebbe potuto commettere lo sharing di cui veniva accusata da RIAA & sodali. Le convocazioni davanti alla corte che sono poi seguite all'avvio della causa da parte delle major hanno permesso a Roy e alla sua difesa di mettere in discussione le "prove" raccolte da RIAA, prove che in definitiva si sono rivelate impalpabili e hanno portato a un accordo tra le parti in cui nessuno dei due ha dovuto alcunché all'altra.
Il caso è stato chiuso, la signora Roy potrebbe denunciare i discografici per le vessazioni subite senza motivo nel nome di un copyright che non guarda in faccia a nessuno men che meno agli innocenti. Nonostante la conclusione positiva della sua vicenda, la donna si è detta "turbata per il fatto che le etichette musicali possano trattare in questo modo i cittadini americani onesti".

RIAA sta combattendo per difendere la propria immagine e il proprio ruolo, e se l'organizzazione può dirsi soddisfatta per come sono andate le cose nella clamorosa sentenza del secondo processo Thomas, sostenendo che far pagare qualche milione di dollari per 24 MP3 sia una cosa giusta e in linea col pensiero della maggioranza, gli artisti continuano a prendere le distanze.

Dopo l'attacco di Moby, che ha parlato senza mezzi termini della necessità di far scomparire dalla faccia della terra gli avvoltoi legali nutriti nella mangiatoia di RIAA, tocca ora al cantante Richard Marx farsi sentire dicendo di provare "vergogna per il fatto che il mio nome sia associato alla vicenda". Marx è l'autore di uno dei 24 brani che Jammie Thomas avrebbe condiviso sul network di KaZaa, è per quanto non metta in discussione la responsabilità legale della donna si dice altresì convinto del fatto che RIAA e l'industria discografica nel suo complesso servano oramai soltanto ai loro propri interessi, pensando a "spremere i consumatori e a riempirsi le tasche" invece di fare il possibile per fornire ai consumatori la migliore musica possibile.

Alfonso Maruccia
14 Commenti alla Notizia RIAA non risparmia nessuno
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  • ...scegliere a caso nominativi dall'elenco del telefono (ammesso che la RIAA faccia veramente così) è un'idea diabolicamente geniale: siccome lo sharing è un fenomeno diffusissimo, si inviano lettere minatorie ai "fortunati" estratti, così da fargli credere di essere stati scoperti da qualche cybercop. Certo, c'è sempre il rischio di fare figuracce come in questo caso, ma se le probabilità di trovare un vero "colpevole" (oppure un fesso od un pavido che preferisce pagare piuttosto che avere contro i migliori "pescecani" sulla piazza) sono piuttosto alte, tanto vale provare, no?
    Indiavolato
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    Modificato dall' autore il 29 giugno 2009 21.39
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  • Ma se uno comincia a mandare lettere a destra e a manca pretendendo risarcimenti per danni inesistenti in conseguenza di fatti mai avvenuti, e minacciando gravi conseguenze in caso di inadempimento, non si tratta di truffa ed estorsione?
    non+autenticato
  • Sì, esattamente.
    H5N1
    1641
  • beh il "registro-italiano-in-internet" lo fa... per quanto mi riguarda dovrebbero mandarli in galera e far sparire la chiave
    non+autenticato
  • no, perché per la legge che ormai vige nel mondo "sei colpevole fino a prova contraria", quindi la riaa prima ti denuncia (magari prendono persone a caso dall'elenco telefonico), poi sta a te dimostrare che sei innocente, tanto loro hanno i soldi per farlo, e sparando nel mucchio, sicuramente qualcosa trovano

    è come fanno in italia le multe, segnano n targhe a caso poi inventano varie multe e le spediscono, il 90% le pagano senza batter ciglio, il restante 10% fanno ricorso, è statistica,lo stato comunque ha guadagnato
    certo poi capita di sentire multe fatte perché qualcuno guidava parlando col cellulare a sordo-muti, ma tanto basta non parlarne più, e le persone se ne scordano facilmente
    non+autenticato
  • Si vabbé, la denuncia deve comunque avere una base sostanziale sulla quale appoggiarsi. Alla domanda "sulla base di cosa vengo accusato?", loro devono darti risposta o l'accusa é nulla: non possono dirmi che mi denunciano perché ho un cognome da criminale o la scarface!!!A bocca aperta
  • - Scritto da: Lybra1983
    > Si vabbé, la denuncia deve comunque avere una
    > base sostanziale sulla quale appoggiarsi. Alla
    > domanda "sulla base di cosa vengo accusato?",
    > loro devono darti risposta o l'accusa é nulla:
    > non possono dirmi che mi denunciano perché ho un
    > cognome da criminale o la scarface!!!
    >A bocca aperta

    "E se un'idea ve la siete fatta, venite a dirmela di persona. Sulla lapide c'é scritto il mio nome: Luigi... GIANluigi... Gianluigi BOMBATOMICA"
  • eh.. come ti capisco.


    ciao,
    Jimmy Il Pedofilo
    non+autenticato
  • - Scritto da: man
    > Ma se uno comincia a mandare lettere a destra e a
    > manca pretendendo risarcimenti per danni
    > inesistenti in conseguenza di fatti mai avvenuti,
    > e minacciando gravi conseguenze in caso di
    > inadempimento, non si tratta di truffa ed
    > estorsione?

