Giorgio Pontico

Google dà, Google toglie

Ascentive fa causa a BigG per non cadere nell'oblio

Roma - Essere o non essere, su Google. Questo è il problema che assilla non solo chi produce le notizie che vanno poi a rimpinguare le directory di Google News. Se da una parte le maggiori testate giornalistiche sembrerebbero non gradire troppo i click ricevuti attraverso BigG, c'è chi per comparire tra i risultati di ricerca è disposto a fargli causa.

È il caso di Ascentive, un'azienda statunitense che dopo essersi vista confiscare il proprio pagerank si è rivolta al tribunale per avere giustizia.

L'attuale stadio di sviluppo di Internet fa sì che Google giochi un ruolo fondamentale: arbitro e demiurgo della Rete allo stesso tempo. Entrare e rimanere nelle grazie di Mountain View è una necessità irrinunciabile per qualsiasi soggetto che voglia farsi notare sul Web. L'azione giuridica avviata da Ascentive, nonostante gli osservatori sottolineino abbia scarse probabilità di successo, ne è la prova.
Ormai non basta più la presenza in Internet per dimostrarsi aggiornati: è necessario versare la propria satura lanx al dio Google affinché egli sia propizio. Attenzione dunque a non farlo irritare, poiché la sua furia costerà ai sacrileghi l'esilio perpetuo dai Campi Elisi della Rete. Dritti dritti nel Google Hell. (G.P.)
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