IEEE chiede una revisione del DMCA

Gli ingegneri che lavorano sulle nuove tecnologie temono che pubblicare i risultati delle ricerche possa portare a procedimenti contro di loro. A rischio anche i siti web

Washington (USA) - La divisione americana dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers, meglio noto come IEEE, ha formalmente chiesto al Congresso americano di rivedere o almeno di chiarire il famigerato Digital Millennium Copyright Act (DMCA), la legge statunitense sul copyright nell'era digitale.

Prendendo spunto da alcuni casi di cronaca che hanno messo in luce pericolose caratteristiche del DMCA, l'importante organizzazione internazionale di ingegneri e tecnici impegnati nello sviluppo delle nuove tecnologie, ritiene che i propri membri allo stato delle cose siano a rischio.

IEEE si riferisce in particolare ai celeberrimi casi che coinvolgono il docente di Princeton Edward Felten e l'hacker russo Dmitry Sklyarov. Due casi dai quali emerge che la pubblicazione dei risultati di certe ricerche scientifiche può portare all'attivazione di procedimenti legali contro i ricercatori (Felten) oppure che la ricerca in materia di cifratura e decifrazione rappresenti in pratica un ulteriore azzardo giudiziario per chi ne è autore (Sklyarov).
L'organizzazione, che l'anno scorso ha svincolato i propri membri dal seguire sempre e comunque quanto dettato dal DMCA, chiede dunque al Congresso di chiarire questi punti perché nella situazione attuale si verifica una imponente limitazione alla libertà di ricerca con il conseguente gravissimo impatto sul progresso scientifico.
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