Federica Ricca

L'Europa vuole saperne di più su Book Search

Appena annunciata un'interrogazione sull'accordo da 125 milioni di dollari tra Google e gli editori. In attesa delle decisioni d'oltreoceano, su questa sponda si adotta la linea morbida

Roma - Secondo Associated Press, la Commissione Europea avrebbe deciso di intervenire nella vicenda di Google Book Search, chiedendo ad editori e autori di spiegare quali effetti potrebbe avere sul diritto d'autore in Europa.

Dopo esplicite richieste portate avanti da Germania, Gran Bretagna e Francia, l'Unione Europea aveva già fatto sapere di volersi occupare della controversia e adesso avrebbe deciso di farlo con una semplice interrogazione e non una formale inchiesta.

L'interrogazione avverrà il 7 settembre e prevede l'analisi del patteggiamento da 125 milioni di dollari deciso da Google e dall'associazione degli editori statunitensi lo scorso ottobre. L'accordo milionario era stato il momento conclusivo di una lunga controversia e aveva portato, oltre all'istituzione di un registro degli autori, soprattutto alla possibilità di digitalizzare libri fuori catalogo ma protetti da copyright.
Lo scopo dell'interrogazione appena annunciata dalla UE sarebbe proprio quello di evidenziare eventuali conseguenze negative dell'accordo sul mercato editoriale del Vecchio Continente, nonostante riguardi per ora solo gli States.

Non è la prima volta che la mossa di Google viene messa sotto accusa. La divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia a stelle e strisce ha già aperto un'inchiesta sulle possibili implicazioni illegittime dell'accordo dello scorso anno.

Così, dopo l'intervento dell'Antitrust USA, ora anche l'Unione Europea decide di raccogliere le opinioni delle categorie interessate. Entro il 4 settembre gli autori europei possono rendere nota la loro intenzione di rifiutare l'invito inviato loro tre settimane fa.

Tutto questo si somma alla notizia che rappresentanti di oltre 139mila librerie statunitensi avrebbero contestato l'accordo e chiesto maggiore tutela legale negli Stati Uniti per la propria attività.

Federica Ricca
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