Google compra Blogger!

di Massimo Moruzzi - Da qualche ora la novità scuote il mondo dei blog e altre importanti porzioni della rete tra i dubbi di chi apprezza o teme il celeberrimo motore di ricerca. Cinque domande per iniziare a capirci qualcosa

Google compra Blogger!Roma - Google compra Blogger, e ovviamente la cosa fa notizia. Tante opinioni, tante domande, tanti dubbi. Ecco come la penso io.

Prima domanda: può essere pericoloso per Google entrare nel mercato dei servizi a pagamento? Perchè mai? Io penso anzi che prima o poi inizieranno ad offrire un loro servizio di webmail a pagamento, senza pubblicità e con potenti filtri anti-spam. Abbiamo già le prove che se offri un servizio utile - pensa a eBay per i venditori - la gente è disposta a pagare. Non solo: se consideriamo che Pyra Labs (Blogger) era già in attivo, davvero non vedo quale possa essere il pericolo.

Seconda domanda: Google cercherà di imporre Blogger come lo standard per i weblog a scapito di Radio Userland, Movable Type etc? Certo che sì, faranno del loro meglio per offrire un servizio più semplice e migliore degli altri. Certo che no, sarebbe semplicemente suicida barare e provare ad aiutare i blog di Blogger nei ranking del proprio motore di ricerca e penalizzare gli altri. Semplicemente, sono troppo intelligenti per fare una cosa così stupida.
Terza domanda: perchè hanno comprato Blogger? Per evitare che se lo comprasse AOL, Yahoo! o MSN, ad esempio. Qualunque cosa decidano di farne, io li ringrazio già solo per questo. Inizieranno a vendere pubblicità? Era già nei piani, vedi pyrads.com. Piuttosto, sono pronto a scommettere che elimineranno il banner pubblicitario dai weblog ai quali danno hosting gratuito. Al suo posto, un box per la ricerca. Più facile, più utile, più redditizio (Google fa utili vendendo pubblicità).

Quarta domanda: perchè hanno comprato Blogger? Perchè più aiutano - prima col ranking del motore di ricerca che favoriva i weblog, e adesso direttamente - i contenuti decentralizzati, più sottraggono "audience" ai portali. Meno audience, meno revenue pubblicitarie. Viceversa, più il Web diventa decentralizzato, più diventa importante il servizio che ci aiuterà ad orientarci in questa meravigliosa giungla, ovvero Google stesso. Presto i portali perderanno di peso e Google rimarrà l'unico grande "media". Più audience, più pubblicità. Semplice, no?

Quinta domanda: perchè hanno comprato Blogger? Hai presente il nuovo servizio che hanno lanciato, Google News? I blog possono essere utili a Google per due motivi. Da un lato, possono aiutare a capire - attraverso il numero di link - quali argomenti e quali articoli sono più popolari ed interessanti. Dall'altro, potrebbero presto diventare essi stessi fonte di notizie, editoriali e commenti da offrire a pagamento in un nuovo e più avanzato servizio Google News. Fra qualche anno leggeremo Google News, non più il New York Times. Evviva!

Massimo Moruzzi
responsabile di meetic.it
e d o t - c o m a *:o)
TAG: mercato
41 Commenti alla Notizia Google compra Blogger!
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  • L'unica differenza è la notorietà, quindi direi di si, il blog è per narcisisti.
    non+autenticato
  • magari spiegare che roba e' il blogger no ?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > magari spiegare che roba e' il blogger no ?

