Federica Ricca

Come ti turlupino l'aeroporto

Un ragazzo britannico crea una finta compagnia aerea, una finta identità, un finto patrimonio. E tutti, o quasi, ci cascano

Roma - La lezione di Frank Abagnale, raccontata da Stieven Spielberg nel film "Prova a prendermi", è stata recepita Oltremanica. Un diciassettenne dello Yorkshire è riuscito a convincere l'aviazione britannica di essere un magnate intenzionato a lanciare una nuova compagnia aerea, quasi come Abagnale riuscì ad ingannare il sistema aeroportuale statunitense fingendosi pilota della Pan Am.

La prima mossa del ragazzo è stata la creazione di uno pseudonimo, Adam Tait, la seconda di un'identità, un ventenne in possesso di una flotta, e infine il coinvolgimento di due socii in realtà inesistenti. Dopo aver partecipato ad una riunione di quasi due ore e aver convinto il direttore di uno scalo aeroportuale, Mister Tait avrebbe dovuto presentarsi per un secondo incontro.

Il ragazzo, di cui non si conosce per il momento il vero nome, aveva creato due siti internet per la American Global Group, la finta società proprietaria della flotta, e per la Island Airways, la compagnia che Tait fingeva di voler lanciare. Pur non essendo possibile risalire ai proprietari dei domini e verificarne l'effettiva paternità, una semplice ricerca su Google conduce su due url apparentemente verosimili: agshipping.net e islandairways.com.
A scoprire l'inganno è stata una rivista sulla quale il diciassettenne era riuscito a far pubblicare articoli riguardanti la sua finta attività imprenditoriale. Il magazine Airliner World, infatti, aveva indagato sulle sedi e gli indirizzi indicati dal giovane, e una volta scoperto l'inganno ha allertato le autorità. (F.R.)
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