    La RAI lo fa regolarmente: manda lettere a tutti quelli che non risultano nei suoi archivi INTIMANDOGLI di pagare il canone e ricordandogli che il canone è dovuto anche per il solo possesso di un PC.
    Naturalmente, loro non sanno minimamente se tu hai un televisore o un pc, ma la lettera è scritta come una minaccia...
    Quindi ormai siamo arrivati all'assurdo: si minaccia nel mucchio, sperando che quelli che non hanno scaricato ignorino la lettera (tanto un paio di videocassette copiate le hanno tutti, quindi nessuno si lamenta...) e gli altri paghino....
    non+autenticato
  • Carlo Gubitosa
    Elogio della Pirateria

    http://www.gugli.org/elogio_della_pirateria-carlo_...
    Licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.0
    non+autenticato
  • Thanks for sharing...
    H5N1
    1641
  • BAH..

    GIA' ANDARE FIERI DEL TERMINE PIRATA NON E' UNA BELLA COSA...

    PIU' CHE ALTRO LA PARTE "ROMANTICA" DELLA COSA ALLA FINE VIENE BILANCIATA DAL FATTO REALE DI QUELLO CHE FU ED E' LA PIRATERIA PROPRIAMENTE DETTA...


    IL DISCORSO NON E' QUELLO DI METTERE INSIEME GRAFFITI E EMULE...

    QUESTI SONO PERICOLOSISSIMI GIOCHI INTELLETUALI CHE E' MEGLIO LASCIARE APPUNTO AGLI INTELLETTUALOIDI DI SINISTRA...


    IL DISCORSO SERIO DA FARE E' CHE LE MULTINAZIONLI VEDONO IN QUESTE PRATICHE LO SCAVALCAMENTO DEL LORO RUOLO.

    IN PRATICA IL DANNO NON E' SULL'ARTISTA(LUI CAMPA CMQ CON I CONCERTI...ANZI PIU' GENTE ASCOLTA LA SUA MUSICA PIU' GENTE VERRA' AI CONCERTI...IN POTENZA ALMENO)

    MA IL DANNO ECONOMICO E' PER TUTTO IL MARKETING CHE SVILISCE L'OPERA ARTISTICA PER LO SFRUTTAMENTO ECONOMICO DEL BRANO DELL'AUTORE FINO ALL'ULTIMO CENT.

    STIAMO PARLANDO DI TUTTA QUELLA PLETORA DI PERSONE CHE NON SERVE AD UN CAZZO SE NON A FAR GIRARE GLI INGRANAGGI DEL SISTEMA.

    UN PO' COME AVVIENE PER I CONTADINI(ARTISTA) CHE VENDONO IL PROPRIO PRODOTTO(CANZONE) ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE(CASA DISCOGRAFICA) AD UN PREZZO NETTAMENTE INFERIORE A QUANTO LA GRANDE DISTRIBUZIONE RUBERA' DAI PORTAFOGLI DEI CONSUMATORI...

    SI DIRA' "ANCHE LORO DEVONO MANGIARE"...
    MA NON VI SEMBRA CHE ABBIANO GIA' MANGIATO ABBASTANZA???

    TOLTO QUELLO CHE E' DOVUTO ALL'ARTISTA POSSIBILE CHE TUTTO IL RESTO COSTI AL CONSUMATORE 20 VOLTE TANTO????

    A QUESTO PUNTO SINCERAMENTE PREFERISCO DARE IL GIUSTO ALL'ARTISTA IN FORMA DIRETTA.


    E GLI AVVOCATI ,I MANAGER,I DESIGNER???

    C'E' TANTA TERRA DA ZAPPARE...NON SI PUO' LASCIARE QUEI LAVORI AGLI IMMAGRATI...

    MENO MANAGER(TANTO NON SANNO FARE IL LORE MESTIERE LO HANNO DIMOSTRATO A PIU' RIPRESE) E SUCCHIATORI DI SANGUE E PIU'CONTADINI...

    SERVE GENTE CHE PRODUCA NON GENTE CHE VIVE SUL GENIO O SULL'ARTE ALTRUI...

    ESEMPIO:

    QUELLI CHE HANNO ACCUSATO LA SIGNORA DOVREBBERO ESSERE TUTTI LICENZIATI PER L'ERRORE GROSSOLANO CHE HANNO COMMESSO.

    INVECE DI PERSEGUITARE UNA SIGNORA INNOCENTE TUTTI A ZAPPARE UN PO' LA TERRA...

    COSI' GIUSTO PER IMPARARE LA PAROLA RISPETTO E LA PAROLA RESPONSABILITA'...

    ITALIANI!!!!!!
    non+autenticato
  • Tutto molto giusto ma ti consiglio di camBIARE TASTIERA SE HAI IL CAPS LOCK INCHIODATO OK?

    Per il resto sono con te al 100% Occhiolino
  • Avrei qualcosina da ridire, o meglio da chiarire.
    Fermo restando che il tuo discorso non fa una grinza e, tutto sommato, lo approvo con le dovute distanze c'è da aggiungervi qualcosa.
    Così come il termine "hacker" è stato modificato dalla stampa fino ad assumere le denotazioni negative che la gente ormai dà per scontate (sei un'hacker? allora entri nei siti della Nasa...) allora andrebbe rivisto anche il termine "pirata" alla luce delle connotazioni interllettualoidi di oggi o della stampa o di chi più ne ha più ne metta.
    Ma non è una questione di termini.
    E' una questione di diritto e di principio dello Stato di Diritto (se qualche brandello ancora sopravvive).

    PS: ti faccio notare che non è gradevole scrivere tutto in maiuscolo.
    H5N1
    1641