Vincenzo Gentile

App Store: donnine sė, donnine no

Lo store di Apple registra l'ennesimo blocco ad un'applicazione pregna di graziose donzelle in posa. Lo stop, per Cupertino, si deve al comportamento scorretto dell'autore

Roma - Č stata interpretata come un netto cambio di rotta rispetto alle politiche commerciali di Apple, a parere di molti spesso al limite del bacchettonismo, la vicenda che qualcuno ha addirittura definito come lo sbarco della pornografia su App Store. Il protagonista è Hottest Girls applicazione il cui nome parla chiaro: mette a disposizione migliaia di foto di giovani più o meno discinte, ha fatto registrare il sold out. E si è fatta espellere.

Chi ha già testato l'applicazione, venduta al prezzo di due dollari, sembra disposto a giurare che le immagini proposte non sarebbero molto più scandalose di quanto è possibile vedere in TV: qualche capezzolo e molto softcore, nudo - per così dire - artistico. Una volta installata sul dispositivo, l'applicazione propone un set di quattro immagini, ognuna delle quali può essere ingrandita e, se particolarmente apprezzata, salvata nella propria galleria di immagini.

Dopo le prime 4 immagini si passa a quelle successive, che verranno scaricate dal server e visualizzate sul display del dispositivo. Il sistema, oltre a fornire alcune sezioni tra cui quelle dedicate alle bellezze bionde, brune, asiatiche e in costume, offre anche un servizio di rating delle immagini, utile a carpire meglio i gusti dei numerosi utenti che hanno acquistato il servizio e ad indirizzare il corso degli update che verranno distribuiti gratuitamente in futuro.
Comunque, nonostante l'applicazione sia normalmente comparsa sull'App Store, la sua repentina rimozione ha dato vita ad un piccolo giallo: vi sarebbe stato un ripensamento da parte dell'azienda californiana. A dissipare ogni possibile dubbio è stato l'ideatore dell'applicazione, secondo il quale le vendite sarebbero state sospese per l'eccesso di domanda da parte degli utenti. Ciò avrebbe sovraccaricato letteralmente i server legati all'applicazione, rendendo necessario lo stop onde evitare ulteriori disagi.

Nonostante ciò, dell'applicazione non sembra essere rimasta alcuna traccia: secondo i più maligni nella rimozione ci sarebbe lo zampino di Apple, ipotesi che sarebbe confermata da una nota inviata dalla Mela per chiarire quanto successo. A quanto pare, dopo aver ottenuto l'inserimento dell'applicazione, stando al parere di Apple, gli sviluppatori avrebbero pilotato dal loro server contenuti non ammessi dal regolamento imposto dall'azienda.

Difficile ipotizzare quale sarà il destino dell'applicazione, dal momento che non è dato sapere con precisione quali possano essere i contenuti non graditi ad Apple. In molti potrebbero pensare ad immagini più pruriginose di una bella donna ammiccante, ma dall'introduzione del sistema di parental control sul firmware 3.0 appena rilasciato, problematiche del genere dovrebbero essere superate.

Vincenzo Gentile
9 Commenti alla Notizia App Store: donnine sė, donnine no
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  • "Č stata interpretata come un netto cambio di rotta rispetto alle politiche commerciali di Apple"

    "secondo i più maligni nella rimozione ci sarebbe lo zampino di Apple, ipotesi che sarebbe confermata da una nota inviata dalla Mela per chiarire quanto successo"

    Come al solito Punto Informatico si dimostra una cloaca di giornalismo. Vi sta sulle palle la Apple e dovete trovare il marcio anche quando ricevete palate di verità sulla faccia.
    Signor Gentile, lei un comunicato ufficiale di Apple lo chiama una ipotesi ? Una posizione chiara su un argomento come la pornografia lo chiama "bacchettonismo" (ah già, "secondo alcuni", mica Lei ! che però ci scrive un mediocre articolo ?
    Lo chiama "ripensamento" quando la nota ufficiale, nel caso sapesse leggere e magari capire l'inglese, spiega chiaramente che lo sviluppatore ha "truffato" il sistema uploadando le immagini dal suo server, sapendo benissimo di non poterlo fare ?