    NO. La mission dei tecnofili opinion-makers è mettere in bocca alla gente il maggior numero possibile di parole strambe e nuove ogni mese, nel tentativo (vano) di creare uno scimmiottamento dei linguaggi specialistici "alti" che copra la carenza di contenuti e la mancanza di dignità scientifica delle mode e degli atteggiamenti di massa. Fenomeno già ampiamente analizzato dal grande Pareyson, ad esempio, ed in parte dal suo allievo Eco e da Baudrillard.
    Quanto al significato, meglio che se ne sappia poco: altrimenti si potrebbe scoprire, per esempio, che anime e manga non sono altro che schifezze di fumetti e cartoni animati giapponesi, e un blog o weblog non è altro che un flusso di (in)coscienza alla Joyce in forma imbastardita per il web.
    Cioè un pappone di pensieri insulsi e sconnessi partoriti da qualche egocentrico ammiratore di sè stesso, che si ritiene talmente importante (à la Rochefoucauld) da dover fare dono delle sue perle all'universo mondo, con tanto di commentini dei lettori intercalati.
    Un'altra delle tante trovate "geniali" per trasformare la rete, che un tempo fu della Conoscenza, delle Università e dei centri di ricerca, in una pattumiera sterminata in cui tutti parlano di tutto, a casaccio...
    non+autenticato
  • > tutti parlano di tutto, a casaccio...

    oddio che qualunquismo
    figlio dell'ignoranza e di un certo snobismo
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > tutti parlano di tutto, a casaccio...
    >
    > oddio che qualunquismo
    > figlio dell'ignoranza e di un certo snobismo

    Non mi sembra proprio ignorante uno che cita Pareyson. La gente al massimo conosce Eco, e come "romanziere" più che semiologo.
    A parte questo, ignoranti sono quelli che pensano di aver diritto di metter bocca su qualsiasi cosa, sempre comunque e quantunque anche se non ne sanno mezza..... per il semplice fatto che si può digitare qualsiasi cosa gratis, facilmente, senza alcun controllo e senza assunzione di responsabilità intellettuale.
    Non ha torto il tipo, per niente. Chiunque può metter su la sua bella paginetta e sparare c@zzate a 360°, anzi 365°.... se non è qualunquismo e ignoranza questo !
    non+autenticato
  • e' piu' facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che per un istruito aprire il proprio cuore
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > e' piu' facile che un cammello passi
    > attraverso la cruna di un ago che per un
    > istruito aprire il proprio cuore

    Concordo appieno, visto che i BLOG servono proprio ad aprirsi agli altri prima di tutto, anche per chi non ne sa mezza di html
    non+autenticato
  • > Chiunque
    > può metter su la sua bella paginetta e
    > sparare c@zzate a 360°, anzi 365°.... se non
    > è qualunquismo e ignoranza questo !

    Pensala come vuoi, ma nel mio paese blogger viene usato per mantenere una sorta di giornale locale, completo di commenti, notizie e appuntamenti. La gente lo usa e per i gruppi locali è una pacchia.

    Salutoni,sua maestà, dalla piccola plebe.
    non+autenticato
  • > NO. La mission dei tecnofili opinion-makers
    > è mettere in bocca alla gente il maggior
    > numero possibile di parole strambe e nuove
    > ogni mese, nel tentativo (vano) di creare
    > uno scimmiottamento dei linguaggi
    > specialistici "alti" che copra la carenza
    > di contenuti e la mancanza di dignità
    > scientifica delle mode e degli atteggiamenti
    > di massa.
    forse lo scrittore dell'articolo, dedicandosi all'utenza media di PI ha sopravvalutato l'ampiezza del fenomeno Blogger, ma non è il caso di trarne certe conclusioni. io vedo un analisi interessante, per carità nulla di eccezionale, ma comunque interessante nell'articolo. Se tu invece lo trovi vuoto.. spiegami perchè, senza generalizzare.

    > Fenomeno già ampiamente analizzato
    > dal grande Pareyson, ad esempio, ed in parte
    > dal suo allievo Eco e da Baudrillard.
    scusa l'ignoranza, ma questi non li conosco. Non è che ti stai macchiando dello stesso crimine che stai denunciando? almeno l'autore della notizia però qualche link lo ha messo. (poi c'è gente pigra che chiede senza prima dare un occhiatina..)

