Luca Annunziata

Mamma Jammie farÓ ricorso

Secondo i legali della donna, niente accordi. Si va allo scontro costituzionale

Roma - Il terzo round dello scontro Thomas-Rasset contro le major musicali ci sarà e per il momento ruoterà attorno all'ammontare dei danni. Secondo quanto riferito dai legali di Jammie, la loro cliente è seriamente intenzionata a depositare una richiesta di appello.

Niente accordo con i discografici, dunque: nonostante una telefonata sia giunta agli avvocati - Joe Sibley e Kiwi Camara - che seguono il caso per conto della madre del Minesota, nonostante la proposta dell'industria musicale di cercare una via extragiudiziale per consentire alla donna di pagare il suo debito con la giustizia.

Secondo quanto dichiarato da Sibley, Jammie intende "presentare appello sulla costituzionalità dell'ammontare del risarcimento danni: sarà uno dei temi principali, vale a dire la sproporzione tra la cifra stabilita e il danno eventualmente arrecato". Come accaduto dopo la prima sentenza, quella da 222mila dollari, la strategia per convincere il giudice ad accogliere la richiesta d'appello ruoterà attorno a quegli 1,92 milioni di dollari di risarcimento deliberati dalla giuria, che Thomas-Rasset non intende e non può permettersi di pagare.
La faccenda, dunque, andrà per le lunghe: mamma Jammie ha già fatto sapere di non voler accettare alcun compromesso nel quale sia obbligata a risarcire anche un solo centesimo o sia costretta ad ammettere la sua colpevolezza. Dal canto loro, i discografici hanno ribadito la loro assoluta disponibilità a cercare una via amichevole per chiudere la faccenda: ovviamente, ponendo le loro condizioni forti di due verdetti di colpevolezza. (L.A.)
2 Commenti alla Notizia Mamma Jammie farÓ ricorso
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  • Le auguro anche stavolta buona fortuna, sperando che le vada meglio; però, ormai ho i miei dubbi, anche se dalla sporca tastiera che sto usando in questo momento non posso capire il suo stato d'animo.
    Io non so come mi sarei comportato in una circostanza simile; probabilmente, prima di prendere una decisione avrei ascoltato le proposte dei tiranni del copyright e dei loro squali in giacca e cravatta. Poi, nel caso peggiore avrei sperato in una reazione (civile, s'intende) dei consumatori ed anche (perché no?) di molti artisti. Forse un boicottaggio in grande stile potrebbe rendere le major più serie e più produttive.
    Mi domando se le case discografiche - che dovrebbero essere concorrenti - non possano proprio fare a meno di un cartello come la RIAA.
  • A mio avviso, l'unica maniera di smuovere minimamente le major e l'opinione pubblica è di fare una Class Action... Sinceramente ritengo una follia che una persona debba pagare quasi due milioni per aver infranto un copyright... Si trattasse si una persona giuridica sarebbe anche giusto, ma la legge non per nulla fa differenza tra persone e associazioni di persone.
    non+autenticato