    La posizione di Apple è chiara, no porno, è sempre stato cosi, comprese le tette che vede in televisione a casa sua. Le piace ? bene, non le piace ? Si compri un altro smartphone e corra in bagno con quello.
  • Gentile lettore,

    Grazie per i sempre graditi complimenti.

    Come illustrato correttamente da Vincenzo, la vicenda ha vissuto momenti di incertezza fino al chiarimento di Apple. Resta da chiedersi come mai Apple non applichi lo stesso tipo di controllo parentale anche su Safari.

    Un affettuoso saluto,Occhiolino
    LA
  • Non capisco il paragone, dato che Safari è un browser multipiattaforma - che gira anche su Windows - e Internet non è uno store privato di una azienda - in cui l'azienda stessa può applicare i parametri che preferisce.

    Secondo me conviene attendere la posizione ufficiale di Apple prima di scrivere una notizia che altrimenti sa soltanto di cronaca rosa (come questa) ed ha ben poco di giornalistico. Un giornalista dovrebbe verificare le fonti e sentire tutte le parti, non pubblicare una notizia incompleta prima che sia stata chiarita, solo per pubblicarla un'ora prima.


    Cordiali saluti
  • Se ci deve essere libertà di scelta, per i contenuti, è mia opinione che ci debba essere sempre. Vale per gli store, tanto più che c'è il controllo parentale, vale per il traffico in Rete etc etc.

    Quanto alle verifiche, sono state fatte. Tanto è vero che la prima uscita su questa notizia era ben diversa da quelle lette altrove. E poi i fatti si evolvono, la storia è un flusso di eventi.

    Faccio un esempio paradossale: quanti, nel 1943, avevano idea degli orrori dell'Olocausto? Pochi. Si è scoperto solo dopo. Ma ciò non toglie che, comunque la si guardasse, la seconda guerra mondiale era stata fino ad allora comunque un evento terribile. Col senno di poi, pure peggio. Ma non è che si sia dovuto attendere la fine del processo di Norimberga per dirlo, si sapeva pure prima: oppure sospendiamo ogni giudizio e resoconto su tutto fino alla parola definitiva? E qual è? Chi la pronuncia? Chi lo decide?

    Nel caso specifico: Apple spesso non commenta questi avvenimenti. E se non lo avesse fatto neppure questa volta? Non avremmo dovuto raccontare che, per qualche ora, su AppStore si sono viste donnine scosciate?Sorride

    Un saluto,
    L
  • Personalmente sono d'accordo con te circa la libertà di poter fruire dei contenuti che si preferisce. Vedo la cosa però dal punto di vista dell'azienda Apple (deformazione professionale: non sono un giornalista, sono il manager di un'azienda, per di più, una telco, e non una delle più piccole).

    Apple offre uno store dove, per politica, decide di filtrare i contenuti in modo "pesante" perché questo è il suo approccio "di qualità" verso il suo pubblico - offre soltanto applicazioni che rispettano certe regole e dà quindi la garanzia che funzionino. Potrebbe aver seguito la strada dell'"apertura" come l'Android Market di Google che offre persino le NDK e sceglie di non "censurare" le applicazioni. Ma dal momento che scegli la strada del "controllo", si tratta semplicemente di essere conseguenti, io non ci vedo nulla di scandalistico.

    Ricordo che Apple vende iPhone anche in nazioni come il Bahrain o l'Arabia Saudita o il Qatar, dove puoi andare in galera anche solo perché ti metti a chiaccherare con una donna che non è tua moglie... i termini di utilizzo sono imposti da politiche commerciali, non credo da volontà di censura o simili, che per un'azienda sono soltanto un costo (monitorare tutte quelle applicazioni non deve essere facile - per questo di solito vengono rimosse a posteriori...).