    > Quanto al significato, meglio che se ne
    > sappia poco: altrimenti si potrebbe
    > scoprire, per esempio, che anime e manga non
    > sono altro che schifezze di fumetti e
    > cartoni animati giapponesi
    questa è una stronzata gigantesca. Ci sono produzione di qualità e schifezze dappertutto, e l'anime, il manga, o il racconto fantascientifico o il videogioco, o il programma televisivo.. non sono altro che modi per trasmettere un contenuto. QUESTO poi può anche essere una schifezza, ma da qui a generalizzare denigrando tutta una classe di opere affini mi sembra un grosso errore nella tua logica.
    (comunque se vuoi un consiglio su un manga ti suggerisco qualcosa di Suehiro maruo. guarda che bei disegni, poi dimmi se sono schifezze.)

    >, e un blog o
    > weblog non è altro che un flusso di
    > (in)coscienza alla Joyce in forma
    > imbastardita per il web.
    > Cioè un pappone di pensieri insulsi e
    > sconnessi partoriti da qualche egocentrico
    > ammiratore di sè stesso, che si ritiene
    > talmente importante (à la Rochefoucauld) da
    > dover fare dono delle sue perle all'universo
    > mondo, con tanto di commentini dei lettori
    > intercalati.
    un altro spaziale sillogismo da parte tua:

    il mio amico narciso ha deciso di scrivere un blog -> il risultato che ne ricava è un pappone di pensieri insulsi eccetera -> tutti i blog sono pensieri insulsi eccetera.

    davvero ammirabile la tua retorica

    > Un'altra delle tante trovate "geniali" per
    > trasformare la rete, che un tempo fu della
    > Conoscenza, delle Università e dei centri di
    > ricerca, in una pattumiera sterminata in cui
    > tutti parlano di tutto, a casaccio...

    ebbene, tra questi ci sarà pure qualcuno che dirà qualcosa d'interessante... o forse pretendi che il web sia riempito solamente da chi ne ha l'autorizzazione previo documentata motivazione?


    avvelenato che comunque non ce l'ha con te, ma trova le tue idee da rivedere.

    (ps: comunque i blog sono uno strumento per creare delle pagine web fondalmentalmente costituite da scritte e pensieri.)

  • - Scritto da: avvelenato
    > io vedo un analisi
    > interessante, per carità nulla di
    > eccezionale, ma comunque interessante
    > nell'articolo. Se tu invece lo trovi vuoto..
    > spiegami perchè, senza generalizzare.

    La questione *E'* generale, dunque la tua richiesta è già un'antinomia. E' il concetto stesso che è deprecabile, non i dettagli o l'articoletto.

    > > Fenomeno già ampiamente analizzato
    > > dal grande Pareyson, ad esempio, ed in
    > parte
    > > dal suo allievo Eco e da Baudrillard.
    > scusa l'ignoranza, ma questi non li conosco.
    > Non è che ti stai macchiando dello stesso
    > crimine che stai denunciando? almeno
    > l'autore della notizia però qualche link lo
    > ha messo.

    Dove stiamo andando ? Si deve arrivare a "mettere un link" anche quando si cita Dante Alighieri o William Shakespeare, Kant o Aristotele ?
    Questi signori, a differenza degli autori dei blog, sono qualcuno ed hanno fatto qualcosa di sensato ed universalmente valido. Sono degli insigni studiosi, hanno scritto testi fondamentali, si studiano all'Università, le loro idee fanno testo, possiedono luoghi di pensiero forti. Se tu non conosci un Mario Rossi qualsiasi la questione è irrilevante, non c'è motivo per conoscerlo; se non conosci Pareyson o Baudrillard, forse è il caso di fare un salto in biblioteca. Come fanno tutti, dalla notte dei tempi, quando inciampano in qualche nome noto che ancora non conoscono. Old good style, altro che "mettere un link": questa è l'essenza della differenza tra la Cultura e l'ammasso di nozioni, più o meno internettarde.

    > un altro spaziale sillogismo da parte tua:
    >
    > il mio amico narciso ha deciso di scrivere
    > un blog -> il risultato che ne ricava è un
    > pappone di pensieri insulsi eccetera ->
    > tutti i blog sono pensieri insulsi eccetera.
    >
    > davvero ammirabile la tua retorica

    La retorica non c'entra un beneamato. Il ragionamento in questo caso procede per categorie, non certo partendo da qualche banale esempio.
    Vedo che i tuoi meccanismi nel passaggio dal particolare al generale sono fortemente inficiati da una mancanza di metodo e di capacità d'astrazione.

