Vincenzo Gentile

Amazon preoccupa gli editori

Il rischio della creazione di un controllo assoluto sul mercato degli ebook impensierisce autori e addetti ai lavori. Mentre Amazon abbassa il prezzo di Kindle 2

Roma - Il crescente successo della serie di ebook reader di Amazon, che ha di recente imposto un taglio di ben 60 dollari al prezzo di listino di Kindle 2, turba sogni e prospettive dei vari editori che hanno stretto partnership con l'azienda statunitense: nonostante Amazon fornisca loro accordi che permettono di guadagnare molto di più della carta stampata, il timore diffuso tra i vari editori è che Amazon riesca senza troppi sforzi a lucchettare l'intero settore e a disporne a proprio piacimento.

La responsabilità di previsioni simili sarebbe da imputarsi, secondo l'opinione degli editori, al crescente successo della serie Kindle, che potrebbe consegnare nelle mani di Amazon le redini dell'intero settore, costruendo intorno al mondo degli ebook un ecosistema simile a quello instaurato da Apple per l'accoppiata iPod/iTunes.

Ad esternare il malumore è ancora una volta la Authors Guild statunitense che per voce del suo presidente ha spiegato i motivi che generano apprensione tra gli editori: "L'intera industria del settore è un po' nervosa riguardo a Kindle e alla possibilità che Amazon blocchi l'intero mercato degli ebook", malumore confermato anche da un portavoce di Hachette, secondo il quale "nessuno del settore vuole che Amazon diventi l'unico posto in cui sia possibile acquistare libri".
Nonostante ciò, è innegabile come - dati alla mano - il contratto con Amazon fornisca agli editori un certo vantaggio economico, dal momento che oltre al ricavato derivato dalla vendita in esclusiva dei diritti, agli editori viene garantito anche un guadagno di circa 2,15 dollari, ben più dei pochi centesimi a copia ottenuti con la carta stampata. Comunque, agli editori l'idea di non poter alimentare il mercato con proposte che tendano ad accrescere la concorrenza, sembra non andare giù.

Per questo motivo gli editori accolgono con interesse le proposte tecnologiche avanzate dalla concorrenza, Sony su tutte, nella speranza di rompere gli schemi di Amazon che, comunque, potrebbe rinverdire il successo a livello consumer grazie al taglio di prezzo di 60 dollari applicato al Kindle 2, il dispositivo introdotto all'inizio dell'anno che ha riscosso un notevole successo di pubblico, seppur tra polemiche e bavagli.

Vincenzo Gentile
7 Commenti alla Notizia Amazon preoccupa gli editori
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  • si rimboccassero le maniche e PROPONESSERO delle alternative?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Internet ha portato con se i germi della grande liberalizzazione, ma a quanto sembra, c'è sempre qualcuno che spera ancora di difendere il suo monopolio .
    Il primo settore a essere sconvolto è stato quello musicale, poi quello video e adesso c'è quello dei libri.
    E' ovvio che la stragrande maggioranza dei diritti d'autore dei "classici" è scaduta, gli editori con gli e-book rischiano di perdere una bella fetta dei loro guadagni.
    Non soloma se si dovesse aggiungere un fenomeno tipo E-mule per i libri, allora le grandi case editrici finirebbero con le pezze al sedere.
    Ma nessuno ha il minimo dubbio che gli editori hanno già perso, ferfino la carta stampata è data per spacciata.
    E' chiaro che i vecchi modelli di business sono tramontati definitivamente, cercare di difendere il vecchio è anacronistico, se non addirittura inutile.
    Anche i tentativi di Amazzon di costituire a sua volta monopoli, è pura illusione.
    Il sistema delle lobby che ha funzionato per tanti decenni è inefficiente di fronte al nuovo scernario socio-tecnico-politico.
    La spinta sociale alla liberazione è fortissima, la spinta tecnologica è inarrestabile e imprevedibile, dal punto di vista politico ci sono paesi come Cina, India, Brasile e Russia che non hanno nessuna voglia di subire monopoli di società straniere, anzi cercano in tutti i modi di aggredire il mercato con propri formati e modelli.
    Oggi vi è in atto una vera guerra non solo fra il vecchio e il nuovo, ma anche fra gruppi geopolitici diversi.
    I nuovi standard di ADSL a oltre 100 megabit metteranno una croce anche sul mezzo di comunicazione per eccellenza cioè la TV.
    Nel momento in cui anche i vari monopoli televisivi sarànno minacciati, vedremo gli ultimi inutili tentativi, di difesa estrema.
    Ma sarà sempre tutto inutile gli antichi privilegi e protezioni sono belli che persi.
    Potremo raccontare un giorno di aver vissuto la più grande rivoluzione sociale della storia.
  • - Scritto da: Odissea2001

    > Internet ha portato con se i germi della grande
    > liberalizzazione, ma a quanto sembra, c'è sempre
    > qualcuno che spera ancora di difendere il suo
    > monopolio.

    Quoto tutto!

    Almeno loro però si sono svegliati e stanno puntando su Sony e altri, perché hanno capito che la rete è il futuro.

    Invece nell'audio-video, dopo anni di iTunes e di p2p, non lo hanno ancora capito, e cercano in tutti i modi di opporsi allo tsunami che li sta investendo.

    Paradossalmente sono più moderni gli editori di libri che quelli di audio-video...

    Bye.
    Shu
    1232
  • > E' chiaro che i vecchi modelli di business sono
    > tramontati definitivamente, cercare di difendere
    > il vecchio è anacronistico, se non addirittura
    > inutile.

    Ma quali sono i NUOVI modelli di business? c'e' qualcuno che ne parla? siamo sicuri che non stia saltando del tutto il business dei prodotti NON materiali?
    non+autenticato
  • "E' tutta una questione di soldi. Il resto è conversazione."

    [Gordon Gekko]


    "Ah, ecco perché la gente scarica invece di comprare."

    [Utente di Internet]

    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • la tradizionale distribuzione e' semplicemente superata dalla tecnologia: la nuova non costa piu nulla, e da invece la disponibilita di tutto.

    la vecchia distribuzione, per necessita tecnologica, e' stata finora fusa con la promozione, si e' mangiata tutti i profitti, creando un degradato starsystem e colpevole penuria di beni artistici con danno enorme alla cultura: andrebbero processati e spogliati dei beni accumulati.

    Gli editori dovranno rinunciare ad una fetta cospiqua, perche' il loro lavoro e' stato sostituito in buona parte dai computer. Finche non ne prendono atto (e meno li si supporta meglio e', altro che leggi per proteggerli! sarebbe come costrigerci per legge a scrivere a mano i documenti legali per salvare i calligrafi) non uscira un nuovo modello di business,

    che possa remunerare correttamente gli autori (per 10 o 15 non certo per 100 anni, e a pagamento, come i brevetti, cosi o promuove o liberi tutti), e remunerare anche chi promuove le opere (oggettivanete sono una pluralita di attori, non il solo editore, molti no profit, molta concorrenza,i costi dovranno avvicinarsi alle spese).
    non+autenticato
  • Il serpente cambia pelle, ma non cambia cibo.

    E solo unq questione di tempo e poi i vari monopolisti controlleranno anche le nuove forme di mercato.

    Forse sono pessimista, ma la storia mi da ragione. Sono sempre le stesse poche famiglie che controllano l'economia globale. Oramai da troppe generazioni.
    non+autenticato