    Se all'utente non piace, può scegliere Android o Symbian. Se sceglie Apple, sa che la politica è questa - è sempre stata questa, e non vedo come possa reggere il paragone con Safari. Un browser web non può essere considerato responsabile per i contenuti visitati dall'utente. Se vogliamo forgiare questo nuovo paradigma, penso che ci porti lontano - provi a scrivere un articolo che difenda questa posizione su Punto Informatico, vedo già le folle di gente che risponde in ogni modo Sorride

    Non commento circa la verifica delle fonti e altro - mi fido ciecamente. Mi chiedo ancora però - si è aspettato il commento ufficiale per scrivere l'articolo? dal titolo e dal tono dell'articolo non sembrerebbe. Ma ripeto - mi fido e non ho commenti a proposito.

    Per inciso, un sacco di gente sapeva dei massacri Nazisti ed ha deliberatamente scelto di non fare nulla. (altri hanno scelto di fare qualcosa, solo oggi si è fatto un film sull'operazione Valkirye, dipingendolo come un atto eroico di pochi, ma in realtà c'erano moltissimi Tedeschi contro Hitler). Era assolutamente chiaro almeno agli alti vertici di tutte le nazioni, tant'è che la storia documentale ha provato che per esempio, il Papa ha deliberatamente scelto di non far nulla a proposito. (e la Storia è comunque controversa a proposito, è famoso il fatto che il numero degli Ebrei morti durante la seconda guerra mondiale è stranamente oscillato tra i 6 ed i 3 milioni - come si possa essere incerti su numeri così grandi non è chiaro - ci sono sicuramente interessi enormi dietro a questi morti, e questa è probabilmente la verità più terribile di cui magari non si vuole parlare).

    Esattamente come tutti gli intellettuali comunisti negli anni '30, '40 e '50 sapevano benissimo dei progrom di Stalin, ma si sentivano in dovere di "schierarsi" comunque, perché non essere stalinisti significava comunque essere parte del problema - pensi a Brecht, Gyorgy Lucas, Sartre, etc... ma questo non vuol dire che non sapessero o che non si sapesse cosa succedeva, ma che c'erano un sacco di circostanze che spingevano a ridefinire il problema come secondario. Oggi può sembrare ridicolo... ma la storia è un pochetto più complessa di come la si dipinge, a volte.

    I giornalisti fanno benissimo a commentare ed è il loro lavoro quello di sollevare dubbi e fare domande. LO IMPARASSERO GLI PSEUDO GIORNALISTI ITALIANI, tutti pagati dai politicanti di turno... anche grazie a loro l'Italia si ritrova i politici (ed i manager delle grandi aziende, per inciso) che si ritrova. (uno dei motivi per cui vivo all'estero)

    Nel fatto specifico, mi pare di capire che Apple commenti quando le viene richiesto un commento. Ma anche che in questo caso il problema non era soltanto di donnine sconce (per inciso, una donna nuda non ha nulla di "sconcio" in sé, sconci sono i pensieri dei maschi che le ossevano...) ma il procedimento tecnico secondo cui le immagini vengono caricate.

    Scusi per la prolissità nella risposta

    Cordiali saluti
  • C'è la notizia perché Apple non vuole le donnine su AppStore e per qualche ora ci sono.
    C'è altra notizia se spariscono.
    C'è altra notizia se Apple smentisce la ricostruzione fatta dall'autore dell'applicazione.

    PI le riporta tutte, man mano che accadono. I giudizi li lascia ai propri lettori.Occhiolino

    L
  • Ohh non sapevo mica fosse un musical! Io l'ho scoperto giocando a WoW AnonimoRotola dal ridere

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    non+autenticato
  • Ops ho fatto un casino Imbarazzato

    non+autenticato