    Andy Warhol (mai sentito ?) ebbe a dire "Tutti possono avere il loro quarto d'ora di gloria, e milioni di coloro che non hanno mai combinato niente hanno finito per aspettarsi questa gloria come un diritto divino" (eccoti un bel link di carta: citato in W. A. Henry III, "In difesa dell'elitarismo", Longanesi). La fenomenologia del blog rientra pienamente in quest'ambito, tutto qui.

    > ebbene, tra questi ci sarà pure qualcuno che
    > dirà qualcosa d'interessante... o forse
    > pretendi che il web sia riempito solamente
    > da chi ne ha l'autorizzazione previo
    > documentata motivazione?

    E' assolutamente lecito pretendere che quando si parla pubblicamente di qualcosa se ne abbia titolo, per studi, esperienza, capacità e (condizione necessaria ma assolutamente non sufficiente) una robusta dose di passione.
    Il che non prevede un'espressa approvazione da parte della comunità scientifica (non in tutti i campi, quantomeno), ma almeno un riconoscimento qualitativo. Il quale, cosa fondamentale che spesso sfugge a molti, deriva dall'opinione unanime di altre persone "che se ne intendono", non certo da autoattribuzione o dall'ammirazione di amici, parenti e passanti casuali.
    In caso contrario, conviene seguire strettamente l'ottimo consiglio di Wittgenstein.
    La mancanza della percezione dei propri limiti, soprattutto in relazione agli standard imposti dalle capacità altrui, è un difetto pericoloso la cui sintomatologia è strettamente associata allo sprezzo del ridicolo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > La questione *E'* generale, dunque la tua
    > richiesta è già un'antinomia. E' il concetto
    > stesso che è deprecabile, non i dettagli o
    > l'articoletto.
    il concetto di che? dei blog tanto ferocemente criticati, presumo.
    Io ripeto che la questione non è generale.
    Tu invece affermi che qualsiasi Mario Rossi che scriva su un blog inevitabilmente scrivera cazzate che non interessano a nessuno. Se non è una generalizzazione questa....
    >
    > Dove stiamo andando ? Si deve arrivare a
    > "mettere un link" anche quando si cita Dante
    > Alighieri o William Shakespeare, Kant o
    > Aristotele ?
    > Questi signori, a differenza degli autori
    > dei blog, sono qualcuno ed hanno fatto
    > qualcosa di sensato ed universalmente
    > valido. Sono degli insigni studiosi, hanno
    > scritto testi fondamentali, si studiano
    > all'Università, le loro idee fanno testo,
    > possiedono luoghi di pensiero forti.
    eh eh, sono abbastanza giovane allor ada potermi permetter e certe ignoranze ^_^

    > Se tu
    > non conosci un Mario Rossi qualsiasi la
    > questione è irrilevante, non c'è motivo per
    > conoscerlo; se non conosci Pareyson o
    > Baudrillard, forse è il caso di fare un
    > salto in biblioteca. Come fanno tutti, dalla
    > notte dei tempi, quando inciampano in
    > qualche nome noto che ancora non conoscono.
    > Old good style, altro che "mettere un link":
    > questa è l'essenza della differenza tra la
    > Cultura e l'ammasso di nozioni, più o meno
    > internettarde.
    guarda, ritorni sempre sullo stesso punto, dimostrando la tua "presunzione" (non prenderla come un offesa, ok?) probabilmente legata alla consapevolezza della tua cultura (devo ammettere elevata).
    Su Internet Possono Scrivere Tutti(ed essere facilmente rintracciabili).
    E' naturale che troverai con più facilità stupidaggini: non sai quanti siti amatoriali schifidi mi sono dovuto sorbire grazie agli amici. tranne 2, guarda caso persone che avevano qualcosa da dire.
    E' inutile che per questo sminuisci l'utilità di un medium che ha un sacco di vantaggi. La biblioteca ha tutto un approccio differente, ma sicuramente il Mario Rossi non ce lo vedrai là dentro. Però, tu non saprai mai cosa ha da dirti mario rossi (che tanto scalpita per poter esternarsi a qualcuno), se non leggi qualcosina di lui. E chissà, magari ha pure da dirti cose interessanti..


