Alfonso Maruccia

Germania, telefonate e SMS sponsorizzati

Un carrier è pronto a regalare minuti e messaggi in cambio di pubblicità. Profilata e il poco invasiva, assicura. Agli abbonati l'ardua sentenza

Roma - A chi proprio non va giù la proliferazione dell'advertising in ogni pertugio di comunicazione privata la cosa non piacerà granché, ma il carrier tedesco E-Plus è nondimeno in procinto di avviare un nuovo "servizio" per i suoi clienti: che in cambio della pubblicità restituisce favori telefonici sotto forma di minuti aggiuntivi, messaggi testuali gratuiti e via di questo passo.

Sarà Alcatel-Lucent a fornire a E-Plus l'apparecchiatura necessaria per gestire il programma di advertising, e a scanso di equivoci questo tipo di "servizio" verrà offerto solo dopo aver avuto la conferma della volontà dell'utente di prendervi parte. Il cliente dovrà insomma passare una fase di opt-in assolutamente volontaria, in cui tra l'altro fornirà dati e informazioni di natura demografica a Gettings, la sussidiaria di E-Plus che si occupa della raccolta di tali informazioni e della somministrazione degli ads.

Una volta accettate le condizioni del servizio, le comunicazioni, i messaggi e gli ads passeranno per uno stesso server, e l'utente avrà la possibilità di modificare i parametri di ricezione della pubblicità specificando cose come la restrizione entro una particolare fascia oraria e altro ancora. Fermo restando che il numero di ads da trasmettere sia compreso tra le 10 e le 25 unità settimanali.
Nelle dichiarazioni dei diretti interessati, la campagna pubblicitaria di Gettings/E-Plus si basa su un'attenta selezione di messaggi pubblicitari basata sulle informazioni fornite dagli utenti, a cui verranno forniti contenuti compatibili con i loro interessi. "E importante che questa campagna non venga vista come spam" dice il product manager di Alcate-Lucent Kurt Broucke, "ed è importante che gli ads siano interessanti per l'utente finale".

Sulla stessa linea di pensiero procede Daniel Euler, managing director di Gettings, che sottolinea come l'advertising non debba essere percepito "come un fastidio", soprattutto quando si tratta di messaggi promozionali veicolati attraverso i telefonini. Dopotutto si parla di un mercato dal valore di 160 milioni di dollari (nel 2008), che secondo gli analisti dovrebbe arrivare sino a 3,1 miliardi entro il 2013.

Alfonso Maruccia
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