    > La retorica non c'entra un beneamato. Il
    > ragionamento in questo caso procede per
    > categorie, non certo partendo da qualche
    > banale esempio.
    l'esempio citato mi sembra tutt'altro che banale, non vedo perchè debba esserlo.

    > Vedo che i tuoi meccanismi nel passaggio dal
    > particolare al generale sono fortemente
    > inficiati da una mancanza di metodo e di
    > capacità d'astrazione.
    queste sono tue considerazioni personali, io continuo a pensarti presuntuoso nel tuo saperti colto e non voler ammettere la possibilità a pincopalla di dire le str*****e che vuole (e se poi c'è qualcuno che lo legge, bon x lui)

    >
    > Andy Warhol (mai sentito ?)
    cos'è, sfotti? ^_^

    > ebbe a dire
    > "Tutti possono avere il loro quarto d'ora di
    > gloria, e milioni di coloro che non hanno
    > mai combinato niente hanno finito per
    > aspettarsi questa gloria come un diritto
    > divino" (eccoti un bel link di carta: citato
    > in W. A. Henry III, "In difesa
    > dell'elitarismo", Longanesi). La
    > fenomenologia del blog rientra pienamente in
    > quest'ambito, tutto qui.
    prima o poi me lo fanno arrivare in biblioteca. terrai a bada il forum?


    >
    > > ebbene, tra questi ci sarà pure qualcuno
    > che
    > > dirà qualcosa d'interessante... o forse
    > > pretendi che il web sia riempito solamente
    > > da chi ne ha l'autorizzazione previo
    > > documentata motivazione?
    >
    > E' assolutamente lecito pretendere che
    > quando si parla pubblicamente di qualcosa se
    > ne abbia titolo, per studi, esperienza,
    > capacità e (condizione necessaria ma
    > assolutamente non sufficiente) una robusta
    > dose di passione.
    non è lecito pretendere nulla. Ti piace il web incasinato e pieno di inutilità così com'è? bene. Non ti piace? bene lo stesso, sopravvivi.

    > Il che non prevede un'espressa approvazione
    > da parte della comunità scientifica (non in
    > tutti i campi, quantomeno), ma almeno un
    > riconoscimento qualitativo. Il quale, cosa
    > fondamentale che spesso sfugge a molti,
    > deriva dall'opinione unanime di altre
    > persone "che se ne intendono"
    vediamo... nel caso di un blog, immagino che un link da una persona "che se ne intende" verso un'altra persona, conferisce al blog di quest'ultima di una qualche dignità...

    > , non certo da
    > autoattribuzione o dall'ammirazione di
    > amici, parenti e passanti casuali.
    > In caso contrario, conviene seguire
    > strettamente l'ottimo consiglio di
    > Wittgenstein.
    > La mancanza della percezione dei propri
    > limiti, soprattutto in relazione agli
    > standard imposti dalle capacità altrui, è un
    > difetto pericoloso la cui sintomatologia è
    > strettamente associata allo sprezzo del
    > ridicolo.

    guarda è proprio qua che i tuoi discorsi mi alterano, perchè mi toccano sul personale, ti spiego:
    imho il problema tipico delle persone non è il vedere limiti "oltre" le loro capacità, e dunque offrirsi al pubblico ludibrio (ma chi l'ha detto poi?) con i loro goffi tentativi di apparire superiori. Credo invece che le persone non abbiano alcuna consapevolezza dei loro limiti, e perciò tendenzialmente cercheranno di non esporsi troppo.
    Se ho capito bene per te è un bene.
    Per me no
    Come cacchio fanno le persone a scoprire i loro limiti, se non si espongono almeno un poco? e se i loro limiti fossero ben oltre la media?

    ora unesempio di persona che ha compreso il suo limite:
    Somoggi
    http://digilander.libero.it/somoggi/
    ha scoperto di non essere un fumettista. Però è simpa dai, e i suoi fumetti mi hanno strappato ben + di una risata Occhiolino

    (volevo aggiungere un altro esempio, ann beccamorti, che ha scoperto di non essere tagliata per la poesia, ma non trovo il link ^_^ cmq anche lei è simpa)

    secondo te tutti i siti amatoriali andrebbero rimossi? o possono "fare schifo" rimanendo lì dove sono senza che la gente rompa troppo le scatole? se non la pensi così, non riesco a capire cosa davvero proponi te.

    avvelenato

  • - Scritto da: avvelenato

    Intanto v'è da premettere che non stiamo discutendo di una questione facilmente dirimibile, del tipo "a me piace il gelato alla crema, ma tu preferisci il pistacchio che invece a me fa schifo".
    Qui c'è in ballo una intera Weltanschauung, una concezione della conoscenza e della Cultura che richiede anni di elaborazione ed esperienza, e certo trascende i limiti della banale questione "blog" (ed anche i limiti di spazio e di espressività del forum, in realtà: qui andremo ignobilmente condensando e sintetizzando).

    Cominciamo dunque dalla fine, tanto per gradire.
    > se non la pensi
    > così, non riesco a capire cosa davvero
    > proponi te.
    Io non propongo, né vendo alcunché. Mi limito ad osservare un degrado culturale che ha radici profonde, e provo altrettanto profonda, insanabile nostalgia per quando internet, ben prima dell'era HTML, era solamente una rete accademica.

    "Lo studio della mediocrità, qualunque sia la sua origine, genera mediocrità" per dirla con l'ottimo Harold Bloom (la cui ultima fatica, "Il genio", ti consiglio caldamente in luogo dei fumetti). Di scrittura, scrittori e scribacchini, il signore se ne intende assai più di noi, questo è poco ma sicuro.

    > Su Internet Possono Scrivere Tutti

    La proposizione è riferita ad una possibilità operativa: chiunque, dotato di un PC, può facilmente pubblicare un suo testo su internet. Tuttavia, questa nuova possibilità tecnica (come opposta ad un passato fatto di bozze, lastre tipografiche, rilegature, vaglio critico degli editori e quant'altro) non cambia di un picogrammo le capacità "letterarie" ed espressive sensu lato dell'umanità intera. Vale a dire, persone in grado di produrre solo insulse bischerate sulla carta stampata o nelle normali conversazioni, non diventano improvvisamente dei geni della parola perché "su internet possono scrivere tutti". Altrimenti si fa passare l'idea che "alle olimpiadi possono partecipare tutti", anche quelli che fanno i 110 a ostacoli in tre minuti, o "in F1 può correre chiunque" e via discorrendo, il che è palesemente improponibile.

    L'espressione va dunque completata, secondo i casi, con "tutti quelli che hanno qualcosa di sensato da dire" o "tutti quelli che SANNO scrivere". In termini più burosaurici, potersi esprimere per iscritto è un diritto, ma sotteso al dovere (di farlo in modo intelligibile) ed alla necessità (avere qualcosa di sensato da dire), nonché (lapalissiano) al rispetto del prossimo.
    A scanso di equivoci, per "sensato" (lungi dai limiti del culturalmente interessante, che sono ben più alti) in questa sede s'intende "meramente dotato di senso" e d'interesse per persone diverse dallo scrivente, nonché lessicograficamente compiuto (ben tristi lidi abbiamo toccato, se c'è da specificare perfino questo).

    Dunque, laddove non ci sono pressanti vincoli economici e tecnici (come quelli dell'industria della carta stampata), ci vorrebbe almeno il buonsenso - o ci si potrebbe contentare, quantomeno, del senso del ridicolo - ad impedire a chiunque di "scrivere" tanto per riempire un po' gli HD del suo provider preferito.

    Questo è, semplicemente, il mio punto di vista sulla questione. Esiste da sempre un limite qualitativo (inferiore) che caratterizza la produzione culturale e l'espressività umana, e non esiste ragione per cui internet debba fare eccezione, vista anche la sua caratteristica orizzontalità (scarsamente gradita, ma tant'è).

    > guarda è proprio qua che i tuoi discorsi mi
    > alterano, perchè mi toccano sul personale,
    > ti spiego:

    Non se ne fa certo una questione personale.

    > Credo invece che le
    > persone non abbiano alcuna consapevolezza
    > dei loro limiti, e perciò tendenzialmente
    > cercheranno di non esporsi troppo.
    > Se ho capito bene per te è un bene.

    Esatto. Fino a ieri nessuno veniva ad infilarmi scritti insulsi o dimostrazioni sbagliate nella cassetta delle lettere, né riduceva in coriandoli le schede della mia biblioteca costringendomi a razzolare ore per trovare qualcosa di significativo in mezzo all'immondizia. Internet oggi è l'equivalente di simili (e peggiori) comportamenti, un non-luogo nel quale il rumore supera ormai di diversi ordini di grandezza ogni segnale utile. Se è vero, come è vero, ciò che asserisce il grande matematico René Thom ("Troppo ordine è la pace dei cimiteri"), è anche vero che troppo caos fa perdere la pazienza, ed anche qualche buona occasione. Almeno alle persone mentalmente ordinate ed abituate al semplice ma fondamentale concetto che chi non ha niente da dire fa sempre meglio a stare zitto.

    > Come cacchio fanno le persone a scoprire i
    > loro limiti, se non si espongono almeno un
    > poco?

    Nel modo più semplice, normale ed efficace che esiste dai tempi di Sumeri e Babilonesi: leggendo e confrontandosi con le opere di chi è venuto prima, tanto per iniziare a capire la differenza tra un suonatore ambulante d'organetto e Rachmaninov, tra un graffitaro di borgata e Klimt, tra uno stornellatore da osteria e Leopardi, tra un bamboccio che copia script e D. E. Knuth. Conoscere meglio i grandi, rendersi conto di cosa significa "essere uno scrittore" (o musicista o pittore o filoso o matematico...), toccare con mano gli standard ed i limiti d'ingresso nelle varie forme espressive e discipline, ma anche in molti hobbies, toglierebbe da subito tante velleità ai piccoli Eco in trentaduesimo e ai Paganini di provincia.
    Le idee (ed i talenti) son merce così rara...


    non+autenticato
  • Blogger.
    Il bidone aspiratutto ?
    una nuova marca di gomme da masticare?
    non capisco
    non+autenticato
  • Che Google non faccia l'errore fatto da Yahoo acquistando WebRing.org

    Ovvero quando una cosa funziona, LASCIALA STARE.
    Non cambiare l'interfaccia, il layout, a cui molti visitatori si sono affezionati, non fare cose del genere nell'ambito di un tentativo di integrare blogger con l'attuale intefaccia di navigazione di Google. Potrebbe sfasciarsi tutto... come e` successo a WebRing.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alex¸tg
    > Che Google non faccia l'errore fatto da
    > Yahoo acquistando WebRing.org
    >
    > Ovvero quando una cosa funziona, LASCIALA
    > STARE.

    Beh, quando google ha comprato deja.com funzionava, ma aveva un'interfaccia inusabile !!! Oggi invece la ricerca sui gruppi, grazie alle modifiche di google, e' diventata una scheggia !

    Ciao !

  • - Scritto da: Alex¸tg

    > Non cambiare l'interfaccia, il layout, a cui
    > molti visitatori si sono affezionati

    Come PI 8.0.0 <*grin*> ?

    Mi sono abituato in fretta alla nuova versione, pero il "virgolette" e' meno visibile e a volte me lo perdo Triste
    Non e' che c'e' un archivio ?
    11237
  • Sì, sì ! Anch'io !!! Sorride
    non+autenticato
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